Questa mattina, mercoledì 12 agosto, a Sant’Anna di Stazzema si è svolta la commemorazione dell’82esimo anniversario della strage nazifascista. Nel comune immerso tra le Apuane, in provincia di Lucca, il 12 agosto 1944 i nazisti, supportati da fascisti italiani, uccisero 560 persone, tra cui donne, anziani e bambini. Come tradizione, un gran numero di cittadini, istituzioni, autorità e politici hanno preso parte alla cerimonia al Monumento Ossario di Col di Cava. L’orazione ufficiale è stata pronunciata dall’ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, mentre alle conclusioni ha partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. La cerimonia, inaugurata con una messa in suffragio delle vittime e la deposizione delle corone, ha visto la presenza di figure come il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, il sindaco di Stazzema nonché presidente del Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, e il presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, Umberto Mancini. Tra le amministrazioni intervenute, erano presenti anche i comuni dell’Empolese Valdelsa e del Cuoio.
In occasione di questo anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma: “La Repubblica sente il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità. Qui, come in altri luoghi di sofferenza, risiede la radice della Repubblica. Il 12 agosto 1944, le truppe delle SS, con la complicità di fascisti, iniziarono la strage. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono portare, annullando la dignità umana e favorendo l’orrore dell’annientamento. La comunità di Stazzema, dopo il dolore, ha saputo ritrovare la fiducia, con un’Italia e un’Europa che hanno riscoperto pace, libertà e democrazia, garantendo diritti uguali e universali. Ora però le guerre tornano a oscurare il nostro presente, con volontà di potenza e ambizioni di dominio. Le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori sono fondamentali per respingere violenza, odio e il disprezzo verso il pluralismo e l’identità delle persone. Ricordare è un atto di responsabilità e liberazione di continuo. La vittoria sul nazifascismo ha aperto la strada alla rinascita. Ogni generazione deve riconoscere il proprio ruolo nel rafforzare e difendere i diritti civili, che non sono certo acquisiti per sempre. I fondamenti etici e le motivazioni di impegno devono essere rinnovati e sostenuti.“
Conte, durante il suo intervento, ha menzionato la natura della strage: “Non fu una rappresaglia militare, ma un’azione terroristica premeditata, un massacro pianificato nei minimi dettagli. Questa è una valutazione che non proviene solo dagli storici, ma è un verdetto definitivo delle Corti di giustizia italiane”. Si è poi soffermato sul legame tra Resistenza, Costituzione e antifascismo, con una dichiarazione chiara: “La nostra Costituzione è stata redatta per dichiarare inequivocabilmente: mai più fascismo”. Ha aggiunto che è stata concepita per rifondare lo Stato su principi e valori opposti al fascismo: il valore supremo della persona, l’uguaglianza formale e sostanziale di ogni cittadino, il primato del lavoro, la libertà di espressione e riunione, e la partecipazione democratica accessibile a tutti. Da questi principi deriva il “connubio indissolubile tra democrazia e antifascismo“: “La nostra Costituzione è, è stata, e sarà sempre antifascista e democratica; di fatto, il fascismo è da sempre antidemocratico”.
Conte ha accolto l’invito del sindaco Maurizio Verona riguardo una proposta di legge popolare contro simboli e gadget nazifascisti: “Anche io, per quanto di mia competenza dall’opposizione, spingerò affinché si apra una discussione in Commissione Giustizia su questa iniziativa volta a bandire tali simboli”. Ha poi ampliato il suo messaggio politico, collegando la memoria di Sant’Anna alla questione del patriottismo: “Le conquiste democratiche devono essere sempre difese e protette. Non bastano gesti formali o parole di circostanza. Ricordare ciò che è accaduto in questo luogo ci impone di onorare chi ha scelto la libertà a costo della vita. Chi si professa patriota dovrebbe essere qui a onorare la patria”. E ha concluso: “Chi non si inchina davanti a questo sacrario civile non soltanto continua a ferire una comunità intera, ma rinnega i fondamenti della nostra storia repubblicana”.
Nel concludere l’orazione, Conte ha spostato l’attenzione dalla memoria del passato ai conflitti e alle violazioni dei diritti attuali, sottolineando la pace quale principio fondamentale della Costituzione: “La pace non è solo il ripudio della guerra, ma richiede la supremazia della politica e della diplomazia. Implica che l’Italia, come Paese democratico, tenda costantemente alla cooperazione internazionale rispettando il diritto internazionale”. Ha quindi affrontato il tema di Gaza, condannando gli orrori: “La pace richiede coraggio e non ammette passi indietro; è inammissibile l’ignavia. Dobbiamo opporci fermamente all’orrore di Gaza, dove oltre 20.000 bambini innocenti sono stati uccisi dall’esercito israeliano”.
