Il progetto, denominato “Structural Biomimicry to Improve Engineered Heart Valve Leaflet Function and Remodeling”, si fonda su un’idea innovativa: l’uso dei principi della biomimetica strutturale per creare una nuova generazione di valvole cardiache.
Il fine è quello di superare le limitazioni delle attuali protesi, progettando sostituti valvolari che possano integrarsi perfettamente nel corpo, rispondere alle sollecitazioni meccaniche e promuovere un corretto rimodellamento cellulare post-impianto. Questo programma di finanziamento, contraddistinto da criteri di selezione altamente competitivi, sarà in particolare supportato dal National Heart, Lung, and Blood Institute (NHLBI) e offrirà un finanziamento totale di 3.045.679 dollari.
Le attività di ricerca saranno condotte presso la University of Pittsburgh come ente beneficiario, sotto la supervisione di D’Amore, che ricoprirà il ruolo di Principal Investigator. I Co-Investigators del progetto includono Giovanni Ferrari (Columbia University NYC), William Wagner (University of Pittsburgh) e Garret Coyan (Vanderbilt University). Anche se il grant è formalmente attribuito alla University of Pittsburgh, il progetto ha origine da un lungo percorso di ricerca costruito su una rete internazionale di collaborazioni con UPMC, ISMETT, Fondazione Ri.MED e Università degli Studi di Palermo.
“Voglio esprimere un sincero ringraziamento alla Fondazione Ri.MED, il cui supporto è stato cruciale per lo sviluppo della linea di ricerca che ha condotto a questo progetto. La crescita di questo percorso di ricerca è grazie alla sinergia delle competenze di Ri.MED, University of Pittsburgh, UPMC, ISMETT e Università di Palermo, e dimostra quanto la collaborazione tra istituzioni possa generare risultati significativi”, ha dichiarato Antonio D’Amore.
Questo progetto rappresenta, pertanto, una continuazione naturale della linea di ricerca che D’Amore ha portato avanti con successo per anni alla Fondazione Ri.MED, che gli ha già permesso di ottenere 3 importanti finanziamenti dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC), oltre a numerosi altri riconoscimenti e premi. Sul lato tecnologico, l’équipe si concentrerà sia sulla creazione di processi innovativi di produzione robotizzata sia sulla loro validazione preclinica.
L’automazione consentirà di replicare con precisione la complessa microarchitettura geometrica dei lembi valvolari, analizzando i meccanismi biologici che governano la formazione del tessuto in vivo. La protesi è progettata per servire da supporto temporaneo: una volta installata, favorisce la rigenerazione naturale delle cellule del paziente e si dissolve gradualmente, lasciando spazio a un tessuto cardiaco autologo, sano e in grado di adattarsi nel tempo. L’obiettivo è contribuire allo sviluppo di sostituti valvolari sempre più efficaci e duraturi, in grado di integrarsi con l’organismo e adattarsi nel tempo.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
