Studio ISPI e Deloitte: 2,6 miliardi di persone senza accesso a Internet

Studio ISPI e Deloitte: 2,6 miliardi di persone senza accesso a Internet

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I risultati riportati nella pubblicazione evidenziano l’importanza della connettività per favorire la crescita economica e attrarre investimenti. Secondo la Banca Mondiale, un incremento del 10% nella diffusione della banda larga mobile può portare a un aumento del PIL pro capite dell’1,5-1,6%.

Al contrario, la mancanza di servizi finanziari digitali limita l’accesso al credito per milioni di imprenditori nei Paesi a basso e medio reddito. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), la crescita del PIL in queste nazioni potrebbe rallentare dal 20% al 33% nei prossimi anni, con le micro, piccole e medie imprese in particolare svantaggiate: senza servizi di finanziamento online, oltre 19 milioni di esse rischierebbero di rimanere escluse dai finanziamenti.

Lo studio dimostra che i Paesi capaci di adottare soluzioni digitali attraggono maggiori investimenti. Servizi web come portali informativi o piattaforme per la registrazione delle attività commerciali possono aumentare mediamente dell’8% le entrate di investimenti diretti esteri. Queste innovazioni digitali favoriscono anche i tassi di registrazione delle imprese, apportando benefici soprattutto alle startup, all’imprenditorialità femminile e alle comunità al di fuori delle aree urbane.

Una connettività insufficiente influisce negativamente anche sull’adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale. L’AI Preparedness Index, sviluppato dal Fondo Monetario Internazionale per valutare il grado di preparazione di un Paese all’uso strategico dell’IA, mette in luce le disparità tra le nazioni: le economie avanzate raggiungono una media di 0,68, più del doppio rispetto ai Paesi a basso reddito, che si fermano a 0,32.

Il divario nella capacità di sfruttare le tecnologie emergenti è ulteriormente amplificato dall’accesso limitato all’istruzione e alla formazione nei Paesi in via di sviluppo, dove milioni di individui rischiano di essere esclusi dalle nuove opportunità lavorative. Il World Economic Forum avvisa che quasi il 40% delle competenze attuali sarà superato entro il 2030, e il 60% dei lavoratori avrà bisogno di ulteriore formazione. I giovani e le donne rappresentano le categorie più vulnerabili a queste carenze formative: secondo le Nazioni Unite, il 90% delle ragazze e delle giovani donne (15-24 anni) nei Paesi a basso reddito non ha accesso a Internet, impedendo loro di acquisire competenze digitali in misura inferiore del 35% rispetto ai ragazzi.

Di conseguenza, esse continuano a essere poco rappresentate nei settori tecnologici e nell’intelligenza artificiale. Questo divario limita le opportunità lavorative e l’indipendenza economica, accentuando le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro. Le conclusioni della pubblicazione tracciano uno scenario in cui l’IA beneficia solo una ristretta fascia della popolazione, ampliando ulteriormente il divario economico e sociale, sia tra le nazioni che tra i gruppi demografici.

“L’economia digitale rappresenta il futuro, eppure 2,6 miliardi di persone sono ancora escluse dal mondo online”, ha osservato Andrea Poggi, Direttore delle Politiche Pubbliche e delle Relazioni con i Portatori di Interessi di DCM e Leader dell’Innovazione DCM. “Il divario digitale è uno degli ostacoli maggiori alla crescita economica e allo sviluppo sostenibile. In un contesto in cui l’accesso digitale crea opportunità, un terzo della popolazione è escluso dall’istruzione, dal lavoro e dai servizi finanziari, aumentando le disuguaglianze e rallentando il progresso globale. Affrontare questa sfida è non solo un dovere morale, ma anche un imperativo per costruire un’economia globale più resiliente, innovativa ed equa.”

“Il costo dell’esclusione supera quello dell’inclusione.” ha aggiunto Antonio Villafranca, Vicepresidente della Ricerca ISPI. “Secondo la Banca Mondiale, l’esclusione digitale potrebbe costare ai Paesi a basso e medio reddito fino a 2.000 miliardi di dollari in termini di crescita economica perduta nei prossimi dieci anni. Investire oggi nell’accesso digitale significa prevenire disuguaglianze economiche più gravi domani”, ha continuato. “L’inclusione digitale non avviene per caso, ma è una scelta: una scelta che dobbiamo fare per costruire un futuro di prosperità condivisa.”

– foto IPA Agency –

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