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Morte di tartarughe marine sulla costa apuo-versiliese: l’allerta del WWF “Necessarie più norme e controlli”

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Se il 2025 ha già mostrato il suo lato amaro con il ritrovamento di 14 esemplari di Tartaruga marina della specie Caretta caretta, spiaggiati e morti sulla costa Apuo-Versiliese, l’inizio del 2026 sta rivelando un scenario ancor più tragico. In pochi giorni, 6 esemplari sono stati recuperati dal Centro di recupero Tartarughe marine del WWF di Massa Carrara e trasferiti presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Pisa per analisi scientifiche necessarie a identificare e ufficializzare le cause della loro morte.

Le valutazioni effettuate al momento del ritrovamento hanno evidenziato in tutti gli esemplari abrasioni sulle pinne e sul collo, causate da sfregamento, a testimonianza del tentativo di liberarsi dopo essere rimaste intrappolate nelle reti da pesca.

Il nostro mare, che dovrebbe essere considerato un “Santuario dei Cetacei”, appare invece come un cimitero per le tartarughe marine e molte altre creature marine. Non solo ci sono problematiche legate allo sfruttamento delle spiagge, che rendono estremamente rischioso per questi animali deporre le uova nella sabbia; ma anche in mare, mille pericoli mettono a repentaglio la loro sopravvivenza: imbarcazioni a motore che viaggiano a folle velocità, pesca indiscriminata e rifiuti di ogni genere. Così facendo, rischiamo di riportare la specie a uno stato di estinzione, come accadeva alcuni anni fa.

Il mare viene sfruttato come se fosse una risorsa infinita, ma il termine di questa abbondanza è vicino se non si agisce, limitando le attività con regole e leggi più severe. La pesca intensiva, priva di limiti adeguati e controlli effettivi, nuoce a tutti, in primis alla biodiversità marina, ma anche a tutti noi, specialmente a coloro che lavorano in mare e non si rendono conto che stanno compromettendo il loro stesso futuro.

Per quanto riguarda la moria di così tante tartarughe marine in questi giorni, è evidente che le reti da pesca rappresentano la causa principale, spesso collocate in modo irresponsabile riguardo alla loro lunghezza e alla distanza dalla costa, e molte volte anche abbandonate. È urgente che, sia a livello nazionale che regionale, si prendano misure immediate attraverso l’introduzione di regole nuove e più efficaci, che possano sostituire l’attuale normativa, obsoleta e di scarsissimo aiuto per la salvaguardia della fauna marina.

Fonte: WWF Massa Carrara

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