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Castelfranco Unita critica la TARI 2026: “Nuovi aumenti. Suggeriamo il porta a porta con tariffa puntuale”

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Castelfranco Unita critica le nuove tariffe TARI 2026, adottate dal consiglio comunale, che comportano aumenti del +1% per le utenze domestiche e del +4,7% per quelle non domestiche. La lista di opposizione solleva dubbi anche sulla proposta di tornare ai cassonetti stradali, definita “antistorica e superata”, e chiede un servizio porta a porta con tariffa puntuale.

“Esiste un piano di fattibilità concreto? E con quali fondi intendono realizzarlo?”, affermano, riconoscendo le problematiche del servizio attuale, ma sostenendo che sia indispensabile investire in un sistema in grado di ridurre i rifiuti indifferenziati e contenere i costi.

Dopo il rincaro del 2025 – che si aggiunge all’aumento di mensa, trasporto scolastico e lampade votive – quest’anno la TARI a Castelfranco registra un nuovo incremento di +1% per le utenze domestiche e +4,7% per quelle non domestiche. Questi aumenti sono previsti dalle nuove tariffe TARI 2026 e dal Piano Economico Finanziario 2026-2029, approvati giovedì in consiglio comunale. Sebbene il Pef preveda tariffe in diminuzione a partire dal 2027, queste compensazioni saranno minime rispetto agli aumenti subiti tra il 2025 e il 2026.

Molti ricordano le immagini della campagna elettorale dell’attuale maggioranza, che si mostrò indignata per gli aumenti TARI, e la loro grande promessa: eliminare il porta a porta per ripristinare i cassonetti stradali. Un modello che consideriamo obsoleto. Tuttavia, le vere domande, che abbiamo posto senza successo alla Giunta guidata da Fabio Mini per oltre due anni, rimangono: esiste un piano di fattibilità concreto? E soprattutto, quali sono le risorse finanziarie previste? La risposta è sempre la stessa: “stiamo valutando”. La realtà è che l’acquisto o il noleggio di nuovi cassonetti verrà coperto esclusivamente dai cittadini. Si tratta di spese molto elevate, prive di alcuna copertura tariffaria, che non verranno mai finanziate dal gestore.

In aggiunta, da quest’anno, l’IVA sui rifiuti smaltiti in discarica passa dal 10% al 22%, proprio per disincentivare la produzione di rifiuti indifferenziati. Continuare a promuovere il ritorno al “più semplice cassonetto” equivale solo a ingannare i cittadini con una soluzione illusoria.

Parliamo chiaro: l’attuale servizio offerto da Geofor presenta evidenti criticità. I disservizi sono palpabili. Tuttavia, la risposta non è tornare a un sistema obsoleto che produce più rifiuti indifferenziati. Nessuno, infatti, finanzierà l’acquisto o il noleggio di nuovi cassonetti.

La nostra proposta è quella di chiedere un servizio efficiente e un porta a porta a tariffa puntuale, l’unico vero metodo per ridurre drasticamente la produzione di indifferenziato e abbattere concretamente le tariffe, come avviene nei comuni dell’Empolese gestiti da ALIA, come Fucecchio e Altopascio con ASCIT: una tariffa basata finalmente sulla quantità effettiva di secco indifferenziato prodotta da ciascun utente, non più esclusivamente sull’ingiusto calcolo dei metri quadri. Per questi motivi, il nostro è stato un voto contrario.

Gruppo consiliare “Castelfranco Unita”

(PD, AVS, PSI-Azione)

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