Stellantis, Filosa: "In un anno abbiamo cambiato direzione, continueremo a investire significativamente in Italia"

Stellantis, Filosa: “In un anno abbiamo cambiato direzione, continueremo a investire significativamente in Italia”

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“Durante il nostro primo anno di attività, abbiamo cambiato rotta. Questa inversione si è realizzata attraverso una riorganizzazione in strutture regionali più robuste. Europa, Nord America, Sud America, Medio Oriente & Africa, Asia Pacifico: 5 regioni con esigenze distinte, sia produttive che di mercato. In questa mappa, l’Italia è al centro d’Europa, la regione sotto la direzione di Emanuele Cappellano, il quale ha il suo ufficio a Mirafiori, il nostro quartier generale europeo. La nostra priorità è stata quella di mettere la qualità al primo posto, superando l’idea di efficienza ‘a tutti i costi’ e puntando nuovamente sulla forza dei nostri prodotti. Per raggiungere questo obiettivo, stiamo assumendo migliaia di ingegneri a livello globale e rafforzando i migliori standard industriali. Realizzare un cambiamento così radicale è stato complesso, ma fondamentale per avviare una nuova fase con rinnovata fiducia. È una scelta chiara, destinata a mettere le persone al centro delle nostre attività”, ha affermato.

“A livello globale, nel primo trimestre del 2026, siamo tornati a crescere in modo redditizio. Le immatricolazioni sono aumentate del 12%, in gran parte grazie ai risultati in Europa e Nord America – ha proseguito -. Possediamo solide basi finanziarie, capaci di difenderci dalla volatilità del contesto internazionale. Mi riferisco anche alla liquidità di quasi 45 miliardi di euro attualmente disponibile. Ci sono segnali incoraggianti, ma le sfide affrontate negli ultimi anni non sono ancora superate. Per garantire una sostenibilità duratura, è cruciale che anche il quadro normativo supporti la competitività del settore in Italia e in Europa.

“Nel primo trimestre 2026, Stellantis ha visto una crescita sia nei volumi di vendita che nella quota di mercato anche in Europa. Siamo leader nei segmenti delle vetture ibride e dei veicoli commerciali leggeri. Anche alla luce di questi risultati favorevoli, abbiamo assegnato all’Europa quasi il 40% dei 60 miliardi previsti dal Piano nei prossimi cinque anni. Questi investimenti seguiranno tre direttrici: differenziare i nostri brand ed espandere la copertura di mercato, migliorare la nostra competitività e ottimizzare l’utilizzo della nostra capacità produttiva. Ci impegnamo a lanciare oltre 50 nuovi modelli entro il 2030, con 25 nuovi modelli e 25 aggiornamenti di prodotto – ha aggiunto Filosa – FIAT e Peugeot guideranno l’integrazione della nuova piattaforma STLA One, che sarà poi adottata anche dagli altri brand. Puntiamo a superare l’80% di utilizzo della capacità produttiva in Europa entro il 2030. Per raggiungere questo traguardo, contiamo su: l’aumento dei volumi derivato dai nuovi lanci, dalla qualità migliorata, dalla riconversione di alcuni stabilimenti e dalle partnership industriali per condividere capacità produttiva e know-how. Questo piano è motivo di orgoglio per tutti noi, unendo ambizione e pragmatismo.”

“Il Piano prevede 60 miliardi di euro di investimenti e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030 a livello globale. Al centro della nostra nuova strategia ci sono il prodotto e l’innovazione. Abbiamo ridefinito l’approccio strategico verso i nostri brand, ognuno dei quali continuerà ad avere un ruolo cruciale. FIAT, Jeep, Peugeot e RAM – i marchi con maggiori volumi – saranno al centro della nostra innovazione tecnologica a livello globale. Gli altri brand, come Alfa Romeo e Lancia, saranno valorizzati in base alle caratteristiche regionali e nazionali. Maserati completerà la nostra strategia globale e resterà un simbolo italiano di stile ed eleganza. Tutti i brand italiani contribuiranno ad ampliare la nostra offerta, introducendo nuovi veicoli ibridi, elettrici e motori termici ad alta efficienza. L’offerta sarà arricchita da piattaforme industriali con architetture flessibili per adattarsi alle preferenze dei clienti. Inoltre, grazie all’intelligenza artificiale, miglioreremo le tecnologie a bordo delle nostre vetture e il lavoro in azienda. Siamo stati tra i primi costruttori europei a adottarla su larga scala, dall’ingegneria alla produzione, dal design all’interazione con i clienti.”

