È Firenze la provincia toscana dove si è registrato il maggior incremento dei redditi da lavoro dipendente tra il 2020 e il 2025: +22,2%, passando da 26.653 a 32.580 euro di reddito medio. Al contrario, Grosseto ha visto un aumento del 15,3%, da 22.070 a 25.455 euro. Ci sono quasi sette punti percentuali di differenza tra le due province in termini di crescita dei redditi, con un divario medio che è aumentato da 4.000 a 7.000 euro.
La nuova Ricerca Redditi di Acli e Iref, focalizzata sui redditi da lavoro dipendente in Toscana tra il 2020 e il 2025, evidenzia una Toscana a più velocità ed è stata presentata nel fine settimana scorso durante la festa regionale di Acli Toscana al circolo San Prospero “L. Tellini” di Cascina.
Dopo Firenze, i maggiori incrementi arrivano da Arezzo (+19,8%), Massa-Carrara (+19,0%), Pisa (+18,9%) e Lucca (+18,2%). Seguono Livorno (+17,5%), Prato (+17,3%), Siena (+16,4%) e Pistoia (+15,9%), fino a Grosseto (+15,3%). La differenza non riguarda solo il tasso di crescita, ma anche i livelli di reddito: nel 2025 Firenze raggiunge i 32.580 euro di reddito medio, seguita da Livorno (32.320), Prato (31.184), Lucca (31.022) e Siena (30.358). Grosseto si posiziona invece in coda alla lista con 25.455 euro, preceduta da Massa-Carrara (25.929).
La ricerca mette in evidenza anche che solo il 49,9% dei lavoratori toscani ha visto tra il 2020 e il 2025 un aumento del reddito superiore all’inflazione cumulata del periodo (+18%), mentre il 34,0% ha registrato un incremento inferiore all’inflazione e il 16,1% ha subito una diminuzione nominale. Complessivamente, la Toscana mostrano dinamiche simili a quelle nazionali, con le quote rispettive di 49,4%, 34,7% e 15,9%. Il reddito medio dei lavoratori dipendenti toscani è passato dai 23.218 euro del 2020 ai 27.625 euro del 2025, con una crescita nominale del 19%, rispetto ai 29.346 euro della media italiana.
“I dati sulle province indicano che non esiste una sola Toscana in relazione ai redditi da lavoro – dichiara Elena Pampana, presidente di Acli Toscana –. Firenze e Grosseto rappresentano gli estremi di una distanza che non si limita a quanto si guadagna, ma anche alla rapidità con cui i redditi crescono. Questo è un aspetto che dovrebbe farci riflettere sulle opportunità disponibili nei vari territori per chi lavora e sulle ragioni che determinano tali differenze.”
“Il dato più allarmante è quello relativo al potere d’acquisto – prosegue Pampana –. Un incremento del reddito non implica necessariamente un miglioramento della condizione economica, specialmente quando il costo della vita cresce più rapidamente degli stipendi. In Toscana, quasi un lavoratore su due non ha visto il proprio reddito aumentare oltre l’inflazione negli ultimi sei anni, il che significa che per una larga parte della popolazione, l’incremento nominale dello stipendio non si è tradotto in una maggiore capacità di spesa. Così, il quadro sui redditi diventa una riflessione sulle condizioni di vita: se il salario cresce, ma non è sufficiente a tenere il passo con i prezzi, la sensazione concreta è di avere meno risorse a disposizione.”
Fonte: Acli Toscana
