Google lancia AI Edge Gallery: Intelligenza Artificiale locale sullo smartphone

L’intelligenza artificiale si integra sempre di più nei processi aziendali delle imprese italiane.

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Secondo la ricerca, quasi la metà delle aziende è attivamente coinvolta in un percorso di trasformazione tecnologica, con particolare attenzione ai servizi e alle organizzazioni di dimensioni maggiori: l’11,5% sta utilizzando o testando soluzioni basate su algoritmi avanzati, mentre il 37,6% sta valutando la loro introduzione. Le applicazioni più comuni includono analisi dei dati, marketing, ricerca e sviluppo, automazione e aiuto ai clienti: settori in cui l’IA sta rimodellando le metodologie operative, le strategie aziendali e l’organizzazione del lavoro.

Tuttavia, ci sono anche aspetti negativi da considerare. Meno della metà delle aziende che hanno intrapreso l’adozione dell’IA (43,7%) ha già aggiornato i propri processi interni per gestire l’impatto sulle risorse umane, in particolare attraverso corsi di formazione interni, consulenze specializzate o assunzioni di nuovi profili tecnici. Molte imprese stanno avanzando sul fronte tecnologico ma rimangono indietro nell’aggiornamento delle competenze e dei piani di formazione. È significativo che la carenza di competenze interne sia vista come la principale criticità (36,7%), seguita dalla difficoltà di integrazione nei processi esistenti e dai costi ancora elevati. Inoltre, il disallineamento tra domanda e offerta di competenze rimane una sfida, con il 67,8% delle aziende che segnalano difficoltà nel reperimento dei profili appropriate. Questo rappresenta un problema strutturale in un contesto caratterizzato dalla rapidità dei cambiamenti portati dalle nuove tecnologie.

Intanto, il lavoro agile sta vivendo una fase di stabilizzazione, con il 32,3% delle aziende che lo ha adottato, mentre il welfare aziendale è diffuso nel 55,3% delle realtà associate, sempre più orientato al benessere dei lavoratori. La contrattazione aziendale, che oggi coinvolge quasi il 70% dei lavoratori del campione, si conferma essere uno degli strumenti principali attraverso i quali le aziende gestiscono innovazione e flessibilità per supportare i processi di trasformazione organizzativa.

“Le aziende italiane si trovano nel cuore della trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale sta per diventare un elemento competitivo cruciale, anche dal punto di vista formativo”, sottolinea Riccardo Di Stefano, delegato di Confindustria per l’Education e l’Open Innovation. “Tuttavia, per governare e non subire questa transizione è necessario un salto di qualità nelle competenze e un forte investimento nella formazione sempre più integrata tra il mondo produttivo e quello educativo. La ricerca CSC mette in evidenza come le aziende stiano diventando sempre più protagoniste nelle relazioni con scuole, ITS Academy e università, esercitando, in modo sempre più completo, un ruolo di responsabilità educativa anche attraverso tecnologie abilitanti. Solo così si potrà garantire un’adozione responsabile dell’IA, capace di generare crescita per il Paese e per l’intero sistema produttivo”.

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