Basandosi su questo documento, durante le due giornate di dialogo presso Palazzo della Valle, la sede di Confagricoltura, è emerso un insieme di dieci proposte che gli organizzatori intendono sottoporre al governo e alle amministrazioni locali, affinchè la natura sia al centro dei nostri modelli urbani, promuovendo la sua funzionalità, il sociale e la salute, affrontando le sfide poste dai cambiamenti climatici che sempre più mettono alla prova i nostri territori.
“Il verde urbano è il polmone che ricarica le città. Le amministrazioni devono quindi sempre più orientarsi verso modelli che integrino l’attività agricola come elemento chiave. Questi sistemi hanno il nobile compito di unire la produzione economica e i valori più alti della vita, come l’unione, l’aggregazione e la partecipazione in un ambiente sano. Nel progetto “Libro Bianco del Verde”, la collaborazione con il CREA è fondamentale, poiché fornisce strumenti e soluzioni alle imprese; la ricerca, in effetti, non può essere un fine in sé stessa, ma deve guidarci nella realizzazione delle iniziative di innovazione e sostenibilità”, ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.
“Durante questi due giorni di scambio, sono emerse numerose riflessioni sulla centralità del verde, considerato il miglior investimento per la salute delle persone” – ha commentato Rosi Sgaravatti, presidente di Assoverde. “Ora è fondamentale tradurle in normative adeguate affinché le infrastrutture verdi siano pianificate, progettate e gestite in modo corretto, garantendo loro un lungo futuro. Questi dieci punti rappresentano una sfida per tutti, dalle imprese del settore ai cittadini e alle amministrazioni, affinché si possano valorizzare le competenze nelle quali il nostro Paese eccelle nel mondo.”
Così ha concluso Francesco Maccazzola, presidente dell’associazione Kèpos-Libro Bianco del Verde: “Il focus del nuovo Libro Bianco del Verde è essenziale. È tempo di istituire un tavolo permanente che coinvolga Assoverde, Confagricoltura, Kepos e le amministrazioni per dare vita ai buoni spunti emersi da queste quattro edizioni. Serve un cambio di rotta per incrementare cultura e consapevolezza.”
Infine, Andrea Rocchi, presidente del CREA, ha sottolineato: “Anche quest’anno il CREA mette a disposizione le sue competenze multidisciplinari per il Libro Bianco del Verde, con l’intento di generare soluzioni che possano riqualificare le nostre città, migliorando la qualità della vita e supportando l’eccellenza del made in Italy nel settore florovivaistico.”
Di seguito il Decalogo delle azioni: Rendere obbligatoria la redazione di un Piano del Verde cittadino attraverso un approccio multidisciplinare e sinergico tra amministrazioni, associazioni di settore, imprese, professionisti, ricerca e cittadini; Promuovere una pianificazione ecologica a lungo termine per il verde urbano, su scala sovracomunale e intercomunale, mediante reti ecologiche multilivello che connettano città, aree rurali, boschi e parchi protetti;
Aumentare gli spazi verdi per favorire la biodiversità, per la vita sociale delle comunità urbane, per mitigare i rischi naturali e gli impatti legati ai cambiamenti climatici e per migliorare la qualità dell’aria; Definire standard tecnici minimi obbligatori per interventi urbanistici che contemplino soglie scientifiche di copertura arborea; Istituire un fondo nazionale in sostegno di progetti per la conoscenza, lo sviluppo e la gestione delle formazioni vegetali urbane;
Promuovere la gestione digitale del verde urbano, orientata ai cittadini e ottimizzata per migliorarne la comunicazione e la fruizione; Integrare gli investimenti per il verde urbano nei Piani regionali di prevenzione attraverso politiche sociali e sanitarie dedicate; Adeguare la normativa nazionale in materia, introducendo indicatori misurabili;
Favorire un approccio multidisciplinare in ogni fase della pianificazione, progettazione e gestione, per affrontare tutti gli aspetti relativi alla città in modo olistico; Intensificare le attività comunicative e educative verso diversi target (scuole, PA, professionisti e imprese, media, pubblico generale, ecc.) per coniugare gli aspetti tecnici a una narrazione empatica.
– Foto Ufficio stampa Confagricoltura –