Il tema della pace è stato collegato da Conte ai diritti inviolabili e alla responsabilità politica: “Non dobbiamo temere di affermare che politiche improntate all’odio e alla discriminazione attaccano la Costituzione, che riconosce la dignità inviolabile dell’essere umano”. Ha chiuso sottolineando il valore di Sant’Anna come luogo di impegno civile e memoria: “Difendere la Costituzione non è solo un atto di passato, ma un impegno per il futuro. Qui a Sant’Anna di Stazzema, in questo sacrario laico, ogni cittadino che si riconosce nei valori repubblicani rinnova il suo giuramento alla Costituzione. È un atto di memoria e responsabilità: conservare la verità, proteggere la democrazia e onorare chi ha sacrificato la vita per questi principi”.
Tajani ha chiarito fin da subito la natura della strage, attribuendo responsabilità senza ambiguità: “Ciò che è stato perpetrato dalle truppe nazi tedesche è un crimine deliberato, avvenuto con il supporto di fascisti italiani. Un atto senza giustificazioni né di fatalità né di leggi belliche”. Ha legato questa affermazione alla responsabilità istituzionale e alla necessità di andare oltre la semplice commemorazione: “Non basta dire ‘mai più’, è necessario agire concretamente affinché simili atrocità non si ripetano”.
Tajani ha inoltre sottolineato il ruolo degli italiani nella resistenza e la necessità di ricordare chi ha combattuto per la libertà, contrastando coloro che scelsero di collaborare con gli occupanti nazisti. Ha evidenziato il grande obiettivo di libertà della Patria, ricordando il ruolo di diversificate componenti della Resistenza. Ha anche fatto riferimento a stragi perpetrate in Toscana non solo dalle forze tedesche, ma anche da reparti italiani della Repubblica Sociale, che agirono con altrettanta brutalità.
Il ministro ha poi ampliato il discorso al presente, mettendo in guardia da rischi che potrebbero minacciare i valori democratici conquistati dopo la guerra: “La libertà che le nostre istituzioni democratiche tutelano è di enorme valore, di fronte ad antiche e nuove minacce. Nazismo e fascismo, sebbene appartengano al passato, sollevano oggi inquietudini di intolleranza, estremismo e disinformazione”. Tajani ha quindi evidenziato la necessità di una vigilanza costante per mantenere i valori di libertà e democrazia che l’Europa ha vissuto per otto decenni, grazie a coloro che hanno spinto per l’unità europea.
In conclusione, Tajani ha richiamato la responsabilità collettiva nei confronti delle vittime di Sant’Anna e delle generazioni future: “Le vittime di Sant’Anna non hanno avuto giustizia sincera, se non simbolicamente verso pochi tra i colpevoli giunti al termine della loro vita”. Ha posto l’accento sul fatto che la vera giustizia non viene solo dai tribunali, ma dalla consapevolezza storica che può prevenire futuri orrori. Ha concluso con l’ impegno del Governo: “Voglio ribadire solennemente che il governo e tutte le istituzioni continueranno a fare quanto necessario affinché il sacrificio dei martiri di Sant’Anna non venga dimenticato, e soprattutto non sia stato vano”.
“Sant’Anna di Stazzema rappresenta un crimine. Quel che accadde qui è un crimine, seguito però da decenni di oscuramento, un lungo silenzio, verità nascoste. Questo ha danneggiato le generazioni successive, creando un’atmosfera di ambiguità. Alcuni hanno cercato di negare la pianificazione di un crimine, sostenendo qualcosa di diverso. A Sant’Anna, i fascisti locali, con il passamontagna, hanno accompagnato i nazisti uccidendo deliberatamente donne, bambini e anziani. Non era guerra; era un crimine, un crimine taciuto per decenni”.
Il sindaco Verona ha ricordato che la verità giudiziaria è arrivata 63 anni dopo la strage, con il processo che ha condannato i responsabili, esprimendo ringraziamenti al procuratore militare Marco De Paolis. Ha anche enfatizzato le conseguenze del lungo silenzio sui superstiti: “I nostri superstiti non parlavano, temendo di raccontare le loro esperienze. Vedevano uno Stato silente, e solo dopo l’inizio dei processi hanno iniziato a parlare di quel che avevano vissuto”.
Da qui l’appello al Governo e alle istituzioni, sottolineando il significato della presenza del ministro Antonio Tajani alla cerimonia: “Ogni anno mi adopererò per avere un rappresentante del Governo qui, perché credo sia importante che lo Stato rimedia a quegli anni di silenzio e di indifferenza. La presenza qui il 12 agosto è significativa, non solo per il sindaco, ma per i superstiti e per chi ha perso la vita ingiustamente”.
Un passaggio netto è stato dedicato alla proposta di legge popolare contro la propaganda e la diffusione dei simboli fascisti, promossa da Sant’Anna e sostenuta da oltre 250mila firme: “Questa legge è stata messa da parte. Presentata nel 2022, ha avuto poca progressione, è approdata in commissione e poi è stata interrotta. In questa legislatura ha ricevuto un numero, ma è bloccata”.
