Oggi, alle 18.30, si è svolto un presidio davanti alla Prefettura di Firenze in via Cavour in memoria di Abderrahim Fakir, deceduto a Bologna durante un controllo della polizia.
Questa iniziativa, promossa da Anpi Firenze, Arci Firenze e Cgil, è intitolata “È stato ucciso un uomo” e vedrà la partecipazione di diverse associazioni e realtà politiche della sinistra fiorentina.
In una nota congiunta, i promotori hanno commentato le immagini diffuse dopo la morte di Fakir, affermando: “Le immagini circolanti in queste ore non lasciano dubbi: Abderrahim Fakir muore schiacciato a terra da due agenti di polizia, immobilizzato, senza possibilità di muoversi né di respirare”.
Secondo Anpi, Arci e Cgil, questo episodio rappresenta “il segno di un clima sempre più disumano”, contraddistinto da “odio e intolleranza”. Le organizzazioni hanno criticato le politiche repressive e il crescente ricorso a misure ritenute penalizzanti nei confronti delle persone più vulnerabili.
Nel comunicato, si legge che “tutto ciò è inaccettabile e fa orrore”, richiamando l’attenzione sulle condizioni sociali legate alla povertà, alle disuguaglianze e alle marginalità vissute nelle città.
Il presidio ha ricevuto l’adesione di molte realtà associative e politiche, tra cui Aned Firenze, Avs, Azione Gay e Lesbica, Collettivo di Fabbrica ex Gkn, Cospe, Ecoló, Rifondazione Comunista, Sinistra Civica Ecologista, Sinistra Progetto Comune e Sudd Cobas.
Una manifestazione è stata organizzata anche nel pomeriggio a Livorno. Oggi in città sono comparsi striscioni che annunciano un ritrovo in centro, alle 17:30 in piazza Grande, per commemorare la morte di Abderrahim Fakir. “Fakir vive”, recitano gli striscioni.
