“In un contesto internazionale sempre più complesso, Vinitaly si conferma come il motore per l’internazionalizzazione del vino italiano. Questo è reso possibile da un sistema di incoming altamente specializzato che permette di catturare richieste qualificate e guidare le aziende verso nuove opportunità di sviluppo nei mercati esteri, senza trascurare i consumi interni, sui quali dedichiamo ricerche mirate” – ha dichiarato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere. “Per questo, il nostro evento evolve insieme ai cambiamenti del mercato e alle necessità delle aziende, offrendo strumenti, contenuti e occasioni di incontro sempre più specifici per sostenere la competitività del settore. Il nostro scopo” – ha concluso Bricolo – “è fornire risposte strutturate al sistema vino, supportando le aziende non solo dal lato commerciale ma anche su temi strategici che influenzeranno il loro futuro”. In tema di argomenti e format, Vinitaly 2026 amplia e diversifica ulteriormente la sua offerta, intercettando tendenze emergenti e rafforzando l’integrazione tra filiere, contenuti e opportunità di business.
Tra le novità principali, il progetto dedicato ai No-Lo Alcohol si espande con NoLo – Vinitaly Experience: una start-up in collaborazione con Unione Italiana Vini debutta con una nuova area espositiva e un calendario ben strutturato di degustazioni, masterclass e approfondimenti di mercato su un segmento in rapida crescita. Si rinnova anche l’offerta per distillati e mixology con Xcellent Spirits: uno spazio dedicato realizzato con Gang of Spirits, progettato per favorire il collegamento tra il mondo del vino e quello dei distillati a livello internazionale. Il ruolo dell’enoturismo diventa sempre più centrale, con Vinitaly Tourism che si consolida anche a livello espositivo, presentando un programma che si estende per tutti i giorni dell’evento e potenzia il calendario di incontri b2b grazie a un incoming mirato di buyer e tour operator specializzati, supportato da nuove formule esperienziali dedicate ai territori e alle cantine. Due sono i poli tematici del turismo del vino a Vinitaly: il primo, realizzato da Veronafiere e Wine Tourism Hub in collaborazione con i partner Wine Suite, Wine Meridian e Winedering; il secondo è firmato interamente dalla fiera nella Sala Vivaldi, con quattro focus su convegni, indagini e ricerche a cura del Movimento turismo del vino, Roberta Garibaldi (esperta di turismo e docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo), Unicredit-Nomisma Wine monitor e dall’Università degli Studi di Verona e BAM Strategie culturali in collaborazione con ArtVerona.
È previsto anche spazio per la ristorazione, con concept mirati e ampliati per celebrare la Cucina Italiana, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Saranno presenti chef stellati e giovani promesse internazionali. L’evoluzione include inoltre i servizi e il digitale, rafforzando Vinitaly Plus, che si concentra sul nuovo Buyers Club, una piattaforma di networking che da quest’anno facilita il business bidirezionale tra produttori e buyer internazionali registrati, oltre all’esordio di Bacco AI. Accanto alle novità, si confermano gli appuntamenti e le aree tematiche che completano l’offerta espositiva e contenutistica, insieme al palinsesto di eventi che vanno da Vinitaly OperaWine (11 aprile) al fuori salone Vinitaly and the City (10-12 aprile), contribuendo a rafforzare il legame tra business, territori e pubblico. Lorenzo Fontana, presidente della Camera, ha dichiarato: “Vinitaly dimostra ogni anno la sua capacità di rinnovarsi e continua a essere un punto di riferimento per il settore. In un momento complesso, è fondamentale investire su qualità e innovazione, aprirsi a nuovi mercati e promuovere una cultura del vino che ne riconosca il valore come prodotto identitario e simbolo dei territori, incoraggiando un consumo consapevole e responsabile”.
Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, ha messo in evidenza come “quest’anno al Vinitaly festeggiamo il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco, di cui il vino è parte integrante. Oggi, il modo di consumare vino è cambiato: si beve meno ma meglio, e questa evoluzione deve essere accompagnata da idee innovative e da una narrazione che renda il vino sempre più compatibile con la sensibilità comune, senza rinunciare alla sua identità e valore economico”. Matteo Zoppas, presidente di ITA-Italian Trade Agency, ha commentato: “In un contesto geopolitico ed economico complesso, Vinitaly si conferma un partner strategico per la promozione internazionale del vino italiano. Le attuali difficoltà rendono ancora più essentiels reforzare le politiche di sostegno all’export. In questo contesto, l’Agenzia Ice ha ricevuto nuove risorse destinate alla promozione, prestando particolare attenzione al settore vitivinicolo e sostenendo piattaforme di eccellenza come Vinitaly”.
– foto Veronafiere-Ennevifoto –
