Dramma Popolare: 80ª Edizione - San Francesco Ritorna sul Palco con Alessandro Preziosi

Dramma Popolare: 80ª Edizione – San Francesco Ritorna sul Palco con Alessandro Preziosi

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San Miniato festeggia ottant’anni di Dramma Popolare: la Festa del Teatro è pronta a tornare con i suoi spettacoli estivi, inclusi debutti assoluti, nel borgo tra giugno e luglio 2026, culminando con mesi di incontri e eventi dedicati a questo significativo anniversario. In questa edizione numerosa, per la terza volta nella sua lunga storia, il Teatro del Cielo affronta il tema di San Francesco d’Assisi: nell’anno che segna gli 800 anni dalla sua morte, l’attenzione sarà su “La ferita, la letizia” di Davide Rondoni, con Alessandro Preziosi in scena nella piazza centrale del Dramma, piazza Duomo, con debutto il 28 luglio e repliche fino al 30.

“Alessandro Preziosi, uno dei più intensi e versatili volti del panorama teatrale e cinematografico italiano, ci guiderà” spiega la Fondazione Idp di Marzio Gabbanini “in un viaggio di parole ed emozioni attraverso il testo di Davide Rondoni, che immagina un dialogo profondo e intimo con San Francesco d’Assisi, non solo come figura spirituale, ma come uomo di passioni, dubbi, fede e poesia”.

(foto gonews.it)

La 80esima edizione del Dramma Popolare è stata presentata a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze, con la partecipazione di Alessandro Preziosi, il presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare Marzio Gabbanini, il direttore artistico Masolino D’Amico, il vescovo di San Miniato Giovanni Paccosi, e varie autorità, tra cui il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, Matteo Squicciarini, assessore alla cultura del Comune di San Miniato, oltre al supporto delle istituzioni come la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e la banca Crédit Agricole Italia, rappresentati rispettivamente da Antonio Guicciardini Salini e Massimo Cerbai.

(foto gonews.it)

Il Teatro del Cielo non è nuovo a ritrascrivere la figura di San Francesco d’Assisi: già nel 1950, con “Il Poverello” di Copeau, interpretato da Antonio Pierfederici sotto la direzione di Orazio Costa, e nel 1998 con “L’uomo che vide: San Francesco d’Assisi”, con un giovane Maximilian Nisi e una regia memorabile di Zanussi. Quest’anno, in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo, il cartellone del Dramma Popolare si apre con “La ferita, la letizia” di Davide Rondoni, l’evento centrale preceduto da una programmazione che parte a giugno (vedi in fondo all’articolo). L’immagine del manifesto dello spettacolo è stata realizzata dall’artista Luca Macchi.

(foto gonews.it)

Essendo una celebrazione del teatro, quale miglior modo per onorare l’arte attraverso San Francesco?” ha affermato l’attore Alessandro Preziosi durante la conferenza stampa, esprimendo la grande opportunità per me e il mio team di lavorare su questa messa in scena che riporta alla semplicità della festa, del teatro e della parola, cercando di fare spazio nella complessità attuale, in particolare nel mondo digitale. Secondo Preziosi, “questo è un modo concreto per avvicinare, spero, molti giovani non solo alla vita e alle opere di San Francesco, ma anche alla trasposizione che ha fatto Davide Rondoni, tentando di far capire che è possibile avere poco per celebrare tanto. Il teatro è l’incarnazione di questo concetto“.

Rispondendo ai giornalisti, ha aggiunto: “Non intendo vestire i panni di San Francesco. Io sono un mezzo. Entrare nei panni di San Francesco significa conoscerlo, cercare di invocarlo per lodarlo, come insegna Sant’Agostino in riferimento a Dio. Il mio obiettivo è assomigliare il più possibile all’idea che San Francesco ci ha lasciato, che è di una semplicità imbarazzante. Quindi, ci sarà una mancanza di abbigliamento, per cercare di essere San Francesco“.

(foto gonews.it)

Indossare i panni di San Francesco significa riconoscere, come fa il poeta, la nostra inadeguatezza nell’avvicinarci. Perché il termine ‘letizia’ porta con sé l’idea di povertà totale con cui ci si avvicina, non solo in senso materiale, ma anche nel fare spazio. Il poeta deve liberarsi dell’overhead della poetica e della teatralità per poter fare spazio. Questo è il mio compito“, ha aggiunto Preziosi, “portare la semplicità della vita di San Francesco“.

