di Stefano Vaccara
“Oggi celebriamo un settore cruciale per l’eccellenza della nostra economia e dei legami bilaterali con gli Stati Uniti, forse meno visibile rispetto ai simboli tradizionali del nostro stile, ma non meno essenziale”, ha affermato Di Michele. “L’innovazione e la qualità del pharma italiano godono di riconoscimenti globali, come testimoniato dagli ingenti investimenti effettuati proprio nell’area del Tristate e in tutto il Paese”.
Moderato dal giornalista Mario Calvo-Platero, il dibattito ha coinvolto esponenti di spicco di Bracco, Kedrion e Menarini, tre gruppi con una forte presenza industriale, distributiva e scientifica negli Stati Uniti. Tra i relatori: Marco Campione, Presidente e CEO di Blue Earth Diagnostics (gruppo Bracco); Paolo Marcucci, Presidente di Kedrion; e Ken Hoberman, COO e co-fondatore di Stemline Therapeutics (gruppo Menarini). I relatori hanno evidenziato come gli Stati Uniti rappresentino oggi un hub cruciale per la ricerca, la produzione e l’accesso alle cure, in un contesto in cui l’export farmaceutico italiano verso gli USA ha superato i 10 miliardi di euro nel 2024, contribuendo a un valore complessivo della produzione di oltre 56 miliardi di euro.
“Bracco è orgogliosa di rappresentare la forza dell’industria farmaceutica italiana”, ha dichiarato Campione. “Gli Stati Uniti sono il nostro mercato di riferimento per innovazione e manifattura avanzata”. “In Kedrion poniamo l’accento sulle malattie rare e gravi”, ha affermato Marcucci. “Il mercato americano è cruciale per ampliare l’accesso globale alle terapie plasmaderivate”. “A Stemline siamo onorati di continuare la missione ultracentenaria di Menarini a favore della salute globale”, ha aggiunto Hoberman.
Durante il dibattito, la discussione ha toccato anche tematiche di attualità politica, in particolare i nuovi dazi annunciati da Donald Trump e la prossima visita della premier Meloni alla Casa Bianca. In interviste rilasciate a Italpress e in conversazioni informali, diversi relatori hanno manifestato preoccupazione per il possibile impatto delle politiche di protezione americana su ricerca congiunta, catene di approvvigionamento biotech e investimenti transnazionali. L’evento ha messo in evidenza come l’industria farmaceutica italiana rappresenti oggi un modello di successo globale, oltre a fungere da ponte strategico tra Italia e Stati Uniti in un delicato contesto geopolitico. Un settore che parla di eccellenza, innovazione e partnership, il vero volto del Made in Italy proiettato verso il futuro.
– foto xo9/Italpress –
