Le norme stabiliscono i requisiti che i prodotti vegetali, animali e biologici devono rispettare per entrare nel Paese, con l’intento di minimizzare il rischio di introduzione di organismi dannosi e malattie.
La fase di sperimentazione avrà una durata di quattro mesi e servirà a verificare se l’intelligenza artificiale può agevolare il lavoro documentale e contribuire alla creazione di regolamenti basati su evidenze in un modo più efficiente e uniforme, senza compromettere le garanzie di biosicurezza.
La riforma mira anche a facilitare l’accesso degli agricoltori e dei produttori a nuove varietà genetiche vegetali, rimuovendo restrizioni ritenute superflue per le imprese. Secondo il governo, le esportazioni neozelandesi nei settori alimentare e delle fibre potrebbero raggiungere i 64,3 miliardi di dollari neozelandesi annuali.
