La Procura di Verona, rappresentata dalla pm Eugenia Bertini, ha chiesto una condanna di due anni per Mario Cipollini, ex campione del mondo di ciclismo, attualmente accusato di calunnia nei confronti di Ivano Fanini, suo ex patron. La sentenza è attesa per il 28 aprile, come riporta il Corriere del Veneto.
L’accusa è originata da una querela presentata da Cipollini il 9 marzo 2017 presso la Procura di Verona, in cui denunciava Fanini per tentata estorsione. Secondo Cipollini, Fanini lo avrebbe minacciato di rendere pubbliche informazioni riservate sull’uso di sostanze dopanti durante la sua carriera, per ottenere un pagamento previsto da una sentenza del tribunale civile di Lucca riguardante contratti di sponsorizzazione non rispettati.
Tuttavia, l’inchiesta avviata dopo la denuncia di Cipollini è stata archiviata nel luglio 2018, a quel punto Fanini ha sporto denuncia per calunnia contro l’ex corridore. L’avvocato di parte civile ha richiesto un risarcimento danni di 70.000 euro, con una provvisionale di 30.000 euro.
La difesa di Cipollini ha invece chiesto l’assoluzione, sostenendo che il suo assistito non avesse l’intenzione di accusare Fanini di un reato, ma volesse semplicemente segnalare alla magistratura una serie di eventi per una valutazione.
