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“Questa manovra presenta luci e ombre. Ci sono sicuramente aspetti positivi, ma anche elementi con cui non siamo d’accordo”, afferma Cristian Camisa, presidente nazionale di Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media industria privata, intervistato da Adnkronos/Labitalia. “Un aspetto positivo è la solidità dei conti pubblici, poiché uno spread di 76 punti base riduce gli interessi sul debito pubblico, consentendo di avere maggiori risorse per il sistema”.
Camisa evidenzia altresì il rifinanziamento della Sabatini, uno strumento cruciale per le imprese, e la cancellazione della plastic tax e della sugar tax. Tuttavia, secondo lui, il governo manca di “una visione di politica industriale a lungo termine”. “Essendo imprenditori, ci aspettiamo che le misure siano programmate su più anni”, sottolinea.
Secondo Camisa, il credito d’imposta è fondamentale e rappresenta uno strumento noto nel settore, già sperimentato con l’industria 4.0 e 5.0. “Tornare al superammortamento e all’iperammortamento favorisce la grande industria, mentre il credito d’imposta sarebbe stato cruciale per affrontare le sfide epocali, come digitalizzazione e sostenibilità”, spiega.
“Inoltre, non condivido l’aumento della tassazione sui dividendi per anticipazioni sotto il 10%, che porta a una doppia tassazione con tassi complessivi fino al 57,3%. Serve una modifica anche riguardo il payback sanitario, insostenibile per le PMI che rischiano il collasso”, conclude.
Gli effetti dei dazi statunitensi sono un’altra preoccupazione per le PMI. “Il mercato USA rappresenta il 10% dell’export italiano e i dazi su acciaio e alluminio, così come su altri beni, stanno causando danni significativi alle nostre aziende, stimabili in circa 20 miliardi di euro. Di questi, circa 10 miliardi colpiscono le PMI”, precisa Camisa.
Camisa sottolinea che le industrie agroalimentari sono tra le più colpite, con un aumento dei prezzi che sta diventando insostenibile. “Considerando anche il deprezzamento del dollaro rispetto all’euro, l’aumento reale sui costi si avvicina al 30%, riducendo fortemente i consumi di beni di prima necessità”, chiarisce.
Secondo Camisa, la manovra può rappresentare un’occasione per supportare le aziende danneggiate dai dazi americani. “Proponiamo di inserire un credito d’imposta per sterilizzare gli effetti dei dazi su chi esporta negli USA, offrendo così respiro alle aziende e permettendo una pianificazione a medio e lungo termine”, spiega.
La crisi nel settore automotive è un altro tema critico. “Le PMI del settore vivono una situazione negativa e auspico che il governo intervenga. Le dichiarazioni di Stellantis fanno temere che il mercato italiano venga trascurato. Molte aziende fornitrici stanno chiudendo per mancanza di ordini”, afferma Camisa.
“Rappresentiamo numerose PMI, specialmente in Piemonte, fornitrici di Stellantis. Aziende solide si trovano improvvisamente senza ordini, poiché i principali fornitori hanno internalizzato la produzione”, sottolinea. “Serve un segnale per supportare queste aziende nella riconversione industriale”, conclude.
Riguardo al tema energetico, Camisa afferma: “Il nucleare deve diventare un focus per il Paese. Non possiamo avere centrali nucleari ai confini senza un nostro sistema energetico in questa direzione.” La questione energetica è cruciale, soprattutto per i costi che sono superiori rispetto ai competitor europei.
Camisa propone di definire una politica energetica europea e chiede azioni come l’azzeramento degli oneri di sistema e incentivi per l’autoproduzione e il consumo autonomo, esortando a fornire fondi di garanzia per gruppi d’acquisto di energia per le piccole imprese, per migliorarne il potere contrattuale.
(di Fabio Paluccio)
