Intitolazione dei locali del Corpo di Polizia Provinciale alla memoria dell’agente Luca Mugelli.

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Cerimonia di Intitolazione in Memoria dell’Agente Luca Mugelli

La cerimonia svoltasi oggi non si è limitata a un momento di incontro e commemorazione della famiglia dell’agente Luca Mugelli, tragicamente scomparso in un incidente stradale nel novembre 2024. È stata anche un’importante occasione per testimoniare la costante presenza dell’Amministrazione e per intitolare a lui i locali del Corpo di Polizia Provinciale, situati presso la sede della Provincia in piazza San Leone.

Durante l’evento, il presidente Luca Marmo, accompagnato dal consigliere delegato alla Polizia Provinciale Nicola Tesi, dal consigliere Francesco Branchetti e dal comandante del corpo Franco Monfardini, ha incontrato la moglie e i familiari dell’agente Mugelli, ricordando il suo impegno e dedizione al lavoro.

Successivamente, i partecipanti si sono recati negli uffici della Polizia Provinciale per scoprire la targa commemorativa dedicata all’agente, realizzata grazie alla generosa iniziativa dei colleghi.

«Con questa intitolazione desideriamo rendere omaggio non solo a un professionista competente, ma anche a una persona che ha lasciato un segno profondo in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui», ha dichiarato il presidente Luca Marmo. «Per lui il lavoro era più di una professione: era una passione autentica, affrontata ogni giorno con dedizione, senso del dovere e amore per il territorio. Questo gesto rappresenta la volontà dell’Amministrazione e del Corpo di Polizia Provinciale di preservare la sua memoria e di trasmettere il suo esempio anche alle future generazioni di agenti».

Il consigliere delegato Nicola Tesi ha condiviso la sua esperienza personale: «Ho avuto la fortuna di conoscere Luca non solo come agente, ma anche come persona. Abbiamo condiviso molte esperienze e momenti di lavoro che mi hanno permesso di apprezzarne le straordinarie qualità umane. Oggi ci ricordiamo di lui non solo come professionista, ma anche come uomo, un collega che ha lasciato un segno profondo nei cuori di chi lo ha incontrato. Questa intitolazione è un gesto doveroso, espressione dell’affetto e della stima che circondano ancora la sua memoria».

Il comandante Franco Monfardini ha rievocato il collega sotto diversi punti di vista: «Il ricordo di Luca è ancora estremamente vivido tra noi. Entrando in questi uffici, sembra quasi di percepirne la presenza. Era una persona capace di affrontare il lavoro con serietà, ma che sapeva anche alleggerire le situazioni più stressanti con una battuta o un sorriso. Oggi intitolargli questi locali significa mantenere vivo il suo ricordo».

La testimonianza della moglie, Antonella Maestripieri, ha aggiunto un tocco particolarmente commovente: «Per lui il lavoro non era solo un impiego, era amore. Parlando con entusiasmo e orgoglio del suo servizio e dei suoi colleghi, dimostrava quanto fosse stimato e fondamentale per loro. Questo gesto ci commuove e rimarrà sempre nel nostro cuore».

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