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Inchiesta sul caporalato in Toscana: Giani e Lenzi dichiarano “Se i fatti sono confermati, sono gravi”. I sindacati chiedono chiarezza.

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Se verranno riscontrate le situazioni segnalate dall’inchiesta, agiremo con il massimo rigore e determinazione: il caporalato in Toscana non è tollerabile. Siamo stati pionieri in Italia nell’approvare un atto concreto contro questo fenomeno e attiveremo subito i servizi di ispezione della Asl e dell’Ispettorato del Lavoro per verificare la sussistenza di tali situazioni“. Così ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani riguardo ai risultati dell’inchiesta della TgrRai Toscana, in onda in tre puntate tra oggi e domani, che evidenzia casi di sfruttamento nei cantieri della nuova stazione Foster per l’AV a Firenze e di tre case di comunità nel senese.

“Se confermati, i presunti casi di caporalato e sfruttamento lavorativo descritti nell’inchiesta della redazione toscana della Rai sono molto gravi e richiedono azioni concrete ed efficaci per contrastarli, poiché la Toscana non può tollerarli”, hanno commentato Giani e l’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi. “Ci troviamo di fronte a un fenomeno esteso che non colpisce solo l’agricoltura e il settore tessile, ma che è molto più vicino a noi di quanto si pensi, anche dove si utilizzano risorse pubbliche. Questo richiama le istituzioni e il mondo imprenditoriale a non chiudere gli occhi“, hanno sottolineato.

In gioco ci sono dignità, sicurezza e civiltà“, hanno aggiunto Giani e Lenzi, spiegando che “la Regione ribadisce il suo impegno non solo a collaborare con le autorità competenti per il controllo e la repressione dei reati, ma a compiere ogni azione necessaria nell’ambito delle proprie competenze“.
Secondo il presidente e l’assessore, è fondamentale continuare a lavorare sulla responsabilizzazione della filiera degli appalti. “Riteniamo opportuno un confronto con il mondo delle committenze e con i rappresentanti dei lavoratori“, evidenziano, anche per garantire “un effettivo seguito a quanto stabilito dai protocolli d’intesa sulla trasparenza negli appalti in occasione dell’inizio delle opere finanziate con le risorse del PNRR“. È anche cruciale, concludono, “insistere sulla gestione integrata delle vittime, come stiamo facendo con il progetto Soleil, per fornire gli strumenti adeguati per denunciare e uscire dalla condizione di sfruttamento“.

Cgil e Fillea: “Grande preoccupazione, è necessaria chiarezza”

Esprimiamo grande preoccupazione dopo aver visto l’inchiesta della TgR Rai Toscana che riporta presunti episodi di caporalato nei subappalti di cantieri di quattro grandi opere in Toscana“, affermano in una nota Fillea Cgil Toscana, Firenze, Siena e Cgil Toscana, Firenze, Siena. “Chiediamo che venga fatta chiarezza al più presto: da tempo denunciamo in generale che è nelle catene dei subappalti che si annidano i pericoli di caporalato e sfruttamento lavorativo, tant’è che recentemente abbiamo avviato una raccolta firme per la proposta di legge popolare ‘I diritti non si appaltano’, mirata ad affrontare direttamente le norme riguardanti gli affidamenti e ciò che spesso si nasconde dietro. La Toscana (istituzioni e parti sociali) si è preparata a gestire l’ampia mole di investimenti legati anche al Pnrr con strumenti definiti, dal cantiere trasparente (non presente alla Foster) fino al protocollo sugli appalti di edilizia ospedaliera e al protocollo di legalità con le prefetture, per affrontare possibili atti di infiltrazione e violazione dei diritti negli appalti. È chiaro che le norme scritte servono, ma non sono sufficienti per estirpare un sistema endemico: è necessaria una responsabilizzazione dell’intera filiera e per questo, oltre alle verifiche che dovranno essere effettuate, chiediamo alla Regione Toscana di promuovere un dialogo con il sindacato e le committenze per affrontare, insieme alla presa in carico delle presunte vittime, tutte le iniziative necessarie a ripristinare la legalità dove si correggano le irregolarità“.

