ROMA (ITALPRESS) – La salvaguardia di cuore e reni è fondamentale nella cura delle persone affette da diabete di tipo 2, obesità e malattia renale cronica. A pochi giorni dall’inizio del Congresso EASD, l’aggiornamento fornito dalla European Society of Cardiology (ESC) ha incluso semaglutide tra le terapie suggerite per abbattere il rischio di progressione renale ed eventi cardiovascolari, evidenziando l’importanza della ricerca di Novo nel campo cardio-renale-metabolico. Questo documento, creato in collaborazione con l’European Renal Association (ERA), rappresenta il primo set di Linee Guida ESC focalizzato sulla connessione tra malattia cardiovascolare e malattia renale cronica. L’intento è quello di anticipare la diagnosi, migliorare la stratificazione del rischio e facilitare un trattamento tempestivo per i pazienti in cui cuore e rene si trovano nel medesimo continuum di rischio. Per le persone con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, il valore di semaglutide in forma iniettiva si evidenzia particolarmente nello studio FLOW, condotto su 3.533 pazienti. Nel trial, l’uso di semaglutide somministrata sottocutaneamente una volta a settimana ha portato a una diminuzione del 24% del rischio dell’endpoint composito primario renale rispetto al placebo, che comprendeva insufficienza renale, riduzione sostenuta di almeno il 50% dell’eGFR (indicatore dell’efficienza di filtrazione dei reni) rispetto al basale o morte per cause renali o cardiovascolari. Inoltre, lo studio ha mostrato una diminuzione di circa un terzo nel tasso di declino dell’eGFR. Sebbene in qualità di obiettivo secondario, il lavoro ha altresì documentato una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori e della mortalità per tutte le cause in una popolazione ad altissimo rischio di eventi cardiovascolari e morte. In termini cardiovascolari, FLOW ha dimostrato una diminuzione significativa del 18% dell’endpoint composito secondario cardiovascolare, costituito da infarti miocardici non fatali, ictus non fatali o decessi cardiovascolari. A sottolineare l’importanza clinica di questo sviluppo è il professor Salvatore De Cosmo, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e Direttore del Dipartimento di Medicina Interna-Endocrinologia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo: “Le nuove Linee Guida ESC rappresentano un passo cruciale perchè traducono in raccomandazioni cliniche le evidenze accumulate negli ultimi anni, che hanno ampliato notevolmente la nostra comprensione del diabete di tipo 2. Oggi, l’obiettivo non è solo ottenere un buon controllo glicemico, ma identificare precocemente i pazienti a maggior rischio e intervenire per proteggere cuore e reni, oltre a prevenire la progressione delle complicanze. L’inserimento di semaglutide nelle nuove raccomandazioni europee va proprio in questa direzione e sarà un argomento centrale anche al prossimo Congresso EASD, dove continueremo a discutere su come le nuove evidenze possano portare a una gestione sempre più integrata e personalizzata dei pazienti con diabete.”
In questo contesto, le raccomandazioni ampliano l’attenzione sul ruolo dell’obesità come fattore di rischio diretto per cuore e reni. Nei pazienti con scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata, malattia renale cronica e obesità, il trattamento con GLP-1 RA dovrebbe essere preso in considerazione per favorire la perdita di peso e migliorare la qualità della vita. Le Linee Guida richiamano inoltre i risultati dello studio SELECT, nel quale semaglutide 2,4 mg ha ridotto del 20% il rischio dell’endpoint cardiovascolare primario in persone con sovrappeso o obesità e malattia cardiovascolare preesistente, ma senza diabete, e ha abbattuto del 22% un endpoint renale composito prespecificato. “Riconoscendo l’obesità come un fattore di rischio diretto per cuore e reni, i cardiologi oggi raccomandano semaglutide come alleato nel supportare e migliorare la qualità di vita di chi vive con patologie complesse come lo scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata (HFpEF) associato a obesità,” commenta Marco Orsini Federici, Direttore Medico e Regolatorio di Novo Italia. “Le evidenze scientifiche e le nuove raccomandazioni della Società Europea di Cardiologia segnano un cambiamento decisivo: semaglutide non è più vista solo come una terapia per il diabete o per la perdita di peso, ma come una reale protezione per cuore e reni”.
– foto fornita da ufficio stampa Novo Italia –
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