Legno: Milano riunisce il settore dei pannelli a livello europeo

Legno: Milano riunisce il settore dei pannelli a livello europeo

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Oggi, a Milano, presso l’Auditorium Testori della Regione Lombardia, si è svolto il convegno ‘L’industria del pannello, tra Competitività Industriale e Quadro Normativo Europeo’. L’evento, organizzato da FederlegnoArredo e Assopannelli nell’ambito dell’assemblea generale di Epf – European Panel Federation e patrocinato da Regione Lombardia, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, del mondo associativo e del settore, per discutere le sfide che il comparto sta affrontando: dalla transizione energetica al Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), fino alle prospettive di mercato. Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo, ha commentato: “Siamo onorati di ospitare l’assemblea generale Epf a Milano; è l’occasione per indirizzare un messaggio unito alle istituzioni europee. La competitività è fondamentale per salvaguardare il futuro della nostra industria, che sta affrontando stagnazione nei consumi, redditività insoddisfacente, costi energetici elevati e una concorrenza crescente, con la Cina sempre più competitiva. È necessario invertire questa tendenza: chiediamo all’Europa politiche coerenti che rinforzino il tessuto industriale europeo e favoriscano gli investimenti delle aziende. Stiamo anche sollecitando una revisione dei meccanismi come il Cbam, che aumentano i costi per i nostri prodotti in un contesto geopolitico già difficile.” Realizzati principalmente con legno riciclato, i pannelli sono un elemento chiave della filiera legno-arredo e dell’economia circolare italiana. A partire dal 2025, il settore avrà un valore di oltre 2,3 miliardi di euro, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente. La produzione per il mercato italiano, che rappresenta il 58% del totale, aumenterà del 3%, superando 1,3 miliardi di euro. Le esportazioni, pari a 979 milioni di euro, cresceranno dell’1,1%, con trend diversificati: calo per compensati e pannelli vari, mentre truciolari, tranciati e MDF mostrano segni positivi. Le importazioni cresceranno del 14%, raggiungendo 1,4 miliardi di euro e superando il valore della produzione destinata al mercato interno. Anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha partecipato con un messaggio video, evidenziando l’impegno del governo italiano per la competitività industriale europea: “Questo incontro è più di una semplice formalità; è un’importante occasione di dialogo tra imprese e istituzioni. Le sfide che affrontiamo oggi richiedono una cooperazione imprescindibile. Il settore è al centro di trasformazioni vitali: la transizione verde, la resilienza delle catene di approvvigionamento, e la competitività industriale in un contesto globale sempre più complesso. L’industria europea deve affrontare sfide chiare e crescenti e le politiche devono supportare le nostre imprese in modo pragmatico e realistico.”

“Il legno-arredo è una delle filiere più emblematiche del Made in Italy, con oltre 50 miliardi di euro di fatturato e una forte vocazione all’export. Dimostra come qualità, design e sostenibilità possano essere fattori di successo a livello internazionale. Tuttavia, per mantenere questa competitività è necessario un cambio di passo in Europa. Le imprese hanno dovuto affrontare costi energetici crescenti e normative sempre più complesse. La priorità ora deve essere quella di riportare la competitività industriale al centro delle politiche europee, semplificando le regolamentazioni e supportando gli investimenti. La transizione ecologica è cruciale, ma deve essere anche economicamente sostenibile. Senza un’industria forte, l’Europa rischia di indebolire la propria base manifatturiera e la sua autonomia strategica”, ha dichiarato Antonio Gozzi, Presidente di Federacciai e delegato di Confindustria per l’autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitività.

Sull’importanza della normativa Ue – dal Cbam al contesto geopolitico – è intervenuto Massimiliano Salini, europarlamentare e membro della Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza Alimentare (ENVI): “La dipendenza dell’Unione europea da specifiche materie prime ha un impatto diretto sul mercato. In un contesto geopolitico instabile, caratterizzato da incertezze sui prezzi energetici e sulla sicurezza delle forniture, è essenziale che l’Ue trovi un equilibrio tra sostenibilità ambientale e slancio economico per le nostre industrie.” Anche Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia, ha portato i saluti dell’ente ospitante: “La filiera del legno e del pannello rappresenta un esempio di come sostenibilità ambientale e competitività industriale possano coesistere. Dalla pioppicoltura fino all’industria della trasformazione, abbiamo sviluppato un modello virtuoso che genera occupazione e valore economico. È fondamentale che le politiche europee perseguano obiettivi ambientali in modo pragmatico, evitando eccessi burocratici che possano penalizzare i settori già in prima linea nella dimostrazione di come economia ed ecologia possano rafforzarsi reciprocamente.” Palazzo Lombardia ha ospitato, nel settembre 2025, la firma della “Nuova intesa per lo sviluppo della filiera del pioppo”, accolto con favore da FederlegnoArredo e Assopannelli come passo strategico per ridurre la dipendenza dalle importazioni di materia prima. La sessione istituzionale ha preceduto una sessione tecnica incentrata sui progetti di sostenibilità di FederlegnoArredo, con un focus particolare sul consorzio Riqualta e sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), e ha visto la presentazione dell’Economic Outlook 2025 e del progetto EcoReFibre da parte dei leader di Epf. La giornata si è conclusa con i saluti del Presidente Epf, Pablo Figueroa López: “I dati del nostro Economic Outlook 2025 indicano un settore sotto pressione, ma dimostrano anche la sua resilienza. Iniziative come EcoReFibre sono prova che il futuro della nostra industria è intrinsecamente circolare: trasformare le fibre di legno recuperate in nuovi pannelli di alta qualità. Ciò che chiediamo ai decisori politici è un quadro normativo che incentivi questi investimenti, rendendo la sostenibilità un vantaggio competitivo per i produttori europei e non un costo gravoso per gli importatori.”

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