“Il movimento nella malattia di Parkinson è sia una vittima che una cura. Infatti, sebbene il movimento sia l’aspetto più colpito dalla malattia, l’esercizio fisico e le attività sportive, come il ballo, possono rappresentare una chiave per gestire meglio la malattia”. Queste sono le parole di Michele Tinazzi, presidente della Fondazione Limpe per il Parkinson Ets, in occasione della pubblicazione di ‘Sulle tracce di Mr. Parkinson’, il primo racconto noir che mette in luce i punti deboli di questa malattia neurodegenerativa. Questo progetto è promosso dalla Confederazione Parkinson Italia con il patrocinio della Fondazione Limpe per il Parkinson Ets e il supporto di Zambon, ed è stato realizzato in occasione della Giornata mondiale del Parkinson, celebrata l’11 aprile.
“Oggi sappiamo che l’esercizio fisico è fondamentale in molte malattie, e in particolare in una patologia in cui il movimento è il sintomo principale. È essenziale iniziare a praticarlo fin dalle prime fasi della malattia – evidenzia Tinazzi. L’impatto dell’attività fisica, inclusi sport e ballo, si estende anche a sintomi non motori del Parkinson, come l’umore, i disturbi del sonno, la stipsi e il dolore, tutti migliorabili con un’attività fisica regolare”.
“Abbiamo un motto – prosegue Tinazzi – Il Parkinson ‘è una malattia del movimento che si cura anche con il movimento’. È cruciale, ovviamente, l’approccio farmacologico, ma questo deve essere accompagnato da un esercizio fisico organizzato, fin dalle prime fasi della malattia. Non ci si riferisce all’attività quotidiana come salire le scale o camminare in casa, ma a un programma strutturato di esercizio. Consigliamo per esempio il Nordic walking – spiega. Per chi ha problemi di equilibrio o legati alla schiena, la bici da spinning è un’ottima opzione. È sempre consigliato praticare un’attività sportiva piacevole, che può spaziare dalla bici ad altre forme di sport. Certo, la riabilitazione è importante – chiarisce – ma si deve distinguere tra riabilitazione ed esercizio fisico: la riabilitazione è necessaria solo quando ci sono problematiche specifiche, come l’instabilità posturale o il fenomeno del freezing, che richiedono l’intervento del fisioterapista. Tuttavia, ciò non significa che l’esercizio fisico debba essere interrotto”.
