Ogni giorno ci sediamo a tavola per colazione, pranzo e cena, grazie all’arrivo di prodotti alimentari freschi. Spesso non siamo pienamente consapevoli delle origini di ciò che consumiamo, poiché il cibo è diventato, troppo spesso, mera merce da vendere. Ci rechiamo al supermercato o nel negozio vicino a casa, ma raramente conosciamo la provenienza degli alimenti in vendita. Tuttavia, nel nostro territorio esistono numerosi produttori, sia di frutta e verdura (ancora sottoconsumate) che di carne, formaggi e vini.
Il mondo dell’agricoltura è spesso trascurato dal punto di vista culturale e sociale. È per noi normale avere a disposizione prodotti alimentari, e crediamo che non ci mancheranno mai. Tuttavia, il numero di agricoltori attivi nei campi è diminuito drammaticamente e continua a farlo, con una forza lavoro sempre più anziana e pochi giovani disposti a intraprendere un’attività così impegnativa e poco remunerativa rispetto a un lavoro in ufficio. La produzione di vino, formaggi e ortaggi non riceve l’attenzione e la cura sociale di un tempo, e le normative per chi opera in questo settore diventano sempre più stringenti.
Per poter mangiare alimenti di qualità, è fondamentale supportare i produttori locali, acquistando prodotti che non percorrono lunghi itinerari, realizzati da persone che possiamo conoscere direttamente e che rispettano la stagionalità. Il cibo proveniente dal nostro territorio è una parte essenziale della nostra economia locale, della nostra storia e della ricchezza che deriva dalla conoscenza dell’ambiente in cui viviamo.
Lo scorso fine settimana, in Piazza della Vittoria ad Empoli, ha avuto luogo la festa degli agricoltori, sostenuta dalle Associazioni dei produttori agricoli. Questo evento ha offerto anche ai cittadini di Empoli e dei dintorni un’opportunità per riflettere sull’importanza del lavoro degli agricoltori, figure sociali sempre più sottovalutate nonostante il loro fondamentale contributo al tessuto civile ed economico della comunità.
Abbiamo avuto l’opportunità di degustare, con il supporto di FISAR, una varietà di vini il cui livello qualitativo è sicuramente migliorato negli ultimi anni. Abbiamo potuto assaporare e acquistare l’intera offerta stagionale di frutta e verdura, e scoprire prodotti, alimentari e non, sempre dell’area del nostro territorio, stimolando la nostra curiosità e la voglia di comprare dopo aver assaggiato le specialità esposte. Inoltre, abbiamo conosciuto nuovi produttori di cui ignoravamo l’esistenza, aprendoci a future visite.
Come Condotta Slow Food Empolese Valdelsa, desideriamo esprimere la nostra gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questo evento e, in particolare, al vice sindaco e assessore all’agricoltura Nedo Mennuti, per aver organizzato per la prima volta un evento di questo tipo, unendo diverse realtà e associazioni e gettando le basi per uno sviluppo futuro.
L’auspicio della Condotta Slow Food è che esperienze come questa vengano replicate e che nasca un mercato della terra stabile, capace di raccogliere e valorizzare il lavoro di diverse realtà. Siamo ben consapevoli della mancanza di una cultura alimentare adeguata alle esigenze della popolazione e delle distorsioni del mercato, dove i cibi venduti nei circuiti tradizionali hanno prezzi che non riflettono i costi ambientali reali e dove il lavoro agricolo non è giustamente retribuito. È fondamentale che produttori, amministrazioni e politici operino insieme per sensibilizzare sulla qualità dei prodotti della terra e sull’incredibile lavoro quotidiano di molti agricoltori.
Fonte: Condotta Slow Food Empolese Valdelsa – Ufficio Stampa