Recentemente, l’attore è stato in scena con “Le Confessioni di Sant’Agostino”: “Ho fermamente creduto, per le esperienze vissute, che affrontare determinati testi o momenti nella mia carriera, che in qualche modo hanno cambiato la mia vita, non presenta nulla di impossibile. Interpretare Sant’Agostino o San Francesco implica entrare in una dimensione in cui ogni individuo, me compreso, ha il dovere di superare le proprie montagne. Spero che anche il pubblico condivida il mio pensiero. Quando ahimè nella mia carriera ho fatto Van Gogh, mi sembrava incredibile che avrei potuto interpretarlo e comprendere il messaggio legato all’arte. Eppure non è così. L’ispirazione che ottengo da questo incontro fortuito è perché sento il bisogno emotivamente e artisticamente di condividere un messaggio che invita a non avere timore e intraprendere il nostro cammino, sopratutto in un tempo in cui stiamo già vivendo in un tempo eterno“, ha concluso l’attore.

(foto gonews.it)

Il Dramma Popolare di San Miniato è nato nel periodo post-bellico. La prima edizione è stata nel ’47, perché a seguito dei bombardamenti su San Miniato, tra cui il bombardamento del Duomo che ha causato la morte di 55 persone e ha colpito anche il teatro. Una città culturale come San Miniato ha immediatamente sentito la necessità di ripartire con il Dramma Popolare all’aperto, un evento teatrale che su temi religiosi ha sempre richiamato rinomati registi” ha ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Oggi osserviamo come il Dramma Popolare di San Miniato selezioni figure sempre più rilevanti e significative e, proprio in piazza Duomo, dopo il Dramma, darà il via a una ristrutturazione prevista, con il supporto del Comune, della Regione e delle Fondazioni. Vivremo questa edizione come storica, poiché la prossima avrà una pavimentazione che sarà all’altezza di una realtà culturale significativa come San Miniato“. Giani ha anche sottolineato la necessità di un teatro nella città, richiesta espressa da Gabbanini, il quale ha affermato, durante la recente presentazione dell’archivio digitale del Dramma Popolare, che “è necessario un tavolo operativo per realizzare un teatro a San Miniato. Non solo per sostenere l’eccellenza della città – il Dramma Popolare – ma anche per le numerose iniziative teatrali e culturali esistenti nel territorio“.

Questa è un’edizione fondamentale e memorabile” ha affermato il presidente della Fondazione Idp Marzio Gabbanini. “Il Dramma festeggia la sua 80esima edizione, coincidente con gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Sarà un festival che abbraccerà temi di pace“, un fil rouge che unirà l’intero cartellone, comprese le produzioni centrali: “sarà di elevato livello, con un regista di prestigio, Davide Rondoni, presidente del comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco, e l’attore di fama internazionale Alessandro Preziosi. La scelta di Preziosi è stata dettata dalla volontà di celebrare questa ricorrenza, mentre gli altri spettacoli selezionati hanno tutti una qualità notevole, con cinque di essi inediti“. Tra questi torna anche Simone Cristicchi, protagonista del Dramma Popolare nel 2021, che quest’anno presenterà Amara in “Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato“. “Mi aspetto davvero risultati positivi; gli spettacoli scelti dal direttore artistico Masolino D’Amico sono tutti di elevata qualità“, ha aggiunto Gabbanini, ringraziando Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio, Crédit Agricole Italia, la Diocesi di San Miniato e il vescovo Paccosi, “colui che ha proposto Davide Rondoni per questo spettacolo e questo testo. Siamo molto soddisfatti, vi invitiamo tutti a partecipare agli eventi del Dramma Popolare“.

