Alla parata del Toscana Pride 2026 hanno preso parte 15.000 persone, un’affluenza straordinaria che ha superato ogni aspettativa, trasformando la città in un grande spazio pubblico di libertà, autodeterminazione e rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQIA+.
Fin dalle prime ore del pomeriggio, le strade del centro sono state animate da famiglie, giovani, associazioni, gruppi informali, realtà sociali e culturali, oltre a rappresentanti istituzionali e cittadini che hanno scelto di essere presenti per affermare un principio semplice e fondamentale: i diritti non sono negoziabili.
La partecipazione di oggi è stata un chiaro segnale politico, confermando come il Pride rappresenti un presidio democratico essenziale, in grado di unire territori diversi e di dare voce e visibilità anche dove spesso regnano il silenzio, l’ostilità o tentativi di marginalizzazione. Il corteo ha attraversato Grosseto con un’onda di colori, musica e messaggi chiari: contro ogni discriminazione, contro la violenza, contro le narrazioni che intendono ridurre le nostre vite a slogan o bersagli.
“Dai margini irrompiamo – ha dichiarato Fiora Branconi, Presidente del Toscana Pride, dal palco – questa è la nostra rivoluzione. Ovunque resistiamo, non abbiamo paura; non ci preoccupano le forze politiche avverse, chi ci odia e pensa che non siamo degni di abitare i loro luoghi. Siamo come il mare, portatori di vita e bellezza, ma anche in grado di erigere un muro insormontabile! Il Pride è la nostra parola d’ordine, un grido, un richiamo all’unità, alla comunità, al potere che possiamo esprimere se restiamo uniti, se ci facciamo muro contro chi ci vuole deboli e insignificanti.”
“Da persona LGBTQIA+ – ha affermato dal palco Veronica Vasarri, Attivista del Toscana Pride – so cosa vuol dire essere l’unica in classe, l’unica nel paese, l’unica nella squadra, so cosa significa dover percorrere chilometri per partecipare a una serata friendly, solo per poter divertirsi senza paura di essere esclusi o molestati. Il Toscana Pride è qui oggi non solo come atto di RESISTENZA, ma per dare una scossa a questa città, per dire a tutte le persone che si riconoscono nelle mie parole: NON. SIETE. SOLE! Perché c’è una comunità che vi sostiene e vi difenderà sempre; perché INSIEME, dal basso, possiamo cambiare le cose: l’opinione collettiva, il rifiuto di una famiglia all’uscita, l’ignoranza di certe persone e persino le amministrazioni comunali; per conquistare il nostro diritto a una PIENA CITTADINANZA, il nostro diritto a ESISTERE così come siamo.”
“Siamo intrisə di una strumentalizzazione becera della paura – ha affermato Michela Pascali, Attivista del Toscana Pride – siamo sommersi da un sentimento di astio verso ciò che è diverso dal nostro vero sé. Soffocati dalla continua costruzione di un nemico da incolpare per le mancate risposte che la politica è chiamata a dare e che evidentemente non fornisce. Un bacino di consenso facile al quale la destra attinge sempre avido e mai sazio. Un investimento ad alto rendimento, insomma. Vogliamo essere una comunità pronta a lottare per garantire il diritto ad avere diritti per tuttə. Senza distinzione di “sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali o sociali”. Quella ‘pari dignità’ che la nostra Costituzione racchiude nel diritto all’esistenza. Perché l’unica cosa che deve rimane in movimento è l’arrogante presunzione di chi pensa di avere più diritti dellə altrə.”
