Leosco: L'importanza degli stili di vita per un invecchiamento sano

Leosco: L’importanza degli stili di vita per un invecchiamento sano

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L’invecchiamento rappresenta un processo complesso, spesso caratterizzato dalla presenza di molteplici patologie croniche, dall’assunzione di numerosi farmaci e da una crescente vulnerabilità sia fisica che psicologica. Il geriatra ha il compito di valutare questi aspetti in modo integrato, individuando strategie personalizzate per prolungare il più possibile l’indipendenza e il benessere.

In una società in cui il numero di anziani continua a crescere, la geriatria è destinata a diventare una delle discipline mediche più rilevanti. Tra le sfide future c’è quella di trasformare la misura della longevità, passando dai semplici anni di vita alla qualità della salute e della vita.

In geriatria, la fragilità viene spesso discussa in modo inadeguato: non si tratta solo dell’assenza di malattie, ma della perdita delle funzioni fisiche e psichiche. Le malattie non sono necessariamente legate a questa perdita. Attualmente si parla molto degli stili di vita, che rivestono un’importanza cruciale per un invecchiamento sano: questo, però, deve essere preparato molto prima. La prevenzione non inizia a 65 anni, ma dovrebbe partire fin dalla nascita. Oggi i dati sono alarmanti, anche tra la popolazione adulta e nei nuovi adulti; un 45enne su tre presenta co-morbidità, ovvero ha più di una patologia. La genetica gioca un ruolo, ma non incide sull’invecchiamento sano più del 20-25%”, ha dichiarato Dario Leosco, docente di Medicina interna all’Università Federico II di Napoli e presidente della Società italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, il format televisivo dell’agenzia di stampa Italpress.

Costruire una longevità sana a una giovane età è fattibile ma, come sottolinea Leosco, “è una questione molto delicata. Diversi fattori influenzano la salute dei giovani, come l’obesità, il fumo e l’alcol. Negli ultimi anni, sta emergendo in particolare il distress psicologico vissuto dalle nuove generazioni: questo ha un impatto significativo sull’insorgenza di malattie in età adulta. La situazione è aggravata dalla pandemia di Covid: oggi, confrontando la salute delle nuove generazioni con quella delle precedenti, notiamo che quelle più anziane stanno meglio. Questo è preoccupante, specialmente considerando il rallentamento dell’aspettativa di vita negli ultimi cento anni; avevamo già osservato una tendenza prima del Covid, probabilmente collegata a questo aspetto, poiché il distress psicologico influisce profondamente sul benessere. Senza salute psicologica non c’è salute fisica”.

Tra i principali fattori che influenzano la prevenzione dell’invecchiamento, egli aggiunge, ci sono “l’alimentazione, l’attività fisica e l’attività cognitiva. Dobbiamo promuovere un’alimentazione equilibrata, sottolineare che l’attività fisica è un vero e proprio farmaco e che deve essere praticata quotidianamente. È fondamentale ricordare che anche per gli anziani i rapporti sociali sono di estrema importanza e bisogna fare di tutto per evitare l’isolamento. Ogni attività deve essere svolta in modo progressivo: si può iniziare con dieci minuti di passeggiata al giorno e poi aumentare fino a 2-3 ore settimanali, sempre senza esagerazioni. Bisogna solo fare ciò che si può: non dobbiamo aspettarci che gli anziani svolgano attività fisica intensa, ma che lo facciano con continuità”.

Secondo Leosco, il Sistema Sanitario Nazionale italiano “non è ancora pronto a gestire una popolazione sempre più anziana. Questo è un problema considerevole, dato che non invecchiamo in ottime condizioni. Per esempio, una persona che raggiunge gli 85 anni vive almeno 12 anni in condizioni di salute non ottimali; l’insorgenza di malattie in età avanzata influisce inevitabilmente sulla qualità della vita. È necessario anche educare gli anziani su come invecchiare in modo adeguato, il che implica principalmente contrastare l’ageismo, cioè la discriminazione verso gli anziani”.

Un anziano in buone condizioni di salute, conclude, “può contribuire in modo significativo alla società: oggi sappiamo che gioca un ruolo importante nel supportare le famiglie, in particolare nella crescita dei nipoti. Questo dà una grande importanza al suo invecchiamento, poiché trasmette alle nuove generazioni l’esperienza di un’epoca che ha affrontato sfide diverse rispetto al benessere attuale, ma che ha comunque saputo progredire”.

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