“Il nostro approccio all’innovazione è parte di una strategia integrata. Vogliamo che l’Italia continui a essere protagonista nello sviluppo tecnologico di Stellantis a livello globale. Per questo, anche nel 2025 abbiamo investito circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione. Nei prossimi 5 anni, prevediamo di investire ulteriori 5 miliardi di euro. Queste risorse si tradurranno in risultati concreti. Grazie all’Intelligenza Artificiale, negli stabilimenti di Melfi e Atessa analizziamo i dati di produzione e meteo per prevedere di quanta energia avremo bisogno, ottimizzando i consumi e rendendo i due stabilimenti più efficienti e competitivi. Il ruolo attivo dell’Italia si riflette anche in quasi 400 nuove domande di brevetto nel 2025, sviluppate spesso in collaborazione con università italiane, focalizzate su settori chiave come guida autonoma, propulsione, sicurezza e materiali.”

IL FOCUS SULL’ITALIA

Per l’Italia abbiamo una visione chiara, coinvolgendo tutti i marchi italiani. A partire da FIAT, il nostro marchio globale più rilevante in termini di volumi, la cui essenza affonda le radici nella cultura italiana. Continuando con Lancia, che è stata progettata per assicurarne un futuro in sinergia strategica con FIAT. Alfa Romeo rafforzerà la sua posizione distintiva grazie all’eccellenza produttiva italiana, in segmenti chiave come le auto grandi. Per Maserati, stiamo preparando un piano ambizioso che presenteremo a Modena entro la fine dell’anno, includendo l’arrivo di due nuovi modelli nel segmento delle ammiraglie. Riponiamo particolare attenzione a tutti gli stabilimenti italiani con una visione ben definita. L’Italia sarà l’hub produttivo delle auto piccole, con gli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano dedicati alle vetture di fascia medio-alta e lusso, mentre Melfi, Cassino e Modena ospiteranno i veicoli commerciali presso il sito di Atessa.

“Ogni stabilimento italiano ha una missione produttiva nel piano strategico. Pomigliano, per esempio, è stato il primo sito a implementare una novità significativa. Entro il 2028, qui introdurremo la prima piattaforma E-Car e avvieremo la produzione di almeno 2 nuovi modelli ad alti volumi, rafforzando un segmento cruciale per l’industria italiana. Le E-Car saranno piccole, elettriche, europee ed ecologiche, tutte rigorosamente Made in Europe e con un prezzo attorno ai 15.000 euro, rendendole più accessibili. Questi modelli si affiancheranno alla Fiat Pandina ibrida, la cui produzione continuerà minimo fino al 2030.

“Passando al complesso di Mirafiori, la nostra casa italiana ed europea. Dallo scorso novembre, a Torino è iniziata la produzione della nuova Fiat 500 ibrida, con un aumento significativo della produzione, oltre il 100% rispetto all’anno precedente. Questo aumento ci ha permesso di integrare centinaia di nuovi dipendenti. Anche la produzione dei cambi elettrificati eDCT per le vetture ibride continua a crescere, così come il nostro hub di economia circolare, dove rigeneriamo motori, cambi e batterie. Ricordo che Mirafiori ospita oltre 3.000 ingegneri, un centro di ricerca avanzata sulle batterie e le nostre sedi italiana ed europea.