Rivolgendosi direttamente al ministro Tajani, il sindaco Verona ha fatto un appello: “Lei, con la sua autorità, potrebbe invitare Ciro Maschio, Presidente di quella commissione. Questo invito non è per me, ma per le 250mila firme che desiderano che venga scritta una pagina di storia. Io mi sento umiliato come cittadino, come presidente del comitato promotore della legge e come sindaco di una città che porta medaglia d’oro al valore militare. In democrazia, una legge non dovrebbe essere lasciata a prendere polvere”.
Verona ha quindi ribadito ciò che Sant’Anna rappresenta nei nostri giorni, sottolineando che “Sant’Anna non è solo un luogo di commemorazione. Oggi Sant’Anna è la capitale dell’antifascismo“. Ha concluso affermando: “Sant’Anna non chiede privilegi. Ha chiesto per decenni verità e giustizia. Anche se arrivate tardi, ora sono presenti. Oggi chiede rispetto. Qui si costruisce non solo il ricordo di una strage, ma una parte essenziale della coscienza democratica dell’Italia e dell’Europa. La memoria di Sant’Anna non può appartenere al passato; ci interroga nel presente e ci chiama a una responsabilità concreta. A Sant’Anna, la memoria non è un rito, è una responsabilità”.
“La commemorazione di Sant’Anna non è solo un rito, ma un impegno di cittadinanza attiva, ricorrente ogni anno. È un legame che unisce la Costituzione italiana alla sofferenza degli eccidi, al sacrificio e alla lotta di liberazione dei partigiani, all’antifascismo”, sostiene una nota della Regione Toscana.
“Ottanta anni fa nasceva la nostra Costituzione, frutto del dolore di chi ha subito stragi ed eccidi, del sacrificio dei partigiani e dell’antifascismo”, ricorda il presidente della Toscana, Eugenio Giani. “Anche Sant’Anna di Stazzema è quindi madre della nostra Costituzione: qui furono brutalmente spezzate 560 vite (394 identificate, ndr), tra cui almeno 130 bambini in una quieta mattina d’agosto”. Dopo Marzabotto in Emilia Romagna, è stato il secondo più grande eccidio nazifascista: un episodio tra i più atroci di quel periodo. “Da qui, prosegue Giani, deve levarsi un grido forte per la pace, contro le dittature e i conflitti che ancora oggi attraversano il mondo”.
“Da Sant’Anna desideriamo lanciare un messaggio di cultura della pace, partendo dalle persone”, continua Mia Diop, vice presidente della Toscana, che dopo la commemorazione ha inaugurato la tradizionale mostra con disegni dei bambini organizzata a Sant’Anna da Colours for peace, arricchita quest’anno da un nuovo percorso di educazione alla pace destinato all’Asia meridionale, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “I bambini – sottolinea – ci inviano un messaggio cruciale per tutelare noi stessi e il loro futuro”.
“Dobbiamo educare i giovani a non rimanere indifferenti – avverte l’assessora alla cultura della memoria, Alessandra Nardini – perché uno dei mali più grandi di quegli anni fu proprio l’indifferenza: c’era chi scelse e chi finse di non vedere o sapere cosa stava accadendo. Dobbiamo rimanere vigili di fronte alle guerre che insanguinano il mondo, ai massacri, ai genocidi che continuano, come quello in atto a Gaza”.
“Sant’Anna non può ridursi al ricordo di una strage”, afferma il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika, “dobbiamo chiederci oggi da che parte stare: sicuramente dalla parte della Costituzione, dato che ci sono voluti sangue e sacrificio per conquistare diritti e libertà”.
Dal palco, sono intervenuti anche tre ragazzi e ragazze tedesche insieme a un italiano protagonisti del campo della pace, un’iniziativa che da anni favorisce il dialogo tra le giovani generazioni dei due paesi. “Il fascismo – osserva Giani – è stato il capitolo più oscuro e deprimente della civiltà umana”. “Tra giugno e settembre 1944, in Toscana furono uccisi circa 4500 civili inermi, vittime di oltre duecento eccidi nazifascisti”. Parte di questi eventi, ricorda Giani, sono stati recentemente uniti in una rete di sentieri che collega Pietrasanta a Sant’Anna di Stazzema, Monte Sole e Marzabotto, per un pellegrinaggio laico che unisce passato e futuro. Da Sant’Anna, è emersa anche la proposta di legge popolare contro la vendita di gadget fascisti: “Quella proposta di legge, sostenuta da 250.000 persone – lamenta il sindaco Maurizio Verona – è in stallo in Commissione dal 2022. In democrazia, una legge può essere approvata o respinta, ma non lasciata ad accumulare polvere. Questo manca di rispetto verso chi l’ha supportata”.
