L'Emilia-Romagna potenzia la rete della salute mentale con un investimento di 40 milioni

L’Emilia-Romagna potenzia la rete della salute mentale con un investimento di 40 milioni

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Fondi destinati a un modello di assistenza che integra servizi sanitari, sociali e territoriali, ponendo la persona e il suo progetto di vita al centro, con un focus particolare sull’autonomia, l’inclusione nella comunità e la continuità assistenziale. La parte più rilevante del finanziamento, pari a 33,7 milioni di euro, è destinata al Fondo per l’autonomia possibile – Salute mentale, che finanzia interventi socio-sanitari per le persone seguite dai Centri di salute mentale, dando priorità ai progetti riabilitativi personalizzati realizzati attraverso il Budget di salute, uno strumento che consente di creare percorsi individualizzati valorizzando lavoro, abitare e partecipazione sociale. Il Fondo supporta anche interventi per le persone con disturbi dello spettro autistico e per coloro che provengono dagli ex Ospedali psichiatrici, dagli ex Ospedali psichiatrici giudiziari e dalle Rems, incoraggiando percorsi alternativi all’istituzionalizzazione.

Vengono assegnati 300mila euro alla Rems di Reggio Emilia e 150mila euro ciascuna alle strutture per autori di reato di Parma e Bologna. “Investire nella salute mentale equivale a investire nella qualità della vita delle persone e nella coesione delle nostre comunità” – commentano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alla Salute, Massimo Fabi. “Si tratta di una scelta mirata che rafforza il nostro servizio sanitario pubblico e attesta l’Emilia-Romagna come una delle regioni italiane più impegnate su questo fronte. Operiamo con convinzione, poiché la salute mentale è una parte integrante del diritto alla salute. Per questo motivo” – continuano presidente e assessore – “continuiamo a destinare risorse significative per potenziare i servizi territoriali, sostenere percorsi di cura sempre più personalizzati e promuovere autonomia, inclusione e dignità per tutti. È una responsabilità che la Regione si assume con determinazione, affinché nessuno si senta solo di fronte alla fragilità. Tuttavia, è necessaria una maggiore collaborazione e coinvolgimento anche da parte del Governo nazionale; i territori necessitano di più strumenti per affrontare quella che è ormai un’emergenza nazionale.”

Oltre al Fondo per l’autonomia possibile, la Regione finanzia diversi programmi specialistici che potenziano la rete della salute mentale in ogni fase della vita: 820mila euro per la parte dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, per supportare l’assistenza residenziale in strutture accreditate come ‘In Volo’ di Parma e ‘Residenza Gruber’ di Bologna per l’anno 2026; 400mila euro per il programma regionale sugli esordi psicotici, mirato all’applicazione sistematica delle raccomandazioni regionali per favorire la salute e il benessere nei pazienti allo stadio iniziale di psicosi; 565mila euro per potenziare diagnosi e presa in carico dei disturbi specifici dell’apprendimento; 4,2 milioni di euro in totale destinati al Programma regionale autismo (bambini, adolescenti e adulti); 280mila euro per interventi a favore delle persone con disabilità intellettiva.

– Foto Pexels –

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