Incendio alla GT 2000 Srl di Prato, ARPAT: "Non sono state riscontrate anomalie significative nei valori della qualità dell'aria"

Incendio alla GT 2000 Srl di Prato, ARPAT: “Non sono state riscontrate anomalie significative nei valori della qualità dell’aria”

31 0

Il 20 luglio 2026, il personale del Dipartimento ARPAT di Prato è stato attivato dalla Protezione civile a seguito di un incendio verificatosi presso la ditta Orditura GT 2000 Srl, situata nell’area industriale del Macrolotto 2 di Prato. Il giorno successivo, 21 luglio, è stato effettuato un nuovo sopralluogo presso l’azienda colpita dall’incendio per proseguire con le attività di verifica e monitoraggio dell’evento.

Nel pomeriggio del 20 luglio, ARPAT ha modellizzato rapidamente, in base ai dati meteoclimatici, una potenziale area di impatto dei fumi e ricaduta. Tale valutazione deve considerarsi cautelativa, dato che l’evento ha avuto una durata molto breve.

Durante l’attività dell’incendio, ARPAT ha monitorato in tempo reale i dati delle centraline PO-Roma e PO-Ferrucci, appartenenti alla rete regionale per il monitoraggio della qualità dell’aria. Queste due stazioni effettuano il monitoraggio continuo dei parametri PM10, PM2.5, biossido di azoto, monossido di carbonio e benzene; tra questi, quelli che avrebbero potuto subire alterazioni dovute all’incendio sono le polveri (PM10/2.5), il monossido di carbonio e gli ossidi di azoto. D’altro canto, il benzene, caratteristico delle emissioni da traffico, non si genera in situazioni di combustione simili a quelle descritte e quindi non è stato considerato rappresentativo.

Entrambe le stazioni di monitoraggio sono collocate nell’area urbana del comune di Prato, a nord della zona industriale del Macrolotto 2, a una distanza di circa 2 km in linea d’aria dalla GT 2000, al di fuori dell’area di ricaduta identificata.



La mappa dell’area di ricaduta dell’incendio

Dall’analisi dei valori di questi parametri misurati dal 18 al 22 luglio, è emerso che l’incendio non ha causato effetti evidenti: i parametri misurati non mostrano alterazioni nei livelli di concentrazione atmosferica, che rimangono tipici per il periodo. Non ci sono differenze significative tra le concentrazioni registrate nei giorni precedenti e quelli successivi all’incendio. Il trend delle concentrazioni dei vari parametri è prevalentemente influenzato dalle condizioni atmosferiche e dai flussi di traffico, piuttosto che dalle emissioni generate dall’incendio alla GT2000.

Sono stati esaminati anche i filtri delle polveri (frazione PM10) prelevati dal 18 al 22 luglio nelle centraline di PO-Roma e PO-Ferrucci, per identificare l’eventuale presenza di microinquinanti legati alla diffusione dei fumi dell’incendio.

I microinquinanti analizzati includono Ploclorodibenzodiossine (PCDD), Poloclorodibenzofurani (PCDF), PolicloroBifenili (PCB), PolicloroBifenili Dioxin-like (PCB-DL, ossia PCB con un comportamento simile alle Diossine) e Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA).

I risultati delle analisi hanno mostrato quanto segue:

PCDD + PCDF: per tutti i filtri le concentrazioni sono risultate sempre inferiori al limite di quantificazione del metodo utilizzato.
PCB: la sommatoria dei PCB-DL in termini di tossicità equivalente è al limite del LOQ.
IPA: tutti i vari congeneri sono risultati inferiori al limite di quantificazione, ad eccezione di Benzo(b)Fluorantene, che è stato appena sopra il LOQ il 20 e 21/07/2026 per PO-Roma e il 20/07/2026 per PO-Ferrucci, e Indeno(1,2,3-cd)Pirene, che è stato appena sopra il LOQ il 21/07/2026 per PO-Roma.
Considerando quanto sopra e la brevità dell’incendio, si può affermare che non si sono registrate anomalie significative nella qualità dell’aria misurata dalle centraline installate a Prato. Per quanto riguarda la caratterizzazione delle polveri, i livelli dei microinquinanti rilevati sono conformi ai dati tipici del periodo; pertanto, anche per tali inquinanti non si evidenziano effetti misurabili dovuti all’incendio.

Fonte: Arpat – Ufficio Stampa

<< Indietro

Fonte notizia