“Passando a Melfi, abbiamo iniziato a produrre di recente la nuova Jeep Compass e la nuova DS N° 8, contribuendo a una ripresa produttiva. Questa crescita continuerà con l’arrivo di due veicoli: la Lancia Gamma e la DS N° 7, e nel 2028 aggiungeremo una nuova Alfa Romeo per coinvolgere maggiormente la filiera locale. Questa novità è parte del nostro nuovo Piano Strategico. Stiamo collaborando con potenziali partner per garantire un futuro a Cassino, legato al piano Maserati. Nel frattempo, ci concentreremo sulla gamma attuale, lanciando una serie speciale per le Alfa Romeo Giulia e Stelvio e introducendo una nuova Maserati Grecale dal 2027.

“Tutti gli impianti di componentistica hanno una strategia ben definita nel piano, ma voglio soffermarmi su quello di Termoli. Con un forte senso di responsabilità verso i colleghi, abbiamo deciso di investire in due aree: i cambi eDCT e i motori GSE. È una scelta strategica, poiché già dal 2027, la produzione di cambi eDCT nei nostri stabilimenti europei supererà il milione e mezzo di unità annue, alimentata dalla domanda di motorizzazioni ibride al centro del nostro Piano. I propulsori GSE, inoltre, continueranno a essere utilizzati sulle nostre auto più vendute, come Fiat Pandina e 500.

“Concludiamo con Atessa, dove presenteremo la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. È importante sottolineare questo aspetto, di notevole importanza. Solo ad Atessa, prevediamo di investire oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni, garantendo il futuro dello stabilimento e confermando l’importanza dell’Italia nel segmento dei veicoli commerciali. Con ulteriori investimenti in ricerca e innovazione, analizzeremo i dati relativi alla produzione e al meteo per prevedere il fabbisogno energetico, ottimizzando i consumi e aumentando l’efficienza e competitività dello stabilimento.”

“Come italiano, è doveroso ricordare insieme a voi Sergio Marchionne. Oggi sarebbe stato il suo 74° compleanno, e i suoi valori continuano a ispirare le persone di Stellantis che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui”, ha concluso.

RISPOSTE URGENTI PER COSTO ENERGIA E LAVORO

“Il nostro piano è sostenuto da un impegno significativo sugli investimenti. Questo sforzo è complicato dal contesto attuale, sia a livello nazionale che europeo. Sono consapevole dei limiti competitivi del nostro Paese e delle complessità delle normative europee; tuttavia, è fondamentale condividere alcune riflessioni. Inizio da un argomento chiave, il costo dell’energia. Nel primo trimestre di quest’anno, il costo dell’energia elettrica per Stellantis in Italia è stato in media di 205 euro al megawatt/ora. In Spagna, per la stessa quantità di energia, abbiamo pagato in media 90 euro, e in Francia 100 euro, quindi meno della metà. Questo divario non è sostenibile né per noi né per i nostri fornitori. Riconosciamo l’impegno delle istituzioni italiane per affrontare il problema, entro i limiti imposti dalle normative europee e dalla attuale instabilità geopolitica. In particolare, apprezziamo le misure adottate dal Governo per contenere il peso delle bollette; ci auguriamo una rapida attuazione. Tuttavia, la situazione richiede risposte straordinarie e urgenti.”

“In merito alla competitività, e specificamente al costo del lavoro, è essenziale introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le attuali esigenze operative, come è avvenuto in Spagna – ha aggiunto Filosa – Una flessibilità che tuteli le persone, armonizzando produzione, mercato e altre dinamiche esterne. In questo senso, le misure recentemente introdotte dal Parlamento, con la conversione del DL “1° maggio”, meritano attenzione. Vorrei ringraziare in modo particolare il presidente Gusmeroli per un emendamento che riteniamo possa migliorare la competitività industriale e dare valore ai nostri lavoratori. Solo intervenendo su aspetti cruciali come energia e lavoro possiamo trasformare il nostro impegno odierno nel successo industriale dell’Italia futura.

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