Provincia 900, FdI risponde a Mantellassi: "Meno fantasmi e maggiore precisione"

Provincia 900, FdI risponde a Mantellassi: “Meno fantasmi e maggiore precisione”

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«Ho appreso in queste ore che la destra ci critica a causa della mostra “Provincia 900”». Così ha commentato sui social il sindaco Alessio Mantellassi l’interrogazione presentata dalla capogruppo di Empoli del Fare, Claudia Ghezzi. Un’affermazione che richiede alcune precisazioni, senza scomodare fantasmi ideologici o presunti privilegi culturali.

Innanzitutto, una notizia che potrebbe sorprendere il sindaco: “la destra” non è un gruppo consiliare. L’interrogazione è firmata da una consigliera e da una formazione politica ben definita. Parlare genericamente di un attacco della destra significa attribuire a soggetti diversi posizioni che non hanno assunto, creando una contrapposizione comoda ma artificiale.

Da un amministratore di lungo corso e schierato nel centrosinistra, è difficile considerare questa una semplice distrazione terminologica. È più ragionevole chiedersi se l’etichetta sia stata utilizzata per rivivere un copione noto: da un lato la sinistra illuminata, custode naturale della cultura; dall’altro una destra immaginaria, presumibilmente ostile a mostre, arte e perfino a cataloghi.

Purtroppo, la realtà è meno drammatica: “Provincia Novecento” ha ricevuto apprezzamenti anche da esponenti di destra e nessuno ha bisogno dell’assenso del centrosinistra per riconoscere il valore della cultura, degli artisti empolesi e della valorizzazione del nostro patrimonio.

Un’altra questione, del tutto distinta, è il diritto di un gruppo consiliare di chiedere chiarimenti sui costi sostenuti, sui risultati ottenuti e sui benefici derivati da un’iniziativa finanziata con fondi pubblici. Questo si chiama controllo democratico. Il sindaco è obbligato a rispondere, poiché gestisce denaro dei cittadini, non il suo portafoglio personale. Chiedere come siano stati spesi quei soldi non equivale a dichiarare guerra alla cultura.

Se poi Mantellassi ha intenzione di contestare un’interrogazione, dovrebbe almeno avere la correttezza istituzionale di indicare l’autore e il gruppo proponente, evitando generalizzazioni ingannevoli che coinvolgono chi non ha presentato quel documento. Sinceramente, fatichiamo a credere nella buona fede di certe formule vaghe.

Comprendiamo comunque le difficoltà di una certa sinistra: quando si vedono fantasmi del passato anche nei cappotti dei cantieri, può capitare di scambiare una richiesta di trasparenza per un attacco ideologico a una mostra.

Ma a Empoli sarebbe sufficiente molto meno: meno suggestioni, più precisione. E, naturalmente, risposte chiare. Perché anche la correttezza istituzionale, dopo tutto, è cultura.

Coordinamento Fratelli d’Italia Empoli – Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Empoli

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