La procura di Prato ha emesso quattro misure cautelari per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo. I destinatari sono quattro cittadini cinesi, membri di un unico nucleo familiare: tra essi figura un imprenditore, proprietario occulto di due ditte individuali intestate a prestanomi e di una società, attualmente agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per il figlio, la moglie e la nuora, è stato imposto il divieto di dimora nella provincia di Prato e un divieto temporaneo di esercitare specifiche attività professionali o imprenditoriali per un anno.
Secondo le indagini, circa dieci persone, di origine cinese e africana, erano costrette a lavorare tra le 13 e le 16 ore giornaliere, sette giorni su sette, con pause brevi e stipendi inferiori a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali. È stato inoltre scoperto, nelle vicinanze del luogo di lavoro, un dormitorio destinato ai lavoratori, trovato in condizioni igienico-sanitarie molto precarie. L’azienda sotto inchiesta aveva instaurato significativi rapporti commerciali con vari clienti, tra cui una società per azioni della provincia di Napoli recentemente sottoposta a amministrazione giudiziaria. Per questo motivo, la procura di Prato sottolinea di aver messo in atto una “strategia multilivello per colpire sia gli imprenditori coinvolti nello sfruttamento sia i committenti che beneficiano di pratiche illecite”.