“Il Toscana Pride è la scelta di chi non accetta di restare in silenzio – ha dichiarato dal palco Natascia Maesi, presidente nazionale di Arcigay – di chi odia gli indifferenti, di chi non rimane neutrale di fronte alle ingiustizie e non accetta arretramenti sui diritti. La libertà non è negoziabile, ma soprattutto non è divisibile: quando viene negata a una persona, riguarda tutte e tutti noi. Continueremo a difendere la dignità e autodeterminazione delle persone LGBTQIA+ e dei popoli, perché nessuna comunità si salva da sola. Nessuna persona può essere lasciata sola o indietro.“
“Il collettivo asessuale carrodibuoi mette in luce le difficoltà delle persone asessuali – ha detto Mari Grizzuti, del collettivo – nel riconoscersi come tali e nel fare coming out in una società che le dimentica o peggio, le deride.“
“Non è vero, come affermano alcuni in malafede, che i diritti delle persone LGBTQIA+ sono stati tutti riconosciuti. – ha dichiarato l’onorevole Laura Boldrini – Sono continui i tentativi di riportarci indietro di decenni, mentre non abbiamo ancora il matrimonio egualitario, il riconoscimento alla nascita dei figli delle coppie dello stesso sesso, il diritto all’autodeterminazione delle persone trans e una legge contro l’odio verso le persone LGBTQIA+. A dieci anni dal primo Toscana Pride, la parata dell’orgoglio LGBTQIA+ attraversa le strade di Grosseto e siamo qui al loro fianco per ribadire che non solo non arretriamo di un millimetro, ma continueremo a lottare per l’uguaglianza, la parità e per il rispetto dell’articolo 3 della Costituzione.“
“Al Toscana Pride di Grosseto siamo qui con un immenso orgoglio, per una piena uguaglianza dei diritti, per il rispetto di tutti i corpi, tutte le persone, tutti gli amori, tutte le famiglie – ha dichiarato l’assessora della Regione Toscana, Alessandra Nardini – In un momento in cui nel mondo e in Italia la comunità LGBTQIA+ è sotto un attacco costante, essere qui e patrocinare il Pride come Regione è più che mai una scelta necessaria. La destra al Governo colpisce ogni giorno la comunità, soprattutto le persone trans e le famiglie omogenitoriali, impedendo per legge di educare all’affettività e alla sessualità, alla parità e alle differenze nelle scuole. Anche qui a Grosseto, nelle ultime settimane, abbiamo assistito a squallidi attacchi contro i luoghi pensati per riconoscere tutte le identità, come i bagni gender neutral. Noi rispondiamo con la nostra presenza, con i corpi, con le voci, con i colori dell’orgoglio LGBTQIA+ della pace. La Toscana ha una storia diversa: da oltre vent’anni esiste una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, un Tavolo regionale di confronto con le associazioni LGBTQIA+, il primato di Pubbliche Amministrazioni aderenti alla rete nazionale antidiscriminazione RE.A.DY. Oggi Grosseto è ancora più bella: bella come l’arcobaleno.“
Presente anche l’assessora ai diritti e pari opportunità del Comune di Firenze, Benedetta Albanese: “Ventidue anni dopo, l’orgoglio torna a riempire le strade di Grosseto. Oggi Firenze era in prima fila alla partenza del Toscana Pride per confermare con fermezza la nostra posizione: dalla parte dei diritti, della libertà e del rispetto per ogni persona. Firenze ha fatto dell’accoglienza, dell’inclusione e del riconoscimento delle differenze un tratto distintivo della propria identità. In un contesto storico e politico come questo, è fondamentale mantenere alta l’attenzione e non arretrare di un millimetro nella difesa dell’uguaglianza, della dignità e delle pari opportunità. Continueremo a schierarci al fianco di chi chiede che i principi della nostra Costituzione siano pienamente riconosciuti e rispettati, oggi e ogni giorno.“
“Oggi abbiamo fatto una rivoluzione: perché per una volta OGGI abbiamo scelto di non spostare “il margine” verso il centro, ma di riconoscere e mostrare a tutt* la CENTRALITA’ DEL MARGINE, qui a Grosseto. – hanno dichiarato dall’organizzazione -. Questa mobilitazione richiama i temi del manifesto di quest’anno: la necessità di resistere, di prendersi cura, di liberare le ferite che la discriminazione continua a infliggere, e di riaffermare che le nostre esistenze sono parte viva e imprescindibile della società. La partecipazione di oggi è stata un atto di coraggio collettivo; Grosseto ha risposto con una forza che parla da sola, con un messaggio inequivocabile. Il Toscana Pride 2026 si afferma così come un appuntamento politico e sociale di grande rilevanza, capace di portare attenzione nei territori, costruire alleanze e dare voce a chi troppo spesso non viene ascoltato. Grazie a tutte le realtà di Grosseto che fanno parte del coordinamento locale e che hanno contribuito a realizzare questa giornata così partecipata. La nostra regione vuole continuare a muoversi nella direzione della giustizia sociale e della piena dignità per tutte le persone LGBTQIA+. Il nostro manifesto ci ricorda che dai margini irrompiamo, ovunque resistiamo: oggi questa frase ha preso vita nelle strade della città.”


