Almanacco Pucciniano: Un viaggio nei teatri di Pisa e provincia per raccontare il Maestro

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Il centenario della scomparsa di Giacomo Puccini ha ispirato il cantante lirico Alessandro Ceccarini a esplorare le opere, le produzioni e gli eventi legati al Maestro lucchese nel suo libro Almanacco pucciniano. Il volume è stato presentato questo pomeriggio nella sala Pegaso dall’autore insieme al presidente Eugenio Giani, a Stefano Mecenate, critico musicale ed editore, e allo storico Alessandro Passeri.
Il libro rappresenta un viaggio nei teatri di Pisa e provincia, alla scoperta delle opere, dei concerti e delle iniziative legate a Puccini.

“Un libro che riempie un vuoto – ha affermato Giani –, fornendo un contributo significativo alla vita di Puccini e sottolineando il rapporto del Maestro con il suo territorio. Questo testo ha un significato profondo: ci conduce a Pisa, una città che ha un forte legame con la sensibilità di Giacomo Puccini. È l’espressione di una terra, quella lucchese, che si sente unita a Pisa. Solo per citare il museo Pucciniano di Celle, gestito dall’associazione Lucchesi nel Mondo, che celebra le origini familiari e artistiche del compositore. Tuttavia, è Pisa, la grande città, a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per Puccini: una sorta di capitale della Toscana costiera. I legami tra il Maestro e Pisa sono profondi, tanto da poter dire che questa città gli fu cara quanto Lucca. È bellissimo, quindi, vedere – ha aggiunto Giani – come il libro di Alessandro ripercorra i rapporti tra Puccini, la sua vita e la sua opera con Pisa. In un volume di 765 pagine, solo le prime 113 trattano della vita di Puccini; il resto è dedicato al legame postumo tra la sua opera e la città, alle straordinarie rappresentazioni che l’hanno mantenuto vivo nel cuore di Pisa. È un legame che va oltre la biografia: dimostra un affetto profondo e un’eredità culturale viva e partecipata».

L’idea che ha dato il via alla stesura di quasi mille pagine è stata il centenario della morte del compositore, avvenuta il 29 novembre 1924; da quel momento è iniziato il viaggio alla ricerca delle fonti che, dalla fine del 1800 fino ai giorni nostri, sono in qualche modo collegate al Maestro nel territorio di Pisa. Si tratta di recensioni, fotografie, ritagli di giornale, locandine, cartoline, riviste e interviste. Strumenti che fanno rivivere le emozioni di molte generazioni che hanno incrociato la vita e le opere di Puccini. Un tuffo in quel mondo e in quel tempo dove tutto ebbe inizio. Non soltanto la vita del Maestro, ma nel libro c’è anche la restituzione di un territorio in cui il Maestro visse. Raccontando Puccini, in qualche modo si narra la storia di Pisa e della sua provincia. C’è narrazione, ma c’è anche un contributo scientifico importante, probabilmente la parte più rilevante. Testimonianze e ricordi di chi, contemporaneo o meno di Puccini, ha voluto omaggiarlo. Una raccolta di tutto ciò che si può raccogliere sulla memoria storica di un territorio. Lo storico Mecenate lo ha definito un libro prezioso, spiegando come Puccini abbia sempre mantenuto un legame costante e amoroso con la Toscana, un cordone che non si rompe mai”.

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