Guerra in Iran, Confcommercio: "Stop alle speculazioni ingiustificate"

Guerra in Iran, Confcommercio: “Stop alle speculazioni ingiustificate”

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“Le tensioni internazionali e il conflitto in Medio Oriente stanno già influenzando i mercati del gas e dell’energia, nonché il costo dei carburanti. Tuttavia, l’aumento dei prezzi non deve essere un’opportunità per speculazioni che penalizzerebbero ulteriormente le nostre aziende”. Questo il monito lanciato dal direttore generale di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli, a seguito dell’impennata dei costi.

“Il conflitto sta già avendo ripercussioni sulle bollette: si stima che le spese per le aziende italiane aumenteranno di quasi 10 miliardi di euro nel 2026, con 7,2 miliardi in più per l’elettricità e 2,6 miliardi per il gas, di cui 670 milioni per le imprese toscane, con un aumento del 13,6% rispetto all’anno precedente”.

Preoccupazioni anche per l’aumento dei prezzi dei carburanti: “Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile, attualmente non è possibile prevedere di quanto le accise saranno effettivamente ridotte dopo l’annuncio del Governo. L’unica certezza, purtroppo, è che i rincari sono inarrestabili. I prezzi nei distributori continuano a salire: il gasolio ha raggiunto un massimo da oltre tre anni e mezzo, arrivando fino a 2,2 euro al litro in modalità servito in autostrada, un livello che non si vedeva dal 10 luglio 2022, durante la crisi conseguente alla guerra in Ucraina. Anche la benzina ha toccato un picco, con 2,1 euro in autostrada servito”.

“Si prospetta un intervento del Governo sul meccanismo delle accise mobili – che indirizza la maggiore IVA incassata dallo Stato per la riduzione delle accise quando i prezzi di benzina e gasolio aumentano. Tuttavia, in assenza di fondi aggiuntivi, questo rischio di trasformarsi in uno “sconto” di pochi centesimi per i consumatori: le simulazioni indicano un risparmio di 4,7 centesimi al litro sulla benzina e di 7,5 centesimi sul diesel, ipotizzando un prezzo del petrolio a 105 dollari al barile”.

“In questo contesto, ribadiamo la nostra ferma opposizione a qualsiasi forma di speculazione,” sottolinea Pieragnoli. “La situazione attuale non presenta elementi tali da compromettere la disponibilità del prodotto, e non ci sono motivi per avviare aumenti di prezzi non coerenti con l’andamento reale del mercato. Nonostante la grave tensione in Medio Oriente, la guerra non può e non deve diventare un pretesto per aumentare i prezzi in modo incontrollato.

“Confcommercio ha esortato il Governo a intervenire per evitare che l’incertezza internazionale si traduca in tensioni speculative che graverebbero sulle imprese e, in generale, sull’intero sistema economico. È evidente che, se il quadro di crisi dovesse continuare, sarà opportuno valutare interventi mirati, simili a quelli adottati durante la crisi energetica nel 2022, a sostegno dei settori più vulnerabili, come quelli legati alla mobilità delle merci e delle persone, oltre alle filiere logistiche e distributive, che rappresentano un’infrastruttura essenziale per il Paese.”

Fonte: Confcommercio Pisa

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