“Attualmente, il Bernabeu è la mia casa: lavoro per il Real Madrid. Rimarrà sempre il mio stadio e un campo iconico per l’Inter, soprattutto per il trionfo del 2010 in Coppa Campioni. La partita di domani? Ogni sfida in Champions ha la sua importanza sia per noi che per l’Inter. Spero di incontrare nuovamente l’Inter in futuro”, ha affermato il tecnico dei Blancos, grande ex della competizione.
“L’Inter è una squadra formidabile. Da Antonio Conte a Inzaghi fino a Chivu, hanno mantenuto lo stesso stile di gioco. Sono talmente affiatati che potrebbero giocare ad occhi chiusi. Possiedono mentalità, fisicità e tantissima qualità. È curioso che non abbiano mai conquistato la Champions in questi anni. Chivu? Ho capito subito che Cristian desiderava diventare allenatore quando era sotto la mia guida”, ha aggiunto lo Special One.
“È fondamentale avere giocatori dotati e metterli nelle migliori condizioni per dare il massimo. Mbappé e Lautaro sono due calciatori diversi ma entrambi essenziali per le loro squadre. Domani mancheremo di tre giocatori squalificati, ma in campo saranno sempre 11 contro 11. Chi ha programmato il calendario della Champions deve essere stato italiano”, ha proseguito Mourinho, aggiungendo una nota di ironia. “Sono sempre lo stesso: anche se sembro più calmo, non sono cambiato”, ha concluso l’allenatore del Real Madrid.
