Servizi per l'impiego: a Larciano apre un nuovo sportello decentrato

Il cervello come rete: Medicina Nucleare di Prato protagonista della ricerca internazionale sul neuroimaging

46 0

La SOC di Medicina Nucleare dell’ospedale Santo Stefano di Prato, facente parte dell’Asl Toscana centro, ha recentemente realizzato una storica revisione scientifica internazionale pubblicata su una delle riviste più prestigiose nel campo delle neuroscienze. Questa struttura, infatti, è protagonista di un importante studio pubblicato su Neuroscience and Biobehavioral Reviews dal titolo: “Molecular connectivity studies of cerebral glucose metabolism and blood flow: A scoping review”. Questa ricerca rappresenta una delle analisi più ampie disponibili sul funzionamento del cervello come sistema integrato di reti, esaminando 384 studi effettuati sull’uomo negli ultimi quarant’anni, con un focus sull’uso delle tecniche di imaging avanzato.

L’obiettivo era comprendere come il cervello funzioni non come un insieme di aree separate, ma come una rete integrata di connessioni. Per raggiungere questo traguardo, i ricercatori hanno esaminato studi che utilizzano due tecniche di imaging avanzato: la PET (Tomografia a Emissione di Positroni) e la SPECT (Tomografia a Emissione di Fotone Singolo), per misurare il metabolismo del glucosio e il flusso sanguigno cerebrale.

Lo studio ha visto la partecipazione di oltre 30 ricercatori provenienti da 22 istituzioni in 10 nazioni. Tra i partecipanti figurano IRCCS Mondino, Università Vita-Salute San Raffaele, Università di Padova, Università di Brescia e IRCCS SYNLAB SDN di Napoli. A livello internazionale, partecipano anche il Karolinska Institutet di Stoccolma, le Università di Columbia, Yale, Lipsia, British Columbia e il Max Planck Institute.

Grazie agli strumenti e alle conoscenze raccolte in questo studio, il paradigma si evolve: non basta più sapere dove il cervello presenta difficoltà, è fondamentale capire come le sue varie aree comunicano tra loro, nonché l’apertura di nuove prospettive per diverse patologie, come l’Alzheimer, consentendo un’identificazione precoce di alterazioni nelle reti cerebrali legate alla memoria prima che i sintomi clinici si manifestino, e per malattie come Parkinson, Epilessia, disturbi psichiatrici e disturbi della coscienza.

La SOC di Medicina Nucleare dell’Asl Toscana centro è da molti anni un punto di riferimento nella ricerca sulla connettività metabolica cerebrale, grazie a competenze avanzate nell’imaging funzionale e a collaborazioni internazionali consolidate.

“Tra le principali conclusioni – afferma il dottor Stelvio Sestini, direttore della SOC Medicina Nucleare – si evidenzia il potenziale della connettività metabolica, ovvero la modalità con cui le diverse aree del cervello collaborano nel consumo di energia, come possibile biomarcatore clinico. In futuro, questo approccio potrebbe permettere diagnosi sempre più precoci, monitoraggi oggettivi nel tempo e trattamenti personalizzati in base alle caratteristiche specifiche di ciascun paziente.”

“In questo contesto, la Medicina Nucleare dell’Asl Toscana centro – sottolinea il dottor Maurizio Bartolucci, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini – si conferma un leader nella ricerca scientifica, dimostrando l’abilità dell’Azienda di coniugare attività clinica e innovazione ai massimi livelli.”

“Questo importante risultato – dichiara la direttrice dell’ospedale e della Rete Ospedaliera, dott.ssa Maria Teresa Mechi – dimostra il valore delle competenze presenti nella nostra struttura e l’abilità dei nostri professionisti nel contribuire in modo significativo alla ricerca scientifica internazionale.”

Fonte: Azienda USL Toscana Centro – Ufficio stampa

Notizie correlate

Fonte notizia

Related Post