Nel 2025 cresce il livello di competenze digitali (54,3%, +8,4%), ma il target europeo dell'80% rimane distante

Nel 2025 cresce il livello di competenze digitali (54,3%, +8,4%), ma il target europeo dell’80% rimane distante

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ISTAT ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA SEDE

Nel 2025, il 71,7% dei giovani di 20-24 anni che ha utilizzato Internet negli ultimi 3 mesi possiede competenze digitali almeno di base. Questa percentuale diminuisce rapidamente con l’età, scendendo al 49,1% tra i 55-59enni e al 27,4% per le persone di 65-74 anni. Questi dati provengono dall’indagine “Aspetti della Vita Quotidiana”, che ogni anno analizza l’uso delle tecnologie dell’informazione nella popolazione, armonizzata a livello europeo.

I dati di questo modulo vengono utilizzati come indicatori di benchmark e rientrano nel programma strategico per il decennio digitale 2030. Alcuni indicatori sono impiegati per monitorare gli obiettivi dell’Agenda 2030 sui Sustainable Development Goals (SDGs) delle Nazioni Unite e per misurare il Benessere equo e sostenibile (Bes). Nel 2025, il 87,3% delle famiglie avrà accesso a Internet, con un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

L’analisi territoriale mostra un persistente divario nel Mezzogiorno, circa 5 punti percentuali in meno rispetto al Centro-Nord. Le regioni con la più alta percentuale di famiglie connesse sono la Toscana (90,9%), la Provincia Autonoma di Trento (90,6%) e il Veneto (89,5%), mentre le percentuali più basse si registrano in Sicilia (82,0%), Basilicata (81,8%) e Calabria (80,1%).

Il 63,9% delle famiglie composte esclusivamente da anziani (65 anni e più) ha accesso a Internet da casa, una cifra in crescita di 3,3 punti percentuali rispetto al 2024, riducendo il divario rispetto alle famiglie con almeno un minore (98,7%) e quelle senza minori ma con membri non esclusivamente anziani (95,1%), che si avvicinano ormai a livelli di saturazione.

Il possesso di un titolo di studio elevato nei membri della famiglia è positivamente correlato con l’accesso a Internet: è del 98,5% nelle famiglie con almeno un laureato, del 94,9% in quelle con il diploma di scuola superiore, e scende al 66,5% tra le famiglie con il titolo di studio più elevato di licenza media.

Tra le famiglie senza accesso a Internet, il motivo principale indicato è l’incapacità di utilizzo (55,3%), seguito da una significativa porzione (21,2%) che non lo considera utile o interessante. Altre motivazioni includono il costo elevato degli strumenti (15,2%) o dei collegamenti (10,3%), o il fatto di connettersi in luoghi diversi dalla propria abitazione (7,9%). Nel 2025, l’83,1% della popolazione di sei anni e più ha utilizzato Internet nei tre mesi precedenti l’intervista.

L’uso della rete è quasi saturo tra gran parte della popolazione. Oltre il 95% delle persone tra 11 e 44 anni si è connesso negli ultimi tre mesi, con valori simili anche tra i 45-54enni (93,6%). La percentuale supera lievemente il 98% tra i 15-24enni, ma diminuisce tra le fasce più anziane: scende al 72,5% tra le persone di 65-74 anni e arriva al 35,7% tra gli over 75. Tra il 2024 e il 2025, l’uso della rete è aumentato di 1,2 punti percentuali, con incrementi superiori a 4 punti percentuali tra la popolazione di 65 anni e più (da 68,1% a 72,5% per la classe di età 65-74 anni e da 31,4% a 35,7% per gli over 75).

L’uso delle tecnologie dell’informazione e comunicazione mostra differenze significative per genere tra i bambini di 6-10 anni e gli anziani di 65 anni e più, con uno svantaggio per le donne. In particolare, tra i 65-74enni, l’uso di Internet è più elevato tra gli uomini, con un divario di 4,3 punti percentuali (74,8% per gli uomini e 70,5% per le donne), mentre tra le persone di 75 anni e più il vantaggio è di ben 12,5 punti (43,0% per gli uomini e 30,5% per le donne).

Nel 2025, l’uso di Internet nel centro-nord Italia supera l’85%, mentre le aree del Mezzogiorno si fermano al 78,5%, un divario che rimane stabile rispetto al 2024. Tra le regioni, le più significative aumenti si registrano nelle Marche (+4 p.p.), Campania (+3 p.p.), Sardegna (+2,9 p.p.) e Lazio (+2,8 p.p.). Tra le persone di 25 anni e più, ha navigato nel web negli ultimi tre mesi il 96,6% di chi possiede un titolo di studio elevato (laurea o titolo superiore) e il 91,2% di chi ha un diploma di scuola secondaria superiore, rispetto al 62,2% tra chi ha un titolo di studio basso (al massimo la licenza media).

Tra le persone occupate, le differenze tra dirigenti, imprenditori e liberi professionisti rispetto agli operai si sono gradualmente attenuate negli anni (97,5% contro 93,0%). Il 79,1% delle persone di 6 anni o più accede a Internet tramite smartphone, il 54% tramite PC fisso o portatile, il 38,2% tramite smart TV, smart speaker, smartwatch o console per videogiochi, e il 27,8% utilizza il tablet.

La combinazione dei dispositivi utilizzati evidenzia marcate differenze generazionali. I giovani di 11-24 anni sono orientati a un utilizzo multi-device: quasi il 30% utilizza tutti i dispositivi considerati, rispetto al 17,7% della media della popolazione. Tra gli adulti di 25-34 anni, si osserva una maggiore propensione all’uso combinato di PC, smartphone, smart TV e altri dispositivi (27,1% contro il 17,9% del totale).

Le persone di 65 anni e più presentano la quota più alta di utenti che accedono a Internet esclusivamente tramite smartphone (quasi il 40% rispetto al 20,5% della media). Nella fascia di età 55-64 anni, prevale l’uso di due dispositivi, la combinazione più comune è smartphone e PC (24,2% contro il 18,8% nella media). I bambini di 6-10 anni utilizzano principalmente la combinazione di smartphone e smart TV (inclusi smartwatch e console per videogiochi).

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