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Esplosione davanti alla chiesa, il parroco commenta: ‘Forse il desiderio di provocare’

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È stata scovata una bomba da mortaio da 81 millimetri nei giardini della chiesa di San Marco alla Sella, ad Arezzo. L’ordigno, che risale alla Seconda guerra mondiale e si è rivelato privo di esplosivo, è stato rimosso nella mattinata di martedì 13 ottobre dagli artificieri del Nucleo bonifica del munizionamento convenzionale del Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore, in provincia di Bologna.

Le indagini sono attualmente in corso da parte dei carabinieri, che cercano di identificare i responsabili di questo gesto. Da quanto emerso, la presenza della bomba non sarebbe attribuibile a un ritrovamento accidentale nel terreno.

Il parroco don Alessandro Conti ha commentato l’evento, esprimendo il suo disappunto, ma senza alcuna intenzione di sospendere il suo impegno pastorale. “Non avrei mai pensato che una cosa simile potesse accadere nella mia vita. Questa situazione non mi scoraggia: dobbiamo continuare a fare del bene, anzi, raddoppiare i nostri sforzi”, ha affermato.

Il sacerdote ha dichiarato di non conoscere i motivi dietro a tale gesto: “Non ho idea di quali possano essere le motivazioni che hanno portato qualcuno a lasciare una bomba, anche se vuota, nei giardini della chiesa. Forse si tratta del desiderio di creare disturbo o di arrecare del male”.

Questa scoperta si inserisce in una serie di eventi che hanno coinvolto la parrocchia. Lo scorso luglio, infatti, un uomo aveva rubato dalla sagrestia un calice contenente un’ostia. Una volta accertato che l’ordigno era privo di esplosivo e non era emerso casualmente dalla terra, don Conti ha descritto l’accaduto come “Uno scherzo di cattivo gusto che ha messo in allerta un intero quartiere”.

Le indagini continuano per chiarire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili.

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