“Aprire il secondo padiglione detentivo nel carcere di Livorno senza risolvere le carenze strutturali presenti nel primo, che costituiscono vere e proprie vulnerabilità per la sicurezza della casa circondariale, è un’irregolarità senza precedenti“. Questo è quanto afferma l’Unione Italiana Lavoratori Funzione Pubblica. “Un esempio concreto è quanto accaduto pochi giorni fa. Durante l’utilizzo del campo sportivo, realizzato nel nuovo padiglione inaugurato la scorsa estate, un detenuto è riuscito a scalare una parete e sembra abbia camminato su di essa per recuperare un pallone da calcio finito su una tettoia. Ancora più grave è il fatto che la stessa persona ha già ripetutamente eseguito questo gesto, ma l’Amministrazione Penitenziaria non ha preso i necessari provvedimenti, nonostante un evaso dal carcere di Livorno nell’estate del 2024 fosse dovuto a criticità architettoniche.
Alle problematiche strutturali si uniscono il numero insufficiente di Agenti necessari per il corretto funzionamento dell’istituto penitenziario e l’improvviso e sproporzionato incremento delle
presenze di detenuti, molti dei quali affetti da patologie psichiatriche, che provocano numerose aggressioni e lesioni ai danni del personale penitenziario.
Presto, al sovraffollamento delle aree detentive si aggiungerà la sistemazione “selvaggia” in caserma di neo-assunti e di personale trasferito da altre sedi. In stanze progettate per accogliere due persone, verranno “ammassate” almeno quattro.
Questo è il trattamento riservato ai nuovi Agenti. Dopo aver giurato fedeltà allo Stato e all’Amministrazione Penitenziaria, vedranno violata la propria dignità! Ci chiediamo dove siano finiti i fondi stanziati per la ristrutturazione dell’edificio adibito a caserma e quale sia la coscienza di chi gestisce denaro pubblico!
È evidente che l’unico obiettivo dell’Amministrazione penitenziaria sia quello di continuare ad aprire nuovi reparti per “stipare” detenuti a ogni costo, saturando i posti nella casa circondariale di Livorno per saldare il debito con la Giustizia a causa del sequestro giudiziario di sette sezioni detentive nel penitenziario fiorentino.
Tuttavia, questo debito lo sta pagando il personale che si dedica con impegno e passione al proprio lavoro quotidiano, per un datore di lavoro che si preoccupa poco della salute e del benessere dei suoi dipendenti.
Se la casa circondariale di Livorno si trova in questa situazione critica, è grazie al fatto che gli interminabili sopralluoghi effettuati dai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia non hanno prodotto i risultati attesi dagli impegni assunti al termine di ogni visita”.
Fonte: Unione Italiana Lavoratori Funzione Pubblica
