Riapre il Museo Fattori a Livorno con le sale rinnovate di Villa Mimbelli

Riapre il Museo Fattori a Livorno con le sale rinnovate di Villa Mimbelli

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Il Museo civico “G. Fattori” di Livorno riapre le sue porte al pubblico il 10 luglio 2026, dopo un completo riallestimento curato dal direttore scientifico dei musei livornesi, Vincenzo Farinella, professore di Storia dell’Arte all’Università di Pisa.

Questo museo ospita quasi 400 opere, di cui una selezione è esposta, includendo numerosi lavori di Giovanni Fattori tra dipinti, disegni e incisioni. Inoltre, presenta una panoramica della storia delle arti a Livorno e in Toscana, dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Quaranta del Novecento, con significative opere di artisti livornesi (Corcos, Nomellini) e toscani (Lega, Signorini, Boldini).

Molti pezzi hanno beneficiato di un attento restauro.

Il restyling del museo è caratterizzato da spazi moderni e inclusivi, dotati di nuova illuminazione a LED e di una palette cromatica neutra, studiata per esaltare le opere senza confliggere con le decorazioni originali della villa.

Il percorso espositivo inizia con un’opera eccezionale di Giovanni Fattori: una tela bipartita che da un lato rappresenta la Carica di cavalleria a Montebello (1862) e dall’altro un soggetto mediceo abbandonato, rivelato durante i restauri del 1994, simbolo del definitivo distacco di Fattori dal Romanticismo storico.

Il percorso prosegue ripercorrendo l’intera carriera dell’artista, dagli Eccidi di Livorno del 1849 (recentemente acquisito grazie all’Art Bonus) ai suoi capolavori degli anni Sessanta, come la Torre rossa e la grande tela ispirata a Solferino, fino ai ritratti di volti umili, i paesaggi selvaggi e gli animali degli anni Ottanta e Novanta. Verso il Novecento, si evidenziano le preoccupazioni sociali, con scene di fabbri e minatori, mentre gli ultimi anni dell’artista – spesso trascurati – rivelano un’originalità sorprendente. Il percorso si conclude con l’ultimo dipinto incompiuto: un cavallo solitario sul mare di Livorno, lasciato interrotto nella primavera del 1908.

Le sale successive ampliano la panoramica oltre Fattori, includendo i macchiaioli Lega, Signorini e Cabianca, i Garibaldini di Bartolena, il Naturalismo toscano di Cecconi e dei tre Tommasi, il Divisionismo di Grubicy e Benvenuti, fino ai Postmacchiaioli del Novecento, con un giovane Modigliani e opere di Ghiglia, Viani e Natali.

Per la prima volta, il museo dedica una sala permanente a Leonetto Cappiello, il più famoso artista livornese dopo Modigliani, con dipinti e una ricca antologia di manifesti pubblicitari che lo elevarono, dopo la morte di Toulouse-Lautrec, a cartellonista più influente d’Europa.

La Villa Mimbelli merita una visita anche per sé. Costruita nel 1865 dall’architetto modenese Vincenzo Micheli su incarico del mercante Francesco Mimbelli, la sontuosa villa in stile eclettico è stata inaugurata nel 1875, circondata da un parco con piante rare. Gli interni, distribuiti su due piani nobili, riflettono la varietà stilistica dell’Eclettismo ottocentesco: al piano terra si distingue la Sala da Fumo in stile moresco; lo scalone è ornato da puttini in terracotta invetriata ispirati a Della Robbia e Donatello; al primo piano troviamo la Sala degli Specchi, ex sala da ballo con giochi di specchi e affresco di Annibale Gatti, e una seconda Sala da Fumo con un camino a struzzi-cariatidi e un omaggio dipinto alla città di Livorno.

Info:

Museo civico “Giovanni Fattori”

Indirizzo: Via San Jacopo in Acquaviva 65, 57127 Livorno

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19

Biglietteria:
Telefono: 0586 – 824607
E-mail: infomuseofattori@comune.livorno.it

https://www.museofattori.livorno.it/

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Livorno

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