ROMA (ITALPRESS) – L’obiettivo di “EDUNext – Nuovi orizzonti per l’Education e le competenze nell’era dell’AI” è comprendere come l’intelligenza artificiale stia cambiando le modalità di apprendimento, lavoro e sviluppo delle competenze. Questa nuova ricerca, realizzata dall’Osservatorio Look4ward e presentata all’Università Luiss da Intesa Sanpaolo e dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” dell’Ateneo intitolato a Guido Carli, è il terzo rapporto di Look4ward. Il dossier mette in luce come l’espansione dell’intelligenza artificiale stia creando nuove opportunità di evoluzione per competenze e modelli formativi. In questo contesto, cresce la necessità di un’integrazione più efficace tra tecnologia, capitale umano e sistemi educativi, puntando a utilizzare l’AI in modo critico, selettivo e consapevole nei processi di apprendimento e lavoro. La ricerca, diretta da Enzo Peruffo, Prorettore per la Didattica della Luiss, ha visto come coordinatrice la professoressa Lucia Marchegiani.
Il progetto ha coinvolto oltre 600 aziende, CEO e HR manager, per un totale di più di 1.500 partecipanti dall’inizio dell’Osservatorio, provenienti da vari settori economici, con l’intento di studiare l’impatto dell’intelligenza artificiale nelle organizzazioni. Dall’analisi risulta che il 31% delle aziende ha già implementato o sta testando soluzioni di intelligenza artificiale, un dato in crescita rispetto al 19% del 2025. Tuttavia, questa diffusione tecnologica non si riflette in un adeguato sviluppo delle competenze: l’85% delle aziende con AI ha iniziato o sta pianificando percorsi formativi specifici, ma solo il 19% ha sviluppato programmi strutturati e continuativi. Il 48% si limita a iniziative sporadiche o pilota, mentre il 46% dei dipendenti non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull’AI e quasi la metà delle aziende (44%) non prevede investimenti formativi nei prossimi 12/24 mesi, evidenziando un disallineamento persistente tra l’adozione dell’innovazione e lo sviluppo del capitale umano. Inoltre, è stata svolta un’analisi empirica su un campione di 800 persone, principalmente studenti, per approfondire l’influenza dell’AI sui processi cognitivi. I risultati mostrano che: nei compiti a bassa complessità, l’assenza di supporto tecnologico favorisce un maggiore coinvolgimento, apprendimento e motivazione; nei compiti ad alta complessità, l’AI si dimostra un valido supporto, riducendo il carico cognitivo e migliorando la qualità delle decisioni. Questi risultati indicano che il valore dell’intelligenza artificiale non è universale, ma dipende da come essa viene integrata nei processi educativi e professionali, superando l’idea che essa sia automaticamente abilitante.
La ricerca propone il modello GENIALE EDUNext (Generative Ecosystems for New Intelligent Augmented Learning Education), che definisce i principi per progettare sistemi educativi in grado di integrare equilibratamente intelligenza umana e artificiale. Questo modello enfatizza un utilizzo dell’AI che sia selettivo e coerente con la complessità del compito, garantendo al contempo la preservazione dell’autonomia cognitiva delle persone. In questo ambito, è fondamentale integrare competenze tecnologiche, capacità critiche ed elementi etici, rendendo il design pedagogico cruciale per orientare efficacemente l’interazione tra individuo e tecnologia.
“Dal nuovo studio dell’Osservatorio Look4ward emerge che l’intelligenza artificiale non sostituisce l’apprendimento, ma lo trasforma, e il suo valore è legato alla qualità dei modelli educativi con cui viene integrata,” commenta Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs. “Questo paradigma richiede un’interazione più evoluta tra persone e tecnologie, in cui le competenze trasversali diventano decisive per permettere ai giovani di affrontare con consapevolezza le trasformazioni in atto. Intesa Sanpaolo è impegnata a costruire ecosistemi virtuosi in collaborazione con università, imprese e istituzioni, promuovendo modelli formativi innovativi che integrano tecnologia, autonomia cognitiva e responsabilità nell’uso dell’AI, riconoscendo l’importanza delle aziende nel contribuire al sistema educativo del Paese.”
“La ricerca EDUNext evidenzia una trasformazione profondamente asimmetrica: l’intelligenza artificiale è già presente nelle attività quotidiane di studio e lavoro, ma la sua integrazione nei processi educativi, organizzativi e decisionali avviene con tempi più lenti,” dichiara Enzo Peruffo, Direttore del Centro di Ricerca Luiss in Strategic Change “Franco Fontana”. “È quindi cruciale creare condizioni affinché l’IA generi valore senza produrre delega cognitiva. Ciò richiede una chiara regia pedagogica, organizzativa e istituzionale: formazione dei docenti prima degli studenti, integrazione dell’AI negli obiettivi didattici, progettazione del feedback come guida al ragionamento e sviluppo di competenze che sostengano il giudizio critico, l’autonomia e la responsabilità. Il modello GENIALE nasce proprio da questa necessità: l’augmented learning non implica l’automazione dell’apprendimento, ma una progettazione più attenta dell’interazione tra tecnologia e capacità umane.”
– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).