Archetipo APS
Sui passi del giovane Francesco
di Stefano Vestrini
con Andrea Giuntini, Tommaso Nobilio, Katia Lari
installazioni sceniche Lizzy Sainsbury
Un episodio poco noto della vita di Francesco d’Assisi: dopo aver restituito al padre i vestiti e il denaro davanti al vescovo Guido, si dirige verso Gubbio con un amico, dedicandosi all’assistenza dei malati in un lebbrosario. Vestrini ricostruisce con sensibilità poetica e psicologica quei giorni cruciali per il santo, tra un passato di delusioni e falsi miti e un futuro incerto illuminato dalla luce della fede e dall’amore verso la natura e gli esseri umani.
Complesso monumentale di San Francesco
25 giugno ore 21.30 – PRIMA ASSOLUTA

Compagnia Catalyst – Lo stanzone delle apparizioni
Riccardo III – quasi un’orazione civile – Primo Studio
di e con Daniela Morozzi e Stefano Cocco Cantini
Collaborazione drammaturgica Danilo Conte e Matteo Marsan
Musiche originali Stefano Cocco Cantini
Regia Matteo Marsan
“Com’è possibile che un intero paese cada nelle mani di un tiranno?
Com’è possibile che un personaggio come Riccardo III salga al trono? Esiste un modo, si domanda Shakespeare, per fermare lo slittamento verso un governo illegale e arbitrario prima che sia troppo tardi, un mezzo efficace per impedire la catastrofe civile?”
Il Premio Pulitzer, Stephen Greenblatt, parlando del ruolo del tiranno nel teatro shakespeariano, scrive così. Riccardo III, il tiranno per antonomasia, odia le leggi che lo limitano, disprezza il bene pubblico, ed è collerico, bugiardo, e mistificatore. Prova piacere nel fallimento altrui, nutre rancore verso donne e odia la natura che lo ha reso gobbo e zoppo. In tutto ciò, Riccardo III, ingordo di potere, risulta un uomo pericoloso; eppure, proprio queste caratteristiche, paradossalmente, diventano gli ingredienti essenziali del suo successo, intercettando e sfruttando una ferita già aperta nella società.
In questo Primo Studio, Riccardo III, quasi un’orazione civile, la scena diventa atto pubblico e voce collettiva, nella convinzione che ogni possibilità di riscatto passa dall’impegno diretto di noi cittadini e dalla nostra capacità di prendere una posizione.
Giardino della Cisterna della Misericordia
29 giugno ore 21.30 – PRIMA ASSOLUTA

Associazione Culturale Mascarà – Teatro Popolare d’Arte
Elementi di un’esperienza per la pace
Uno spettacolo di Sandro Mabellini, ispirato all’opera e alla biografia di Aldo Capitini
Drammaturgia Gherardo Vitali Rosati
con Stefano Baffetti, Francesca Caprai, Flavia Gramaccioni, Matteo Svolacchia
Musiche originali Paolo Benvegnù
In cammino verso Assisi, Marco e Chiara scoprono il valore della nonviolenza attraverso il pensiero di Aldo Capitini, fondatore della Marcia per la Pace.
In questo spettacolo i due giovani confrontano ideali e realtà tra ricordi del passato fascista e riflessioni sui conflitti odierni, esplorando solidarietà, responsabilità e coscienza critica.
Il racconto mostra come la nonviolenza e l’impegno civile siano strumenti fondamentali per affrontare le sfide contemporanee.
Giardino della Cisterna della Misericordia
2 luglio ore 21.30 – PRIMA ASSOLUTA

Teatro degli Scarrozzanti
NAGAI. La storia di un medico giapponese e della bomba atomica su Nagasaki
con Andrea Carabelli, Matteo Bonanni, Adriana Bagnoli, Diego Becce, Matteo Tagaste, e il soprano Yukiko Aragaki
Regia Massimo Morelli – Illustrazioni Roberto Abbiati
Uno spettacolo che racconta il dialogo tra due culture: quella millenaria shintoista, ricca di saggezza e cura per il creato, e quella occidentale, alimentata da progresso e cristianesimo.
Giardino della Cisterna della Misericordia
4 luglio ore 21.30

Cantiere Artaud
ALEX. Vita e morte di Alexander Langer
di Francesco Niccolini con Dimitri Frosali
Una vita sempre in prima linea, senza sconti né silenzi. Alexander Langer, sudtirolese di lingua tedesca e cultura complessa, è stato il simbolo del ponte tra culture, etnie e popoli, convinto che solo il dialogo e l’abbattimento dei confini possano affrontare i mali del mondo. Come un profeta lucido e attento, ha lasciato un’eredità di pensieri che rimangono una guida importante.
Come amico di don Milani e padre Balducci, ha sottolineato l’importanza della sua terra di confine, e il suo impegno in Italia e in Europa. Alex – come preferiva essere chiamato – è stato una coscienza scomoda, capace di intrecciare temi globali: ambiente, pace, diritti, crisi idrica, sfruttamento del pianeta, convivenza culturale. Cattolico francescano, ambientalista e uomo di sinistra, ci ha lasciato troppo presto, lasciandoci in eredità un dolore ancora vivo. Le ultime parole – «Non siate tristi, continuate a fare ciò che è giusto» – rimangono una leggendaria eredità che questo racconto intende mantenere viva, fino alla fine del mondo.
Giardino della Cisterna della Misericordia
7 luglio ore 21.30 – PRIMA ASSOLUTA

