Le PMI campane si distinguono per la crescita e l'impatto del welfare aziendale.

Le PMI campane si distinguono per la crescita e l’impatto del welfare aziendale.

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NAPOLI (ITALPRESS) – A Napoli si è svolta la prima tappa del roadshow 2026, un’iniziativa focalizzata sulla valorizzazione del territorio per promuovere la cultura del welfare aziendale tra le piccole e medie imprese, con la presentazione del Rapporto Welfare Index PMI Campania. Il Welfare Index PMI è un indicatore che misura il grado di welfare aziendale nelle piccole e medie imprese ed è promosso da Generali in collaborazione con le principali Confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio.

Le aziende campane mostrano un impegno sociale significativo, contribuendo in modo articolato al rafforzamento del sistema di welfare locale, sia pubblico che privato. La partecipazione al progetto è ampia e continua: 405 imprese hanno aderito all’ultima edizione e 1.736 da quando il progetto è stato avviato nel 2016. Molte aziende hanno assicurato una partecipazione costante nel tempo, favorendo la crescita qualitativa del progetto e la diffusione delle migliori pratiche di welfare aziendale sul territorio.

Tra le imprese campane si trovano alcune delle esperienze più avanzate a livello nazionale: 5 aziende sono state classificate come Welfare Champion, il massimo livello previsto dal Welfare Index PMI, rappresentando esempi concreti di come il welfare possa diventare parte integrante del modello di business. Accanto a queste, molte altre realtà sono classificate come Welfare Leader, evidenziando un tessuto imprenditoriale sempre più consapevole del valore sociale ed economico del welfare aziendale.

L’economia della Campania è caratterizzata da una vivace imprenditorialità: sono attive 504 mila imprese, pari al 9,5% del totale nazionale, con una forte concentrazione nell’area metropolitana di Napoli. Tuttavia, il contesto presenta delle criticità strutturali: la produttività è inferiore alla media nazionale e il tasso di occupazione è al 46,7%, significativamente più basso rispetto alla media italiana. Perciò, in questo scenario, il welfare aziendale riveste un ruolo ancora più rilevante come motore di inclusione e sviluppo.

Le aziende che raggiungono un livello alto (alto o molto alto) di welfare aziendale rappresentano il 31,5% del totale, mentre il 78,0% ha raggiunto almeno un livello medio. Negli ultimi dieci anni, le imprese con welfare evoluto sono aumentate dall’8,0% al 31,5%, mentre quelle con livello iniziale sono scese dal 43,9% al 22,0%. Questa dinamica dimostra come il welfare aziendale stia diventando sempre più diffuso e strutturato, anche in un contesto complesso.

Le imprese con politiche di welfare più avanzate registrano risultati significativamente migliori: produttività più elevata, fino a 545 mila euro di fatturato per addetto, marginalità superiore, fino a 52 mila euro di MOL per addetto, e una crescita occupazionale maggiore, con un aumento del +21,2% degli addetti nel quadriennio. Il welfare si conferma non solo come uno strumento sociale, ma anche come una leva concreta di competitività e sviluppo.

Inoltre, le imprese campane mostrano un’evoluzione culturale rilevante: il 92,1% segnala una maggiore attenzione a salute e sicurezza; l’84,7% considera necessario rafforzare il ruolo sociale dell’impresa e il 69,6% intende contribuire alla crescita sostenibile del territorio. Questo dimostra che il welfare aziendale diventa un vero strumento per migliorare il benessere dei lavoratori, sostenere le famiglie e rafforzare il legame con le comunità e il territorio. In Campania, il welfare aziendale assume un’importanza strategica nel rispondere a bisogni sociali significativi, come le difficoltà di accesso ai servizi, i divari occupazionali, in particolare giovanili e femminili, e le esigenze legate alla sanità e alla conciliazione vita-lavoro. In questo contesto, le aziende, grazie alla loro prossimità alle persone, possono contribuire a ridurre le disuguaglianze, integrare i servizi pubblici e promuovere nuovi modelli di welfare di comunità.
-foto f08/Italpress –
(ITALPRESS).

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