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Primo Maggio a Pisa e provincia, Cgil, Cisl, Uil: ‘Il territorio resiste alla crisi, ma è necessario intervenire’

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Il Primo Maggio 2026 ritorna a Pisa come fulcro delle celebrazioni, con iniziative anche a Pomarance e Montecalvoli, all’insegna del “lavoro dignitoso“, in un contesto provinciale caratterizzato da una crisi industriale sempre più strutturale. Le segreterie territoriali di CGIL, CISL e UIL di Pisa evidenziano congiuntamente che: “Non ci troviamo di fronte a una crisi temporanea, ma a una potenziale evoluzione del sistema produttivo. Pisa è ancora in equilibrio, ma il tempo per agire si sta riducendo”.

Dopo un breve rimbalzo post-pandemico, la crescita ha subito un arresto (+0,1% nel 2025). L’industria mostra segni di rallentamento, le esportazioni diminuiscono e il surplus commerciale si indebolisce. La richiesta di cassa integrazione straordinaria è aumentata del +152% in due anni, con oltre il 90% concentrata nel settore industriale: un chiaro segnale di una transizione ormai strutturale.

Il settore manifatturiero continua a essere un pilastro per l’economia pisana, ma affronta attualmente forti pressioni. Le organizzazioni sindacali osservano insieme una diminuzione degli ordini, una perdita di competitività e un incremento nell’uso degli ammortizzatori sociali, fattori che presentano rischi concreti per l’occupazione. Senza interventi strutturali, il territorio potrebbe discendere verso un modello fondato su servizi a basso valore aggiunto, con lavoro più precario e salari più bassi.

Un aspetto di grande rilevanza per la zona è la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prevista per il 30 aprile 2026 a Pontedera, presso lo stabilimento Piaggio. Le organizzazioni sindacali locali sottolineano congiuntamente il valore istituzionale e simbolico dell’evento, che richiama l’importanza del lavoro e della manifattura come elementi fondanti dell’identità produttiva del territorio. La presenza del Capo dello Stato acquista particolare significato in relazione al ruolo dello stabilimento Piaggio nella trasformazione industriale, alla sfida della transizione tecnologica ed ecologica, e alla necessità di coniugare innovazione, occupazione e stabilità. Questo incontro rappresenta inoltre un appello condiviso per l’importanza del dialogo sociale e delle relazioni industriali, anche in vista del recente rinnovo del contratto integrativo aziendale, nato da un confronto tra le parti che sottolinea la contrattazione collettiva come strumento di coesione.

Permane una situazione critica nel distretto della moda del Valdarno inferiore, che include concia, pelle, cuoio e calzature, caratterizzato da squilibri nella distribuzione del valore e da una crisi di filiera ormai strutturale.

Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL riconoscono che il territorio pisano conserva ancora elementi di resistenza significativi: una manifattura di qualità, un terziario avanzato e un sistema della conoscenza strategico. Tuttavia, senza interventi coordinati e strutturali, cresce il rischio condiviso di una progressiva perdita di qualità del lavoro e di coesione sociale. “Pisa non è ancora entrata in un modello di lavoro povero, ma ci sta scivolando”, avvertono unitariamente le organizzazioni sindacali.

CGIL, CISL e UIL ritengono necessario un approccio articolato su più livelli:
Politiche industriali e supporto alle filiere a livello nazionale, creazione di una cabina di regia e tavoli di crisi a livello regionale, patti per la reindustrializzazione, sostegno alle PMI e investimenti su competenze e formazione a livello territoriale. Un elemento centrale è il rafforzamento del legame tra produzione, innovazione e sistema della conoscenza.

Il tema unificato scelto da CGIL, CISL e UIL è “LAVORO DIGNITOSO”, inteso come lavoro stabile, ben retribuito e contrattualizzato, come leva di giustizia sociale e sviluppo. A Pisa ci si ritroverà alle ore 9.30 in Piazza Vittorio Emanuele II, con conclusione in Piazza Garibaldi. Saranno previste iniziative anche a Pomarance (Piazza S. Anna, ore 9.30) e Montecalvoli (Iniziativa Circolo La Perla, ore 9.30). Il Primo Maggio si conferma quindi non solo come una ricorrenza, ma come un momento unitario di analisi e proposta nei veri luoghi di lavoro e della vita delle persone.

Fonte: CGIL, CISL e UIL di Pisa

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