Nonostante una percentuale limitata di aziende vinicole non offra ancora esperienze enoturistiche, persistono ostacoli significativi come carenze infrastrutturali, complessità nei permessi, mancanza di incentivi e insufficienza di personale specializzato. Questi fattori continuano a frenare la possibilità del settore di evolversi ulteriormente. L’enoturismo si posiziona quindi come un’importante leva per la creazione di valore, specialmente in un periodo difficile per le cantine, alle prese con le ripercussioni delle tensioni geopolitiche sull’export e sul consumo interno, come evidenziato nel quarto “Rapporto sulla competitività delle regioni del vino” curato da Nomisma Wine Monitor-UniCredit (si veda la nota per dettagli). Durante un tavolo rotondo, moderato da Francesco Mario Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit, si è approfondito il tema con la partecipazione di Francesca Tinazzi (AD, Cantine Tinazzi), Mariangela Cambria (Presidente Assovini Sicilia e rappresentante della Casa Vinicola Cottanera), Dominga Cotarella (AD, Famiglia Cotarella), Mamete Prevostini (AD Cantina Mamete Prevostini) e Serena Marrone (AD, Azienda Agricola Gian Piero Marrone). L’incontro ha esaminato le implicazioni dell’analisi condotta da Denis Pantini, Responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, delineando strategie per affrontare l’attuale contesto geopolitico ed economico in evoluzione, insieme ai cambiamenti nelle abitudini di consumo del vino.
Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit, ha concluso il dibattito durante il discorso di chiusura. “Il settore vitivinicolo e il turismo sono fondamentali per la competitività nazionale, specialmente in un periodo caratterizzato da sfide climatiche e geopolitiche che richiedono strategie lungimiranti e interventi mirati”, ha sottolineato. “Grazie alla nostra struttura Agribusiness e alla rinnovata offerta “One4Wine”, UniCredit supporta le imprese del settore con soluzioni dedicate a investimenti, innovazione e sostenibilità. Nel 2025 abbiamo concesso oltre 300 milioni di euro in nuovi finanziamenti alla filiera, con un incremento di oltre il 35% rispetto all’anno precedente, confermandoci come partner affidabile per produttori e territori. Siamo particolarmente attenti anche allo sviluppo dell’enoturismo, una leva di valore capace di generare crescita diffusa e rafforzare il legame tra imprese e comunità locali.”
Denis Pantini, Responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, ha dichiarato: “L’enoturismo non è solo un ‘piano B’, ma una strategia competitiva che porta numerosi benefici, sia per le aziende vinicole che per i territori: elimina gli intermediari nelle vendite, garantendo maggior redditività; trasforma i visitatori – che non acquistano solo bottiglie di vino, ma vivono esperienze – in ambasciatori del marchio a livello globale; e, soprattutto, preserva il paesaggio e offre un futuro alle comunità rurali, rendendo l’azienda vinicola il fulcro di un ecosistema turistico più ampio.” “In questo contesto, il turismo non è più visto solo come un’attività accessoria di promozione del vino, ma come un’importante leva di valorizzazione territoriale legata all’identità della denominazione.”
– foto di repertorio IPA Agency –
