Piano di emergenza per Ponzano e Corniola: attuazione dopo l'allerta meteo

I piani di protezione civile di Castelfranco e Santa Croce superano la grande esercitazione regionale

35 0

I comuni di Santa Croce sull’Arno e Castelfranco di Sotto hanno partecipato a un’importante esercitazione della protezione civile, che si è svolta giovedì 18 giugno in Toscana, coinvolgendo 146 comuni. Questo evento ha rappresentato un’occasione unica per testare la capacità di coordinamento e reazione dell’ente comunale, senza il supporto dei volontari presenti sul territorio. I risultati sono stati positivi per entrambi i comuni: durante l’intera mattinata, i piani di protezione civile di Castelfranco e Santa Croce sono stati sottoposti a stress test, come definirebbero gli ingegneri. È stata anche un’opportunità per mettere alla prova e verificare l’efficacia della macchina della protezione civile, considerando che entrambi i comuni, con l’arrivo dei sindaci Fabio Mini a Castelfranco e Roberto Giannoni a Santa Croce, hanno ammodernato in modo significativo i loro piani di protezione civile, che prima erano solo sommari.

La simulazione è iniziata alle 9 del mattino, scatenando una criticità che ha portato all’attivazione del Coc (Centro operativo comunale). Durante la simulazione, entrambi i territori hanno sperimentato precipitazioni straordinarie, con accumuli di 70 millimetri in un’ora, generando difficoltà nel reticolo minore e nelle aree più vulnerabili agli allagamenti.

A Castelfranco, le piogge simulate hanno causato allagamenti significativi in via Aiale, con circa 120 case allagate. Dopo soli 30 minuti, è stata necessaria l’evacuazione di 25 persone, poiché le abitazioni erano temporaneamente inagibili. Gli evacuati sono stati trasferiti al palazzetto dello sport in piazza Mazzini.

A Santa Croce, le stesse piogge hanno portato all’allagamento di diverse strade nella zona industriale, prontamente chiuse dalla polizia municipale su ordine del sindaco: via Donica (tratto da via del Volontariato a via Pascoli), via di Pelle (tratto da via della Pesa a via Pavese), via Vallini, via Pavese, via Benedetto Croce e via del Volontariato. Anche in questo caso, circa 25 cittadini sono stati evacuati dalle loro case temporaneamente allagate e portati nella palestra delle scuole a Staffoli, dove è stato allestito un punto di accoglienza e ristoro, secondo il piano di protezione civile.

Poco dopo le 10, è emersa una seconda criticità simile in entrambi i comuni, nella zona di Poggio Adorno, al confine tra i due municipi.

A Castelfranco, si è verificato un movimento franoso a Poggio Adorno, mentre a Santa Croce, la frana ha interessato la zona sottostante, in località Bufalo. Dopo un sopralluogo dei vigili del fuoco, è stata considerata necessaria l’evacuazione preliminare delle persone anziane, alcune delle quali necessitavano di assistenza sanitaria. Successivamente, anche altre persone sono state evacuate poiché le loro abitazioni erano minacciate dalla frana. Le vie di accesso alla zona sono state chiuse dal comune di Castelfranco.

In entrambi i comuni, gli anziani bisognosi di assistenza sono stati trasferiti in strutture socio-sanitarie attrezzate per accoglierli secondo il piano di protezione civile.

Per i cittadini autonomi, i comuni hanno organizzato l’evacuazione. A Castelfranco, la simulazione ha visto i volontari di protezione civile intervenire, mentre Santa Croce ha richiesto anche il supporto della provincia di Pisa per accelerare le operazioni di sgombero, vista la situazione critica in cui si trovavano i suoi evacuati rispetto alla frana.

In entrambi i casi, la simulazione si è conclusa con successo e senza problemi per la popolazione.

L’ultima criticità simulata ha riguardato la caduta di alberi nei cimiteri municipali. Gli alberi caduti hanno compromesso la copertura di alcune tombe, generando potenziali problemi igienico-sanitari. Entrambi i Coc, quello di Castelfranco presieduto dal sindaco Fabio Mini e quello di Santa Croce guidato dal sindaco Roberto Giannoni, hanno prontamente interdetto l’area al pubblico e attivato la Asl per le necessarie verifiche igienico-sanitarie.

Prima di concludere l’esercitazione, è stata affrontata anche la gestione dei rifiuti trasportati dagli allagamenti. In entrambi i comuni è stata individuata un’area di stoccaggio, dove Geofor, durante la simulazione, ha accumulato i rifiuti per procedere successivamente alla classificazione e allo smaltimento corretto.

Verso le 13, i due Coc sono stati chiusi, con esito positivo in entrambi i municipi, dimostrando l’efficacia dei piani di protezione civile e la capacità della catena di comando di rispondere in modo tempestivo e concreto alle problematiche che la popolazione potrebbe affrontare in situazioni avverse, come quelle meteorologiche simulate.

“Con questa esercitazione – affermano entrambi i sindaci – abbiamo dimostrato che gli investimenti nella sicurezza delle persone hanno valore e funzione pratica, rispondendo alle criticità per il bene della comunità. Tuttavia, la macchina deve essere sempre allenata e pronta, perché le esercitazioni servono a rilevare eventuali problemi. In Castelfranco e Santa Croce non sono emerse criticità, nonostante la pressione a cui è stata sottoposta la catena di comando, il che ci rincuora, sperando naturalmente di non dover mai affrontare nella realtà questi piani di protezione civile.”
Giannoni aggiunge: “Quando sono diventato sindaco, ho scoperto con il resto della giunta e in particolare con il consigliere delegato Tony Castellani, che Santa Croce era indietro sul piano di protezione civile. Abbiamo investito tempo e risorse per colmare queste lacune e ora abbiamo un piano di protezione civile valido e funzionante, validato dalla Regione, sempre migliorabile.”

Il sindaco di Castelfranco, Mini, spiega: “Anche a Castelfranco abbiamo trovato una situazione lacunosa e, pertanto, abbiamo elaborato un piano di protezione civile valido entro la fine del 2024, pochi mesi dopo il nostro insediamento. Abbiamo investito in questo settore e, oltre a pianificare protocolli efficaci, abbiamo cercato di rafforzare la collaborazione con le associazioni di protezione civile, che sono parte integrante della macchina dei soccorsi. Se il comune ha una catena di comando ora funzionante, loro sono gli ‘angeli’ che soccorrono la popolazione. Sono felice che in entrambi i comuni tutto sia andato bene e che il lavoro svolto da Giannoni e me, ciascuno nel proprio comune, abbia avuto un riscontro positivo.”

Fonte notizia