Questa mattina (venerdì 17) si è tenuta una visita istituzionale presso la Casa Circondariale “Don Bosco” di Pisa. Erano presenti la senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito, l’assessora della Regione Toscana Alessandra Nardini e il vicepresidente del Consiglio regionale toscano Antonio Mazzeo.
La delegazione ha voluto verificare di persona le condizioni di vita all’interno della struttura, focalizzandosi sulle criticità strutturali dell’edificio, sul persistente problema del sovraffollamento nei reparti e sulle condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria e degli operatori socio-sanitari.
Durante l’incontro con la direzione del carcere e i rappresentanti del personale, sono stati discussi temi legati ai servizi sanitari interni, con particolare attenzione alla salute mentale, e l’importanza di potenziare i percorsi di formazione professionale e reinserimento lavorativo per i detenuti, considerati strumenti fondamentali per ridurre la recidiva e garantire la funzione rieducativa della pena.
“I dati emersi oggi segnalano che la soglia di allerta è stata superata – ha affermato la senatrice PD Ylenia Zambito -. Al ‘Don Bosco’ di Pisa abbiamo 306 detenuti, a fronte di una capienza massima di 199 persone. Una pressione insostenibile, segno di una cecità politica ormai evidente. Nonostante i nostri continui emendamenti presentati in Parlamento e le richieste ripetute di un confronto serio, il Governo ha costantemente ignorato la situazione, mostrando una totale indifferenza verso le gravi condizioni dei penitenziari italiani, compresi quelli toscani e, in particolare, quello pisano. Al ministro della Giustizia Nordio non importa nulla, ma la dura realtà è che non possiamo continuare a ignorare il grido d’aiuto che proviene dalle carceri: servono risposte istituzionali urgenti, non il silenzio di un esecutivo sordo ai diritti costituzionali, ai diritti umani e a quelli dei lavoratori“.
“La situazione al carcere ‘Don Bosco’ di Pisa è drammatica – ha dichiarato l’assessora regionale Alessandra Nardini -, specchio di un’emergenza ormai insostenibile. Il sovraffollamento – aggravato dai trasferimenti da Sollicciano – porta a condizioni di vita degradanti: celle piccole condivise da più detenuti, servizi igienici inadeguati e un’infestazione di cimici e insetti che rende impossibile persino riposare. È una mancanza totale di dignità che colpisce non solo i detenuti, ma anche il personale che lavora ogni giorno all’interno. Come Regione Toscana, continueremo a investire sul diritto allo studio, cultura e formazione professionale per concretizzare la funzione rieducativa della pena. Tuttavia, questi sforzi rischiano di essere vanificati dal collasso delle strutture. Non possiamo più rimandare: il Ministro Nordio e il Governo devono passare dagli annunci ai fatti, intervenendo urgentemente con risorse concrete per l’edilizia penitenziaria e il potenziamento del personale. La dignità delle persone, anche dietro le sbarre, è la misura della civiltà di un Paese. E oggi, su questo fronte, l’Italia non può dirsi civile“.
“La visita al carcere Don Bosco di Pisa presenta un quadro drammatico, che supera ogni limite di sostenibilità – ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo -. Sovraffollamento, grave carenza di personale, spazi inadeguati e forti criticità sanitarie stanno creando una situazione intollerabile, che compromette la sicurezza, la dignità delle persone e il funzionamento dell’istituto stesso. Un sincero ringraziamento va a tutti gli uomini e le donne che lavorano nel carcere. Agenti, operatori e personale sanitario sono costretti a lavorare in condizioni estremamente difficili, spesso lasciati soli a gestire un sistema che rischia di crollare. Chi commette un reato deve scontare la propria pena. Tuttavia, uno Stato civile non può tollerare che il carcere diventi un luogo di abbandono, degrado e negazione dei diritti fondamentali. La Costituzione non si arresta ai cancelli di un penitenziario. Il ministro Nordio dovrebbe smettere con la propaganda e dedicarsi seriamente alle condizioni reali delle carceri italiane. Il Governo deve intervenire immediatamente con maggior personale, strutture adeguate, assistenza sanitaria e veri percorsi di formazione, lavoro e reinserimento. Non servono altri annunci: necessitiamo di risposte immediate e concrete, poiché la situazione è ormai drammatica“.
Fonte: Ufficio Stampa
