ROMA (ITALPRESS) – “L’anno appena trascorso ha visto un aumento significativo del volume di materiali riciclati: circa 1 milione di tonnellate di imballaggi in plastica sono stati avviati al riciclo, portandoci a un tasso del 49,6% rispetto a quanto immesso al consumo, quasi raggiungendo l’ambizioso obiettivo del 50% stabilito dall’Europa. Abbiamo sostanzialmente raggiunto gli obiettivi fissati dall’Europa” afferma Andrea Campelli, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Corepla, in un’intervista con Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“L’Italia si distingue come uno dei Paesi più virtuosi in Europa. In totale, il sistema degli imballaggi in Italia ricicla oltre il 75% di quelli immessi al consumo, con un tasso di riciclo per le plastiche vicino al 50%. Gli obiettivi sono sempre più impegnativi, ma si inseriscono in un contesto di economia sempre più circolare, in cui l’Italia registra il tasso di circolarità più alto d’Europa”, sottolinea Campelli, enfatizzando che questo sistema richiede “una responsabilità estesa ai produttori per garantire che” il materiale venga avviato al riciclo, supportato da consorzi che assicurano il corretto funzionamento, dalle istituzioni locali responsabili della raccolta differenziata e, principalmente, dalla responsabilità di ciascuno di noi come cittadini”.
Il manager continua spiegando che “la corretta differenziazione e il riciclo riducono l’impatto ambientale, ma contribuiscono anche all’economia, generando reddito, posti di lavoro e opportunità economiche, dimostrando che l’impatto è enorme. Non può esserci sostenibilità senza economia e non c’è sviluppo economico senza rispetto per l’ambiente”. Parlando delle normative europee, evidenzia che le più rilevanti includono la Single Use Plastic, “una direttiva che prevede la graduale diminuzione degli imballaggi monouso” e “il regolamento applicabile immediatamente, PPWR, che entrerà in vigore ad agosto di quest’anno. Questo regolamento ha come obiettivo a medio termine la riduzione complessiva degli imballaggi, poiché si ritiene che la quantità di rifiuti da imballaggio sia eccessiva. In particolare, ‘prosegue Campelli’, le aziende utilizzano molto plastica monouso per le sue qualità tecniche uniche, i costi contenuti e la capacità di preservare gli alimenti oltre a ridurre l’impatto ambientale. Tuttavia, nella precedente legislatura, c’è stato un orientamento molto critico verso la plastica; non va demonizzata, il problema risiede nel suo trattamento scorretto a fine vita. Sarà significativo l’impatto su imprese che dovranno sviluppare nuovi materiali e metodi di produzione, e il regolamento stabilisce che entro il 2040 tutti gli imballaggi devono essere riciclabili; ci sarà un notevole impatto sulla filiera della plastica. Corepla si sta preparando, ma molte norme e atti delegati sono necessari per aiutare le aziende a orientarsi”, poiché “per fare impresa è fondamentale avere chiarezza sugli investimenti, e i cambiamenti normativi o le incertezze possono mettere in difficoltà le aziende, soprattutto ora che i costi energetici sono alle stelle”. Infine, Campelli ribadisce: “Tutto il sistema Italia ha reagito con grande prontezza a questo regolamento; ci siamo uniti come settore senza preoccuparci delle tendenze e abbiamo dimostrato i risultati dell’economia circolare italiana, rappresentando il Paese come esempio virtuoso”.
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