“La cybersecurity è diventata un elemento essenziale per la sicurezza della navigazione e rappresenta una priorità strategica per l’armamento. L’incremento della digitalizzazione delle navi e delle catene logistiche richiede il continuo rafforzamento della capacità di prevenire e gestire minacce in rapida evoluzione”, ha dichiarato Salvatore d’Amico, presidente del Gruppo Tecnico Trasporti e logistica internazionali, regolamentazioni, organismi internazionali e sicurezza di Confitarma.
“In questo percorso – ha continuato – è fondamentale mantenere un dialogo costante tra istituzioni e imprese, affinché il quadro normativo si traduca in strumenti realmente efficaci e applicabili, in grado di elevare i livelli di sicurezza tenendo conto delle specificità operative delle compagnie e dei diversi tipi di navi. La cyber-resilienza del sistema marittimo si costruisce attraverso regole adeguate, competenze, tecnologie e una cooperazione sempre più stretta tra settore pubblico e privato”.
Secondo uno studio realizzato da Yarix, il settore marittimo è il secondo più esposto alla pressione cyber: dal dataset analizzato, il 15,6% delle segnalazioni riguarda propriamente questo settore. Un dato particolarmente significativo riguarda l’Italia rispetto ai Paesi del Mediterraneo monitorati: il nostro Paese conta quasi il 50% delle segnalazioni totali in questo settore (325 su 653).
Tra questi dati italiani emerge una forte concentrazione sull’ecosistema marittimo e portuale: 240 segnalazioni su 325, pari al 73,85%, sono direttamente riconducibili a porti, logistica e servizi portuali, navigazione e trasporto marittimo e organizzazioni portuali.
Nel complesso, il numero di eventi riportati a livello globale nella prima metà del 2026 è attribuibile a collettivi hacktivisti di diverse ideologie, accomunati da posizioni antioccidentali, antiamericane, antisraeliane e pro-iraniane.
Mirko Gatto, responsabile Cybersecurity di Var Group, ha osservato: “I dati evidenziano come l’ecosistema marittimo e portuale sia diventato un obiettivo strategico nel panorama delle minacce cyber. La crescente interconnessione tra navi, porti e catene di approvvigionamento richiede un approccio non solo centrato sulla protezione tecnologica, ma anche sulla capacità di prevenire, rispondere e garantire la continuità operativa, dalla movimentazione delle merci alla sicurezza delle persone, fino alla stabilità delle intere reti di approvvigionamento. Data la sua complessità, la cyber-resilienza del settore marittimo non può essere lasciata a iniziative isolate, ma deve essere costruita come una responsabilità condivisa, basata su intelligence, collaborazione e coordinamento costante tra imprese, istituzioni e comunità della sicurezza”.