Nardinocchi – Matcovich
Strada maestra
di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich
Scena Bruno Soriato
Sound design Dario Costa
Produzione Florian Metateatro
Esiste un patto tra noi e la natura? Riusciamo ad osservarla? La natura ha memoria? Noi siamo città o natura? Strada maestra è il racconto di un viaggio in relazione alla natura: abbiamo esplorato nuovi territori e incontrato molteplici umanità che vivono a contatto con la natura. Incontrando i luoghi e le persone ci siamo posti un obiettivo: osservare tutto in modo oggettivo, sospendendo la nostra soggettività e i nostri pregiudizi. Le regole di questo metodo di osservazione vengono condivise con il pubblico, in quanto lo spettacolo si apre con una breve camminata di osservazione sul luogo che ci circonda. Questo spettacolo è quindi site specific e si modifica ad ogni replica.
Giardino della Cisterna della Misericordia
9 luglio ore 19.00

Permàr – Permàr Compagnia Mario Perrotta
Milite Ignoto – quindicidiciotto
di e con Mario Perrotta
Tratto da “Avanti sempre” di Nicola Maranesi e dal progetto “La Grande Guerra: i diari raccontano”
Milite Ignoto racconta il primo vero momento di unità nazionale, nato nelle trincee di sangue e fango della Grande Guerra, dove italiani di diverse regioni si scoprono uniti dalla paura e dallo spaesamento. La babele di dialetti diventa una lingua di invenzione, viva e mescolata, capace di restituire il suono profondo del paese. Il titolo richiama il soldato dimenticato come individuo, ma è il teatro a dare voce alle piccole storie per portare luce sulla grande Storia.
Giardino della Cisterna della Misericordia
13 luglio ore 21.30

FUTURO PASSATO – Unione Europea – progetto di drammaturgia contemporanea

Now they have really gone bananas
di Giulia Bartolini
lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini
Una nave cargo da Puerto Limón a Rotterdam: 18.000 tonnellate di banane, il carico più grande mai visto. Martin Keller, commerciante italo-tedesco, marito e padre, è il nuovo OPEC delle banane. Durante la traversata, mette in atto un’ordinanza dell’UE: massima inclinazione dodici gradi, le banane devono essere perfettamente dritte. Keller non può tornare indietro né scaricare. Un’affermazione grottesca sul mondo della burocrazia, il collasso dell’umanità e la fine della carne; è un naufragio collettivo di un’Europa che continua a “raddrizzare” tutto fino a perdere della sua essenza umana. Una satira grottesca sul mondo della burocrazia e delle merci.
Complesso monumentale di San Francesco
16 luglio ore 21.30 – Anteprima

Caffè sospeso [ovvero: “Unire nella diversità”]
di Floria Laetitia
lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini

Caffè sospeso [ovvero: ‘Unire nella diversità’] è un’opera filantropica, solidale e – nel rispetto delle normative europee – per sua natura, rifiuta il concetto stesso di sinossi. Chi deciderà di avventurarsi nel testo comprenderà appieno il perché.
*Per completezza, se ne riporterà di seguito l’etimologia: dal lat. tardo synopsis, dal gr. sýnopsis ‘sguardo di insieme’, der. di ópsis ‘vista’, con il pref. syn- ‘con, insieme’ •sec. XVII
Complesso monumentale di San Francesco
17 luglio ore 18.30 – Anteprima

