L’accordo mira a potenziare i legami economici, aumentare i flussi commerciali e incentivare il trasferimento tecnologico nel settore primario. Sul piano dei contenuti, il documento copre una vasta gamma di aree: dalla protezione dei prodotti con denominazione d’origine e delle indicazioni geografiche, alla condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione, fino alla cooperazione nel settore sementiero, alla tutela delle varietà vegetali e alla promozione della biodiversità. È prevista anche una spinta alla meccanizzazione agricola, alla zootecnia, alla pesca, all’acquacoltura e all’innovazione nei processi di trasformazione alimentare. Un aspetto centrale dell’accordo è il ruolo della ricerca scientifica, che promuove una collaborazione strutturata tra il CREA italiano e l’ICAR indiano. Il testo sostiene inoltre la creazione di joint venture e interazioni dirette tra i due ambienti imprenditoriali agroalimentari. Per raggiungere gli obiettivi, sarà istituito un Gruppo di Lavoro Congiunto, formato da alti funzionari dei due paesi, che si riunirà alternativamente in Italia e in India – anche attraverso videoconferenze – e potrà formare specifici sottogruppi tecnici. Non ci saranno costi aggiuntivi per le finanze pubbliche. L’accordo avrà una durata di cinque anni, rinnovabile automaticamente per un altro quinquennio.
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