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Gioco d’azzardo online: criticità anche nei piccoli comuni toscani, presentato lo studio di Federconsumatori-Isscon-CGIL

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Ieri è stata introdotta la terza edizione del report nazionale “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani” realizzato da Fondazione Isscon, Federconsumatori e Cgil, che analizza per la prima volta in modo sistematico il fenomeno del gioco d’azzardo nei comuni italiani con una popolazione tra i 2.000 e i 10.000 abitanti. L’indagine ha esaminato 3.146 comuni, rappresentando circa il 40% dell’intera Italia, dove vive quasi un quarto della popolazione. Nel 2025, in queste aree, si prevede che siano stati spesi 34,7 miliardi di euro tra gioco fisico e online, generando perdite di 4,6 miliardi di euro.

In Toscana, nel 2025, ci sono stati 314 conti di gioco online per ogni 1.000 residenti, con segnalazioni di impennate significative a Bientina (+582% di giocate pro capite negli ultimi due anni) e a Larciano (+255%). Monsummano Terme, nel frattempo, ha registrato la più alta giocata pro capite della regione.
L’effetto del gioco d’azzardo online in Toscana evidenzia una diffusione capillare, mostrando anomalie significative in comuni di dimensioni più ridotte. Alla fine del 2025, i conti di gioco online attivi in Toscana saranno 823.560, rappresentando il 4,8% del totale nazionale. Questo implica una densità regionale di 314 conti attivi ogni 1.000 residenti nella fascia di età 18-74 anni. La spesa media pro capite per il gioco online nei comuni toscani si attesta a 1.896,26 €, mentre la media ponderata per i comuni con popolazione tra 2.000 e 9.999 abitanti è di 1.859,14 €.

I piccoli Comuni in crisi acuta: le impennate di Bientina e Larciano

Nonostante i dati medi regionali siano inferiori alla media nazionale, l’analisi dettagliata mette in luce la presenza di alcuni piccoli comuni toscani che appartengono al gruppo delle 113 località nazionali in “crisi acuta da azzardo”, caratterizzati da giocate pro capite superiori al doppio della media nazionale. Queste località mostrano flussi finanziari notevolmente elevati rispetto al numero di residenti:

Bientina (Pisa): nel 2025 ha registrato una raccolta online complessiva di 34.574.662,65 €, con vincite di 32.707.393,34 € e perdite nette per i cittadini di 1.867.269,31 €. La spesa pro capite per residente (18-74 anni) è aumentata a 5.538,15 €, segnando una crescita del +172,9% rispetto al 2024 (+21,9 milioni di euro) e un +582,2% rispetto al 2023 (dove era pari a 821,95 €).

Larciano (Pistoia): ha raggiunto nel 2025 una raccolta online di 25.589.931,13 €, con vincite di 24.441.683,59 € e perdite nette per i residenti di 1.148.247,54 €. La giocata media pro capite ha raggiunto i 5.595,87 €, evidenziando un incremento del +65,1% in un anno (+10,1 milioni di euro rispetto al 2024) e del +255,8% nel biennio 2023-2025.

Monsummano Terme (Pistoia) si distingue tra i comuni medio-grandi. Con una popolazione di 20.863 residenti, Monsummano Terme ha registrato nel 2025 una spesa pro capite online pari a 5.741,09 € per ogni abitante tra 18 e 74 anni.

Il rischio di riciclaggio di capitali illeciti

Il rapporto sottolinea come la concentrazione di volumi di spesa così elevati in centri con scarsa densità demografica sollevi gravi interrogativi sulla provenienza dei fondi. Tali fenomeni potrebbero essere associati all’attività di “supergiocatori” professionisti o all’uso di connessioni VPN, ma rappresentano anche un campanello d’allarme per l’uso delle piattaforme legali da parte della criminalità organizzata per fini di riciclaggio.

Le richieste di trasparenza e regolamentazione

Di fronte a queste problematiche evidenziate, Federconsumatori-Cgil-Isscon avanzano quattro richieste fondamentali:

– Massima trasparenza informativa: Sospensione immediata dell’oscuramento dei dati e pubblicazione dettagliata e completa delle giocate fisiche e online per ciascun comune.

– Controlli sui flussi finanziari: Avvio di indagini approfondite sulla provenienza dei capitali investiti nel gioco online, con particolare attenzione a piattaforme poco trasparenti come il Poker e il Betting Exchange.

– Tutela dei cittadini e divieti: Applicazione rigorosa delle limitazioni all’offerta e rispetto severo dei divieti di pubblicità sul gioco d’azzardo.

– Autonomia agli enti locali: Restituzione ai comuni di reali poteri di regolazione e contrasto al fenomeno sui propri territori.

Il confronto tra regioni

Il confronto tra la Toscana e le altre regioni italiane mostra che la Toscana si colloca complessivamente nella fascia medio-bassa della classifica nazionale per volumi medi di gioco online pro capite, sebbene con anomalie finanziarie significative in specifici centri locali.

Nel 2025, la spesa media pro capite per il gioco online in Italia (calcolata sulla popolazione tra 18 e 74 anni in 7.896 comuni) è stata di 2.365,81 €.

In Toscana, si registra una media complessiva di 1.896,26 € pro capite, posizionandosi al 14° posto tra le 20 regioni italiane, al di sotto della media nazionale e lontano dai picchi segnati nel Mezzogiorno.

I valori più estremi in Italia si registrano a Baia e Latina (CE) in Campania con 102.675,55 € pro capite, a Polaveno (BS) in Lombardia con 22.955,48 €, e a Francavilla in Sinni (PZ) in Basilicata con 21.927,57 €.

I due piccoli comuni toscani che si posizionano nella classifica (Larciano a 5.595,87 € e Bientina a 5.538,15 €) superano di oltre due volte la media nazionale (2.365,81 €), collocando la regione tra quelle affette da “crisi acute”. Tra le città toscane con oltre 10.000 abitanti, il primato regionale spetta a Monsummano Terme (PT) con 5.741,09 € pro capite.

Mentre le regioni del Mezzogiorno si confermano come il “motore” principale per i volumi complessivi di gioco online, la Toscana condivide con altre realtà del Centro-Nord una dinamica irregolare: nonostante una media regionale contenuta, si riscontrano picchi fortemente localizzati in singoli comuni, legati all’operatività di piattaforme come il Betting Exchange e alla presenza di supergiocatori o connessioni VPN.

Fonte: Cgil Toscana e Firenze – Ufficio Stampa

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