Di là dell’Arcadia #3
di Simone Corso
lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini
Di là dell’Arcadia è un coro di dodici storie che, in un dialogo continuo tra mito e presente, tesse relazioni intorno al concetto di carta e le sue varie declinazioni. Progetti, contratti, leggi, passaporti, testi sacri, filosofici o teatrali: ogni carta nasconde la realtà delle cose e dei corpi sotto il velo del linguaggio. All’interno di questo paesaggio astratto si ode, di tanto in tanto, una voce femminile, il residuo di un mondo lasciato indietro, un filo da seguire, una bandiera da sbiadire: oltre il confine di carta c’è la possibilità di un’unione senza aggettivi.
Complesso monumentale di San Francesco
17 luglio ore 21.30 – Anteprima

International Music and Arts Srl
Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato
con Simone Cristicchi e Amara
Direzione musicale Valter Sivilotti – I solisti della Accademia Naonis di Pordenone
Pochi artisti sono riusciti, con le loro opere, a “cucire” terra e cielo, raggiungendo quella rara armonia capace di risvegliare e accarezzare l’anima.
Franco Battiato, pellegrino dell’Assoluto e innovatore musicale, ha lasciato un’eredità preziosa in cui la forma canzone si combina alchimia con una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale “L’ombra della Luce” alla toccante “La cura”; da “E ti vengo a cercare” fino all’ultimo brano inciso “Torneremo ancora”, che dà il titolo al concerto. Durante la serata, alcune letture tratte da maestri che hanno influenzato il pensiero di Battiato, come Rumi, Gurdjieff, Ramana Maharshi, Willigis Jager e il teologo Guidalberto Bormolini, accompagneranno l’esecuzione dei brani in una nuova veste arrangiata dal Maestro Valter Sivilotti. Questo concerto mistico “Torneremo ancora”, lontano da una mera celebrazione, si propone come una liturgia musicale che esplora il mistero insondabile dell’Essere di fronte al Divino. Sarà un viaggio musicale che cerca l’essenza in un ambiente di confusione, e una “comunione mistica e sensuale” necessaria in questo tempo in cui viviamo.
Piazza Duomo
25 luglio 2026 ore 21.30
Repliche 29 e 30 luglio ore 21.30

ATTIVITÀ COLLATERALI

Conferenza
“Autorità e Sovranità: Il Potere nell’Arte di Caravaggio e nella Drammaturgia di Shakespeare”
Relatori: Tomaso Montanari, Nadia Fusini – Modera Masolino D’Amico.
La conferenza esplora le molteplici declinazioni del potere nelle arti del Seicento e del Rinascimento inglese, mettendo a confronto la pittura di Caravaggio e il teatro di Shakespeare. Analizzando le strategie visive e narrative, verranno indagati i modi in cui autorità e sovranità sono rappresentate, interpretate e contestate in contesti storici e culturali differenti. Il Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, offrirà un intervento sulla rappresentazione del potere nell’arte barocca. La prof.ssa Nadia Fusini, traduttrice di Shakespeare, commenterà le dinamiche di potere nei testi di Shakespeare. Masolino D’Amico, direttore artistico del festival, modera, stimolando un confronto interdisciplinare tra arte e letteratura. L’evento si propone come un’opportunità per il dialogo tra storia dell’arte e studi letterari, offrendo strumenti per comprendere la centralità del potere nelle espressioni della cultura europea.
Palazzo Grifoni – 29 giugno ore 18.30

Conversazioni al tramonto – “Prospettive di pace”
Subito dopo la rappresentazione dello spettacolo “Elementi per un’esperienza di pace”, si terrà un approfondimento con Sandro Mabellini, regista dello spettacolo, che illustrerà le scelte artistiche e il percorso creativo dell’opera; e Giuseppe Moscati, Presidente della Fondazione Aldo Capitini, per analizzare le prospettive della cultura della pace e l’eredità del pensiero di Aldo Capitini. Questo incontro offrirà uno spazio di riflessione condivisa sul ruolo dell’arte come strumento per educare alla pace e promuovere i valori della partecipazione civica.
Chalet dei Giardini Bucalossi – 2 luglio ore 18.30

Conversazioni al tramonto
Incontro con Davide Rondoni, autore di “La ferita, la letizia”, e Alessandro Preziosi, interprete e regista dello spettacolo. Un dialogo coinvolgente tra poesia, teatro e riflessione, in cui parole e storie si intrecciano per esplorare emozioni, bellezza e le sfide dell’esperienza umana. Un appuntamento culturale che invita il pubblico a condividere momenti con autori e interpreti, in una atmosfera di scambio e scoperta.
Palazzo Grifoni – 29 luglio 2026 ore 18.30

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