Condannato a 10 anni psicologo per abusi sessuali su pazienti, inclusi minorenni

Marito confessa di essere omosessuale, la moglie richiede un risarcimento per la mancata volontà di avere figli.

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Erano coniugi da molti anni e lei desiderava ardentemente un figlio, mentre lui non ne ha mai avuto voglia. Poi è arrivata la confessione del marito, che ha rivelato di essersi innamorato di un uomo. Questa è la storia di una coppia di Pistoia, giunta in tribunale dopo la separazione, con la donna che ha richiesto all’ex marito 50mila euro di risarcimento per i danni psicologici e per la salute che sostiene di aver subito. La questione legale si è però conclusa con un accordo stragiudiziale tra le parti, senza che il giudice si pronunciasse nel merito.

I due si erano sposati alla fine degli anni Novanta e avevano scelto di vivere in Toscana. La donna desiderava un figlio, ma il marito si opponeva costantemente, rifiutando persino l’idea di ricorrere alla fecondazione in vitro e di donare il proprio seme. Così, il matrimonio ha affrontato una crisi progressiva, fino a quando l’uomo ha confessato alla moglie di aver trovato l’amore in un altro uomo e di voler continuare la propria vita con lui.

La donna, profondamente colpita dalla rivelazione, ha deciso di rivolgersi al tribunale, affermando che questa scoperta avesse provocato o esacerbato alcuni problemi psicologici, inclusa una sindrome depressiva, con effetti negativi sul suo benessere psicofisico, sulla vita quotidiana e sull’attività lavorativa.

Nella causa ha contestato all’ex marito danni patrimoniali, biologici e non patrimoniali, sostenendo che la mancata comunicazione della sua omosessualità, prima e durante il matrimonio, avesse violato diritti fondamentali della sua persona, comprendenti quelli relativi alla salute, alla sessualità e alla procreazione. Questa è quanto riportato dall’edizione fiorentina di La Repubblica, che cita gli atti processuali.

L’uomo si è difeso affermando che la crisi coniugale fosse iniziata molto tempo prima e che i due avessero già deciso di vivere separati. Ha anche fatto presente che la moglie aveva avviato nel frattempo un’altra relazione. Secondo la sua versione, la rottura non dipendeva esclusivamente dal suo comportamento. Ha aggiunto di non poter essere costretto ad avere rapporti intimi con la moglie, né a desiderare un figlio.

Durante il processo, il giudice ha disposto una procedura di negoziazione assistita. Dopo un iniziale rallentamento e mesi di trattative, gli ormai ex coniugi hanno raggiunto un accordo privato, formalizzando anche il divorzio. La causa si è chiusa senza che il giudice si pronunciasse sulla richiesta di risarcimento.



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