Le indagini sulla morte di Luana D’Orazio, giovane operaia deceduta per l’incidente causato da un macchinario tessile a Montemurlo nel 2021, sono state riaperte. Il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, ha ritenuto opportuno riattivare il caso, in considerazione delle pene inflitte finora, considerate troppo leggere.
I due proprietari dell’azienda, una coppia, hanno accettato condanne di 2 anni e 1 anno e mezzo; un tecnico manutentore esterno all’azienda è stato assolto in primo grado e l’argomento sarà oggetto di appello. La riapertura dell’inchiesta è motivata dalla necessità di riesaminare i documenti per scoprire ulteriori possibili responsabilità. Sono previsti nuovi accertamenti e l’audizione di ulteriori testimoni. Questa notizia è riportata da Repubblica Firenze.
