Recente aggressione nei confronti di un agente della Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Livorno. A riportare l’episodio è il Si.N.A.P.Pe, che mette in luce una situazione critica per il personale dell’istituto e richiede un potenziamento degli organici in vista dell’apertura del Padiglione D.
“Ci troviamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra”, dichiara il segretario provinciale del Si.N.A.P.Pe di Livorno, Agostino Candia, il quale afferma che gli episodi di violenza avvengono con una frequenza allarmante. “È inaccettabile che un poliziotto penitenziario debba tornare a casa con la divisa strappata e con segni di violenza sul corpo”, aggiunge.
Il sindacato sottolinea le difficili condizioni lavorative del personale, segnalando organici inadeguati e situazioni operative sempre più complesse. Candia indica inoltre che gli agenti si trovano spesso a dover operare in condizioni di difficoltà, temendo che le decisioni prese durante gli interventi possano avere ripercussioni disciplinari o penali.
Maggiore personale in vista del Padiglione D
Il Si.N.A.P.Pe guarda con attenzione agli imminenti rinforzi legati al secondo scaglione del 186° Corso di Polizia Penitenziaria e spera in un aumento significativo dell’organico destinato a Livorno.
“Non stiamo chiedendo un trattamento privilegiato per il nostro istituto: vogliamo che venga considerata la reale condizione del personale”, sottolinea Candia. Questa esigenza è collegata all’imminente apertura del Padiglione D: “Non possiamo aprire un nuovo padiglione e pensare di gestirlo semplicemente aumentando il carico di lavoro sugli stessi poliziotti che già oggi sono in difficoltà”.
La questione degli alloggi
Oltre al potenziamento dell’organico, il sindacato pone l’accento sulla necessità di garantire soluzioni abitative per il personale in arrivo. Il Si.N.A.P.Pe informa di aver già avviato un dialogo con le autorità locali, in particolare con il Comune di Livorno, per identificare disponibilità abitative e posti letto.
“Non è sufficiente assegnare un agente a Livorno se poi quel collega, una volta arrivato, non ha dove vivere”, afferma Candia, evidenziando che l’obiettivo è creare un percorso con le istituzioni per affrontare anche questo aspetto.
Il segretario provinciale concluse richiedendo interventi preventivi sulla sicurezza: “La sicurezza si deve costruire prima di un’aggressione, non dopo”. E aggiunge: “Se si intende aprire il Padiglione D, è fondamentale mettere il personale nelle condizioni di poterlo gestire”.
