“L’accesso al cibo è un diritto fondamentale – ha affermato Fini – eppure 800 milioni di persone nel mondo soffrono ancora la fame. Per questo motivo, l’agricoltura deve essere vista come un bene comune indispensabile per il futuro dell’umanità. È cruciale coinvolgere i giovani: dobbiamo far comprendere loro l’importanza di questa professione, altrimenti il mondo rurale rischia di rimanere senza eredi.”
Secondo Cia, la sfida consiste nel rendere l’occupazione agricola attraente e nel fornire supporto ai giovani attraverso politiche mirate: accesso alla terra, credito, formazione, innovazione e ricerca, equo reddito, servizi e infrastrutture nelle aree interne. “Dobbiamo potenziare il capitale umano nel settore, è la nostra risorsa più preziosa” – ha ribadito Fini – “Solo con l’entusiasmo e le competenze delle nuove generazioni potremo affrontare le sfide attuali, garantendo la sicurezza alimentare e la stabilità delle comunità.”
Oltre al ricambio generazionale, è fondamentale un impegno forte e coordinato delle istituzioni, supportato da misure e risorse adeguate, per preservare il suolo agricolo; garantire una giusta distribuzione del valore lungo le filiere; affrontare la crisi climatica con tecnologie innovative, dall’agricoltura di precisione alle nuove tecnologie agricole; ridurre gli sprechi; e garantire il principio di reciprocità negli scambi commerciali.
“La sovranità alimentare si ottiene solo attraverso il lavoro degli agricoltori” – ha concluso Fini – “e attraverso la loro capacità di resistere, innovare, tutelare la terra e rinforzare le comunità rurali. È da questo punto che si costruisce il futuro per tutti.”