Un evento così grave non può lasciarci indifferenti e ci costringe ad alzare il livello della nostra azione sindacale“, affermano in una nota Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana e Simona Riccio, segretaria generale Filca-Cisl Toscana. “Se i fatti riportati verranno confermati, ciò rafforzerà quanto Cisl e Filca-Cisl sostengono da tempo: è essenziale agire sulla legalità, regolarità e sicurezza nei cantieri degli appalti pubblici e privati intervenendo efficacemente sul subappalto; una catena di affidamenti troppo lunga causa una complessità nella gestione del cantiere e genera confusione nell’assegnazione delle responsabilità. Questo non aiuta, come dovrebbe essere, le imprese e la qualificazione del lavoro. Non premia chi assume direttamente, chi investe nella formazione e chi promuove crescita e tecnologia. È fondamentale rendere operative il prima possibile tutte le novità legislative che come Filca abbiamo richiesto: concretizzare la Patente a crediti e il badge di cantiere, strumenti essenziali per migliorare le condizioni di lavoro nei cantieri edili, vigilare sull’applicazione delle normative, in particolare nei cantieri privati di rilievo, e rivedere il Codice degli Appalti.

Oggi è stato costituito al Viminale l’Osservatorio sull’attività dei tavoli di monitoraggio dei flussi di manodopera, una notizia importante e significativa, poiché rappresenta la risposta adeguata alla necessità di garantire la legalità, la regolarità e la sicurezza nei cantieri delle grandi opere. È necessario tutelare i lavoratori e le imprese serie che pagano i lavoratori fino all’ultimo centesimo e combattere tutte quelle aziende che sfruttano i lavoratori. La nostra attenzione rimane alta, – concludono Cisl e Filca Toscana – così come il nostro impegno a combattere il caporalato alla radice. Solo in questo modo possiamo costruire un mercato del lavoro sicuro e regolare, caratterizzato da una competizione imprenditoriale equa e di qualità“.

AVS: “Maggiore controllo, assunzioni negli ispettorati, protezione per chi denuncia”

L’inchiesta ‘Fantasmi’ del Tgr evidenzia in modo rigoroso una realtà inquietante e frequentemente invisibile: il caporalato nei cantieri e in molti ambiti lavorativi, anche nella nostra regione. Le immagini e le testimonianze raccolte descrivono un sistema degradante e criminale: operai regolarmente assunti, costretti a restituire parte della loro busta paga ai reclutatori” affermano i consiglieri Alleanza Verdi e Sinistra Falchi, Fallani e Ghimenti. Secondo i tre rappresentanti regionali di AVS, “la situazione confermerebbe che il caporalato non è solo un problema dell’agricoltura, ma un fenomeno trasversale a molti settori produttivi, capace di infiltrarsi anche nei cantieri finanziati con risorse pubbliche. Ed è proprio questo l’aspetto più grave: che l’amministrazione pubblica, attraverso appalti e subappalti, diventi inconsapevolmente teatro di sfruttamento e illegalità“.

Per questo, – proseguono i consiglieri – come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo con fermezza un potenziamento immediato dei controlli nei cantieri, pubblici e privati, con verifiche sistematiche sulla catena degli appalti e maggiori investimenti da parte del Governo sugli ispettorati del lavoro, attualmente sotto organico e con risorse insufficienti a fronteggiare l’emergenza.

La lotta al caporalato deve diventare una priorità nazionale, con normative più efficaci e un’applicazione rigorosa della legge 199/2016, integrandola con un supporto concreto alle vittime, che include protezione, assistenza legale e misure di accompagnamento per chi ha il coraggio di denunciare, come previsto dal progetto SOLEIL sostenuto dalla nostra Regione. Chi rompe il silenzio non può e non deve essere lasciato solo. La Toscana non può e non vuole voltarsi dall’altra parte – concludono Falchi, Fallani e Ghimenti – è tempo di fare pulizia nei cantieri, restituire dignità al lavoro e combattere duramente chi sfrutta i più vulnerabili“.

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